La vita istruzioni per l'uso

il blog di ubu

E invece niente

152 giorni fa

Sono passati otto mesi dall’ultimo post. Non era mai successo, prima.

Ingenuamente, pensavo che l’avere una figlia avrebbe portato una ventata di nuove vicende di cui parlare, una nuova voglia di raccontare le storie grandi e piccole che avvengono nella vita di chi si trova ad accudire un sacchettino d’ossa che pian piano diventa una persona e ti guarda negli occhi.
E invece niente. Niente improvvise rivelazioni, niente profonde riflessioni sul senso della vita e dell’essere. Niente di niente.
Non che le riflessioni mi siano mai venute bene, intendiamoci, ma almeno c’era una voglia di raccontarsi che ora non trovo più.
Emma ha compiuto oggi dieci mesi e io non ho niente di particolare da raccontare che non sia già stato detto sessanta milioni di volte da qualche neogenitore che pensa di averlo scoperto lui per primo, e non può fare a meno di mettertene al corrente.

Come quando un genitore dice all’altro: guardala, guardala ora! No, ma guardala! E l’altro non ne ha mai voglia, perché tanto lo sa, cosa sta facendo. Si arrampica bene, cammina spingendo la sedia, tira il pelo al gatto, fa una faccia strana, scopre l’interruttore della luce. Mentre il primo genitore è lì che freme nell’eccitazione del momento, l’altro preferirebbe leggere il suo libro o ha da stendere il bucato, preparare la pappa, cercare disperatamente di dormire, e pensa Sì, ora guardo, forse, ma anche no, mollami.
Con tutto il resto del mondo succede un po’ la stessa cosa. La bimba cresce ed è un miracolo. Ma un miracolo assai inflazionato.

Non ho più nulla da raccontare.
Non ho più voglia di raccontare nulla.
Questo blog è giunto, forse, al suo naturale capolinea.

Macubu  -    - Commenti [6]

Il 26 e il 27

404 giorni fa

Il 26 e il 27 sono quei giorni in cui non succede nulla ed è tutto sospeso. I negozi funzionano come al solito e gli uffici sono aperti, ma la maggior parte di noi è in ferie, e soprattutto lo sono io. Così si vive a metà, in anestesia locale, sospesi fra dovere e piacere e disorientati dal tempo a disposizione che si volatilizza come il ghiaccio delle pozzanghere stamattina.
È un piacere che mi godo con qualche remoto senso di colpa. Sto nell’acqua in apnea, come la rana.

Macubu  -    - Commenti

Sah, sah!

479 giorni fa

È una prova: à è é ì ò e persino ù.

Macubu  -    - Commenti [2]

The non-blog.

495 giorni fa

Io dico che la mia determinazione merita un premio.
Voi non sapete la dedizione, l’impegno, l’abnegazione che ci vogliono per non scrivere un blog.
Voi non sapete lo sforzo necessario a non raccontare otto mesi di gravidanza e le cose che si imparano, a non metter giù la lista degli oggetti che hanno invaso casa, le infinite minuzie, le noiosissime banalità  che ti assillano (o non ti assillano, se sei l’uomo della coppia) nella creazione del famoso nido, gli obblighi burocratici, i cambiamenti nei genitori, le strane dinamiche di coppia, l’infinito, costante toccare quella pancia tonda. Tutte cose che ho stoicamente taciuto. Qui bisogna premiare la più minuziosa cronaca che non abbiate letto, la cronaca dell’evento più prevedibile che esista, e che coglie tutti di sorpresa.
E quindi insomma, stremato da questo non fare, da tutto questo brillante non dire, decido qui e ora che a suffragio universale (cioè mio) mi viene attribuito il MBA come miglior blog non-scritto della rete italiana.
Grazie, grazie, sono commosso. Siete il mio pubblico e io vi adoro.

Un evento di sicuro. Se lieto, vedremo.

566 giorni fa

- Ma la culla ce l’avete?
– no
– ah. E il fasciatoio?
– hmm, beh, no.
– no? E la bilancia?
– mah, no, nasce alla fine di ottobre…
COSIPRESTO? E non avete ancora fatto niente?
– er… Sto leggendo dei libri…?
– ha!
– …



Per chi ancora non lo sapesse, o per chi non l’avesse ancora capito, il sottoscritto qui si avvia a diventare papà. Ossia la cosa più impensabile, inaspettata, in potenza disastrosamente fantozziana che poteva capitarmi.
Forse il blog tornerà di qualche utilità, o di qualche interesse. Stay tuned.

Macubu  -    - Commenti [6]
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Drowning Doesn’t Look Like Drowning Chi sta affogando davvero non si comporta come immaginiamo. Da leggere.

Thomas Salme: pilotava 737 senza essere un vero pilota.

622 giorni fa

Una storia raccontata da Focus e segnalata da Gizmodo: Thomas Salme è un signore svedese a cui non bastava essere un ingegnere aeronautico. Dopo aver ricevuto un brevetto come pilota per aerei a un solo motore, s‘è disegnato su carta semplice una licenza di pilota di jet svedese e si è fatto assumere (dopo un test su simulatore) da una compagnia aerea italiana: Air One. Ha volato per 13 anni senza problemi per Air One e altre compagnie e da Air One è pure stato nominato capitano.
Dice Salme: “le licenze da pilota sono diverse in tutta Europa: una compagnia aerea italiana non sa come sono fatte le licenze svedesi.”
Perfetto. Dice l’articolo che le cose cambieranno a breve e lo si spera bene. Considerato che noi passeggeri dobbiamo fare il bodyscanning e toglierci le scarpe per salire su un aereo, è sorprendente che chi debba pilotarlo non venga sottoposto a controlli durissimi. Dico, questo non è il solito dentista che fa finta di avere una laurea: un 737 porta fino a 132 persone.

Macubu  -    -

Addio a Edoardo Sanguineti

626 giorni fa

Se mi stacco da te, mi strappo tutto:
ma il mio meglio (o il mio peggio)
ti rimane attaccato, appiccicoso, come un miele, una colla, un olio denso:
ritorno in me, quando ritorno in te: (e mi ritrovo i pollici e i polmoni):
tra poco atterro a Madrid:
(in coda qui all’aereo, selezionati miei connazionali,
gente d’affari, dicono numeri e numeri, mentre bevono e fumano, eccitati,
agitatamente ridendo):
vivo ancora per te, se vivo ancora.
(Edoardo Sanguineti)

La formattazione originale qui si perde, ma rende l’idea. Questo è un brano che ho cantato molto con il quartetto, visto che su Corollario di Sanguineti abbiamo fatto metà di un disco. È una notizia triste.

Macubu  -    - Commenti [1]
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Formatting Terms That Could Also Be Action Films Starring Steven Seagal. di Mary-Margaret Wheeler-Weber

Hard Return

Justified Margin

Hanging Indent

Superscript

Backslash

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What they did for love: The New Yorker. Art e Nan, sposati nel 1935, si trasferiscono su un’isola deserta al largo del Maine nel 1949 e ci restano fino al 1985. La loro storia finisce in un libro: We were an island. Un libro che mette al centro la loro relazione. Mi sono già un po’ innamorato:

“What did he read to you,’‘ Mrs. Kellam was asked by Ms. Fox, who visited her in 1997. ‘‘It was always the right thing,’‘ she answered.