La vita istruzioni per l'uso - news e altre seccature

il blog di ubu

Il tema è: news e altre seccature

Unempowered

20 novembre 2008, 19:06

Somma che l’altro giorno stavo lì a guardare l’intervista di sto nuovo presidente americano che ora tutti ne parlano come del nuovo messia (e invece speriamo che se la cavi perché è ora che comincia il bello.) E mentre guardavo l’intervista pensavo: cacchio che differenza di toni. Sembra quasi una persona intelligente, uno che ha delle cose da dire in modo pacato e riflessivo. Con una moglie tosta e spiritosa a fianco. Sembrano persone normali. E invece si trovano in una posizione che ha cambiato l’america per sempre.
E poi nei commenti ho letto uno che si firma tbplus7 e che dice:

In the midst of an economy failing, our troops fighting terrorism, a global environmental crisis, etc., I have NEVER felt so comforted, calm, secure, hopeful, enlightened & empowered as I am now, listening to this wonderful man who will lead our country. His intelligence, honesty, integrity, endearing sense of humor, and don’t forget that smile! You can’t fake this stuff. God Bless Obama & his beautiful family.

E la parola che mi colpisce, a prescindere dal contenuto –anche un po’ retorico– è questo “empowered”.
Com‘è che lo tradurresti? “Sento che conto qualcosa, che ho un’importanza.” Qualcosa del genere? Non importa, quel che importa è che è l’esatto contrario di come ci si sente qui ora. Qui dove ti cascano le braccia e le palle a vedere ancora, dopo anni, sempre la stessa gente che dovrebbe stare in galera sedere al governo o in parlamento, festeggiare ingozzandosi delle spoglie dello stato, qui dove suggerire che la politica è servizio fa ridere ad alta voce, qui dove il fascismo non solo è tornato, ma peggio: è tornato di moda come fosse una sciarpina, qui dove all’opposizione c‘è uno che è come se non ci fosse, qui dove non c‘è ricambio generazionale, qui dove la ricerca viene uccisa ogni giorno e gli scienziati migliori scappano, qui dove invidio chi si sta facendo una vita all’estero. “Mi cadono le palle”: ecco il contrario di empowered.
Per di più circondati da quelli che ti dicono: “parli male di uno ma gli altri sono uguali” o: “che ti lamenti a fare tanto fanno tutti così.”

Comincio a temere di me: ho sempre sospettato il peggio di chi ha bisogno dell’uomo forte. Ma comincio ad aver bisogno dell’uomo onesto. Quello che saprà convincere la gente a dire: ok, è stato tutto orribile. Ora ci rimbocchiamo le maniche e torniamo a essere un paese serio. Infatti conto sulla terza o quarta generazione di immigrati: un presidente del consiglio chessò senegalese, onesto e gran lavoratore, potrebbe essere la nostra unica speranza.

Macubu  -    - Commenti [1]

Un alieno depresso

25 gennaio 2008, 11:26

La cosa che mi colpisce di più, durante queste (e altre, a dire il vero) occasioni in cui il Parlamento finisce sotto gli occhi di tutti è che i signori ‘onorevoli’ si comportano nelle due aule come se fossero nel tinello di casa loro, davanti alla tv in mutande e canottiera, grattandosi i coglioni.
Chiunque delle persone che conosco avrebbe in Parlamento un atteggiamento che risentirebbe di un minimo di soggezione del luogo, questi invece hanno un senso del possesso che io quasi mi sogno persino a casa mia. Non mi sembra una questione solo formale, di rispetto delle convenzioni e delle buone maniere. Mi sembra proprio uno specchio anche della persona in sé: ma io da nessuna parte aggredirei uno sputando e facendo le corna!
Assisto a queste scene chiedendomi: ma chi è ‘sta gente? Ma è possibile che sia ormai così tanta la distanza che mi separa dal mio paese?
Vivo leggendo le notizie su internet, di solito sui siti inglesi, non accendo mai la tv, guardo le serie che mi scarico con bittorrent, e quando invece mi trovo a guardare la tv resto ogni volta esterrefatto, stento a credere che si possano seguire certi giochi a premi in prima serata, proprio non gliela faccio. Non è snobismo: è noia e disgusto.
Ho totalmente sbagliato lavoro. Mi ostino a presentare ai clienti delle cose che piacciono a me, invece di cercare quel che piacerebbe a tutti.
Sono un alieno, ma come me ce ne sono altri. Riusciranno gli alieni un giorno a conquistare il Parlamento?

