ESTERNO GIORNO: la piazzola di sosta di un’Autogrill come tanti, da qualche parte fra Toscana e Piemonte. E’ una giornata di fine estate: c‘è caldo, e un vento nervoso fa mulinare le foglie nel piazzale d’asfalto. Sullo sfondo, dietro un guardrail e una sottile siepe di oleandri, passano a intervalli irregolari e a forte velocità camion e auto.
La Volvo blu scura di una ditta di pompe funebri entra nell’inquadratura e parcheggia. La vediamo da dietro: a bordo c‘è una cassa di legno chiaro, e tre uomini in divisa. L’autista spegne il motore mentre arriva l’auto di famiglia.
STACCO SU: interno dell’auto di famiglia, vista da davanti. PAPA’ spegne il motore dell’auto e apre la portiera: a fianco al guidatore c‘è NONNO, dietro vediamo UBU e la NONNA.
Il nonno apre dalla sua parte e comincia a scendere faticosamente.
PAPA’ (rivolto alla nonna, mentre scende)
Ma’, ci prendiamo un caffè, vieni?
NONNA (vede UBU scendere e sembra scuotersi da un torpore… si guarda intorno con apprensione, un fazzoletto stropicciato nella mano.)
Dove andate?
PAPA’
Facciamo una pausa, prendiamo un caffè e poi ripartiamo.
UBU
Ci mettiamo solo un attimo nonna. Vieni, dai.
STACCO, PRIMO PIANO DI:
NONNA (guarda oltre il finestrino, la cassa di legno nell’auto proprio a fianco a lei, dove sappiamo essere il corpo di sua sorella la PROZIA, a cui NONNA è sempre stata legatissima.)
Ma… ma come? La lasciamo qui? La lasciate da sola?
PAPA’ (in off)
Beh… Ma solo per un attimo, ripartiamo subito.
NONNA (distoglie lo sguardo dalla cassa e da papà, con un’aria seria anche se sommessa, e guarda avanti: ha preso la sua decisione)
No, no, andate. Andate, andate. Io resto qui.
STACCO SU: parcheggio autogrill, le auto affiancate, riprese da dietro.
Il NONNO che s’era fermato un momento, chiude la portiera e si allontana. PAPA’ e UBU restano un momento imbarazzati sul da farsi, poi entrambi chiudono le loro portiere e vengono verso la camera, diretti all’autogrill. La mdp li segue mentre si uniscono ai becchini in divisa, che chiacchierano fra di loro. La loro naturalezza contrasta con la vaga tensione che sembra essersi impadronita dei familiari. Uno dei becchini si ferma sulla soglia con le chiavi in mano e si volta verso le auto.
STACCO SU: campo più stretto sul retro della VOLVO e dell’auto di famiglia.
Le quattro frecce della VOLVO si accendono con il tipico BLIIP! dell’antifurto attivato dal telecomando.
Il perfetto ovale della testa dai capelli grigi della nonna resta dritto e fermo. Guarda davanti a sé, immobile come la cassa da morto nell’auto al suo fianco.
Sullo sfondo, indifferenti, passano grandi TIR con le loro scritte pubblicitarie sui fianchi.
SFUMA SU NERO.