Macubu  -    - Commenti [11]

Dai facciamolo anche noi, qui, adesso.

11 gennaio 2008, 11:46

Macubu  -    - Commenti

Spiacenti, niente sangue

4 maggio 2007, 19:05

La storia di Repubblica che ruba una foto da flickr è finita così:

Repubblica si scusa
Cioè è finita bene.

Com‘è andata? E’ andata come doveva andare: un paio di persone che conosco lavorano a Repubblica e leggono questo blog. Ho segnalato il post e lo stesso giorno – o forse il giorno dopo – mi è arrivato un sms che diceva: ho chiamato la tal persona a Genova, ho fatto notare la cosa, si sono resi conto e pubblicheranno una nota. E così è stato.

Ed è così che dovrebbe sempre essere: uno fa un errore, lo riconosce e chiede scusa.

Però confesso che in effetti per un attimo ho pensato seriamente di mandare una lettera scritta da un avvocato, e forse ci sarebbero pure state le basi legali per aprire una causa. Ma ora io dico: una causa? Davvero? Per una cosa così? A parte la menata di doverla gestire, una causa, ma quanto avrei potuto ricavarci? Valeva lo sbattimento? Per chi vive per principi forse sì; per me che sono conciliante di natura no, e tutto sommato sono contento di come è andata a finire.

Ma non è solo questione di sbattimento. Io per natura sono portato spesso a riconoscere quel po’ di verità che c‘è anche nelle posizioni delle persone che dovrei ‘combattere’. E questo mi porta a essere franco con me stesso. Per cui se è vero che le foto che io posto su flickr sono protette da diritti e nessuno ha il permesso di farci dei soldi, e che il copyright va rispettato, così è anche vero che io stesso spesso scarico musica online, o scarico serie americane, o uso a casa mia software per il quale non ho pagato la licenza. E sfido qualunque blogger a trovarsi del tutto scevro da simili mancanze.

Allora con quale faccia posso io andare a piangere dall’avvocato per un copyright infranto a mio danno, quando io stesso lo infrango a danno di altri? Non è un po’ comodo?
Lascia stare che io non ci faccio dei soldi, con le opere altrui, (mentre Repubblica il giornale lo vende): la legge è pur sempre la stessa legge per tutti.

Per cui niente: se volevate la storiaccia con lo scontro faccia a faccia e il “Ora gli faccio vedere”, mi spiace di deludervi. Confesso che è una cosa, questa, che mi capita spesso: io per natura tendo a ricomporre gli scontri invece di esasperarli.
Ma in fondo mi vado anche bene così.

[Poi certo, uno si chiede: ma se il blog non fosse stato conosciuto da nessun giornalista, sarebbe stato tutto così facile…?]

Flickr: il Self service dei quotidiani?

1 maggio 2007, 00:20

‘somma che sono lì che leggo il giornale e improvvisamente qualcosa attira la mia attenzione e guardo meglio:

Si parla di fave...

Si parla di fave che scarseggiano e c‘è una foto che mi fa fermare: io quella foto l’ho vista. E sì perché le fettine di formaggio (lo speciale primo sale) disposte così a quel modo, su quel tavolo di legno coi fiorellini sopra io me le ricordo bene: è l’alzata di formaggi che mia zia pose sul tavolo durante un pranzo di famiglia l’anno scorso.
Così controllo: non si sa mai. Ed ecco qua:

Primo sale

Ora non solo la pagina di flickr recita: All rights reserved, ma naturalmente i signori di Repubblica si sono ben guardati dal chiedere permesso o dal citare il fotografo (sia pure per nickname, dato che il mio nome non compare).

Auro mi segnala che non è la prima volta, leggete qui.

I diritti editoriali delle foto mica costano poco: non per niente è un business che fa la fortuna delle banche immagini (tipo Getty Images o Grazia Neri) ma perché buttare via tutti quei soldi quando si ha a disposizione la rete? Ecco qui flickr: un enorme e aggiornatissimo serbatoio di foto anche di ottima qualità che si possono rubare e pubblicare senza sborsare un centesimo. Del resto vorrai mica che se ne accorgano, quei ragazzetti che le postano online.

Su questo argomento si possono sprecare fiumi di parole e si sa che il mondo dei blog non si tira mai indietro quando c‘è da dare addosso ai giornalisti, ma io non sono il tipo. Non so se mi prenderò la briga di chiedere a un avvocato (ciao Filo, ci sei?) di mandare una raccomandata per mio conto. Certo è che come minimo sarebbe necessario che la redazione del Lavoro (l’edizione genovese de La Repubblica) publicasse una breve nota in cui si dice che tale foto è stata pubblicata erroneamente o comunque senza chiedere il permesso al sottoscritto. Non sarebbe la prima volta: sono successi episodi ben più gravi.

Ci saranno quelli che mi diranno: e belìn (di solito la gente pratica e cinica è genovese come me) se non volevi che te le fregassero perché le hai messe in rete? E qui si apre un’ulteriore discussione che non ho voglia di affrontare. In rete le ho messe perché mi faceva piacere farlo, e questo non rende legale il fatto di impadronirsene e pubblicarle su giornali a pagamento. Ma vabbè.
Dai, lo confesso: non me ne frega poi granché dei soldi (non faccio il fotografo) e forse nemmeno della citazione (non ci tengo di vedere il mio nick o il mio blog sul giornale) ma alla fine da questo episodio quel che ne traggo è solo un po’ di amaro in bocca. Ossia la constatazione che certi giornalisti, da noi, il loro lavoro lo fanno in fretta e male. Non è mica disonestà: è qualcosa di più subdolo e più detestabile: è disattenzione, è sciatteria.

Sono un delinquente?

22 gennaio 2007, 17:18

Forse sono un caso grave ma anch’io appena ho visto quei container della MSC Napoli spiaggiati sulle coste della Manica ho pensato per prima cosa al fatto di correre e andare a vedere per primo che cosa c’era dentro e impossessarsene, come gli avvoltoi.
Ma mi sembra di capire che non sono l’unico e del resto guarda un po’: non era affatto una cattiva idea…

Macubu  -    - Commenti [2]

Homo homini lupus

9 ottobre 2006, 11:00

No, dico, ma un pochino più di attenzione, quando si scrivono i titoli dei quotidiani, no?
Letto così, sarò razzista io, avevo capito tutta un’altra cosa…

titolo corriere

Macubu  -    - Commenti [3]

Marcio su Roma

5 luglio 2006, 12:22

Che culo: leggo oggi sul giornale che i tassinari hanno proposto una marcia sulla capitale per metterla a ferro e fuoco (e gasolio?): “decine di migliaia di tassisti da tutta Italia che forse resteranno in città anche per quindici giorni.”
Che carini. La cosa divertente è che proprio domani io scendo a Roma per lavoro e sai l’albergo dove me l’hanno prenotato? In piazza Montecitorio.
Stacco: macubu inquadrato per un istante nella luce evanescente e sfuocata della tv, una smorfia di paura mentre si tampona con una mano il sopracciglio sanguinante, dentro l’immagine sballottata di una telecamera in balìa della folla, fra le urla, i lanci di improperi, bottiglie e leve del cambio in mezzo alle barricate e i copertoni dati alle fiamme. Poi l’immagine viene invasa da una faccia stravolta, la telecamera è strappata di mano e tutto diventa buio.

Macubu  -    - Commenti [4]

E' una parola sua, non mia

23 giugno 2006, 16:52

Auguro a tutti voi un weekend davvero indegno.

Macubu  -    - Commenti [4]

Vabbè, consoliamoci così

10 aprile 2006, 23:39

Il nano bastardo è ancora al suo posto, non siamo riusciti a liberarcene e io avrò una crisi di nervi.
Ma forse da questa sera siamo riusciti a toglierci dai coglioni per una buona volta un altro dei mali del secolo: gli stramaledetti sondaggi.
Sempre meglio che niente.

Macubu  -    - Commenti [7]