La vita istruzioni per l'uso - news e altre seccature

il blog di ubu

Il tema è: news e altre seccature

Un alieno depresso

25. gennaio 2008, 10:26

La cosa che mi colpisce di più, durante queste (e altre, a dire il vero) occasioni in cui il Parlamento finisce sotto gli occhi di tutti è che i signori ‘onorevoli’ si comportano nelle due aule come se fossero nel tinello di casa loro, davanti alla tv in mutande e canottiera, grattandosi i coglioni.
Chiunque delle persone che conosco avrebbe in Parlamento un atteggiamento che risentirebbe di un minimo di soggezione del luogo, questi invece hanno un senso del possesso che io quasi mi sogno persino a casa mia. Non mi sembra una questione solo formale, di rispetto delle convenzioni e delle buone maniere. Mi sembra proprio uno specchio anche della persona in sé: ma io da nessuna parte aggredirei uno sputando e facendo le corna!
Assisto a queste scene chiedendomi: ma chi è ‘sta gente? Ma è possibile che sia ormai così tanta la distanza che mi separa dal mio paese?
Vivo leggendo le notizie su internet, di solito sui siti inglesi, non accendo mai la tv, guardo le serie che mi scarico con bittorrent, e quando invece mi trovo a guardare la tv resto ogni volta esterrefatto, stento a credere che si possano seguire certi giochi a premi in prima serata, proprio non gliela faccio. Non è snobismo: è noia e disgusto.
Ho totalmente sbagliato lavoro. Mi ostino a presentare ai clienti delle cose che piacciono a me, invece di cercare quel che piacerebbe a tutti.
Sono un alieno, ma come me ce ne sono altri. Riusciranno gli alieni un giorno a conquistare il Parlamento?

Macubu  -    - Commenti [11]

Dai facciamolo anche noi, qui, adesso.

11. gennaio 2008, 10:46

Macubu  -    - Commenti

Spiacenti, niente sangue

4. maggio 2007, 19:05

La storia di Repubblica che ruba una foto da flickr è finita così:

Repubblica si scusa
Cioè è finita bene.

Com‘è andata? E’ andata come doveva andare: un paio di persone che conosco lavorano a Repubblica e leggono questo blog. Ho segnalato il post e lo stesso giorno – o forse il giorno dopo – mi è arrivato un sms che diceva: ho chiamato la tal persona a Genova, ho fatto notare la cosa, si sono resi conto e pubblicheranno una nota. E così è stato.

Ed è così che dovrebbe sempre essere: uno fa un errore, lo riconosce e chiede scusa.

Però confesso che in effetti per un attimo ho pensato seriamente di mandare una lettera scritta da un avvocato, e forse ci sarebbero pure state le basi legali per aprire una causa. Ma ora io dico: una causa? Davvero? Per una cosa così? A parte la menata di doverla gestire, una causa, ma quanto avrei potuto ricavarci? Valeva lo sbattimento? Per chi vive per principi forse sì; per me che sono conciliante di natura no, e tutto sommato sono contento di come è andata a finire.

Ma non è solo questione di sbattimento. Io per natura sono portato spesso a riconoscere quel po’ di verità che c‘è anche nelle posizioni delle persone che dovrei ‘combattere’. E questo mi porta a essere franco con me stesso. Per cui se è vero che le foto che io posto su flickr sono protette da diritti e nessuno ha il permesso di farci dei soldi, e che il copyright va rispettato, così è anche vero che io stesso spesso scarico musica online, o scarico serie americane, o uso a casa mia software per il quale non ho pagato la licenza. E sfido qualunque blogger a trovarsi del tutto scevro da simili mancanze.

Allora con quale faccia posso io andare a piangere dall’avvocato per un copyright infranto a mio danno, quando io stesso lo infrango a danno di altri? Non è un po’ comodo?
Lascia stare che io non ci faccio dei soldi, con le opere altrui, (mentre Repubblica il giornale lo vende): la legge è pur sempre la stessa legge per tutti.

Per cui niente: se volevate la storiaccia con lo scontro faccia a faccia e il “Ora gli faccio vedere”, mi spiace di deludervi. Confesso che è una cosa, questa, che mi capita spesso: io per natura tendo a ricomporre gli scontri invece di esasperarli.
Ma in fondo mi vado anche bene così.

[Poi certo, uno si chiede: ma se il blog non fosse stato conosciuto da nessun giornalista, sarebbe stato tutto così facile…?]

Flickr: il Self service dei quotidiani?

1. maggio 2007, 00:20

‘somma che sono lì che leggo il giornale e improvvisamente qualcosa attira la mia attenzione e guardo meglio:

Si parla di fave...

Si parla di fave che scarseggiano e c‘è una foto che mi fa fermare: io quella foto l’ho vista. E sì perché le fettine di formaggio (lo speciale primo sale) disposte così a quel modo, su quel tavolo di legno coi fiorellini sopra io me le ricordo bene: è l’alzata di formaggi che mia zia pose sul tavolo durante un pranzo di famiglia l’anno scorso.
Così controllo: non si sa mai. Ed ecco qua:

Primo sale

Ora non solo la pagina di flickr recita: All rights reserved, ma naturalmente i signori di Repubblica si sono ben guardati dal chiedere permesso o dal citare il fotografo (sia pure per nickname, dato che il mio nome non compare).

Auro mi segnala che non è la prima volta, leggete qui.

I diritti editoriali delle foto mica costano poco: non per niente è un business che fa la fortuna delle banche immagini (tipo Getty Images o Grazia Neri) ma perché buttare via tutti quei soldi quando si ha a disposizione la rete? Ecco qui flickr: un enorme e aggiornatissimo serbatoio di foto anche di ottima qualità che si possono rubare e pubblicare senza sborsare un centesimo. Del resto vorrai mica che se ne accorgano, quei ragazzetti che le postano online.

Su questo argomento si possono sprecare fiumi di parole e si sa che il mondo dei blog non si tira mai indietro quando c‘è da dare addosso ai giornalisti, ma io non sono il tipo. Non so se mi prenderò la briga di chiedere a un avvocato (ciao Filo, ci sei?) di mandare una raccomandata per mio conto. Certo è che come minimo sarebbe necessario che la redazione del Lavoro (l’edizione genovese de La Repubblica) publicasse una breve nota in cui si dice che tale foto è stata pubblicata erroneamente o comunque senza chiedere il permesso al sottoscritto. Non sarebbe la prima volta: sono successi episodi ben più gravi.

Ci saranno quelli che mi diranno: e belìn (di solito la gente pratica e cinica è genovese come me) se non volevi che te le fregassero perché le hai messe in rete? E qui si apre un’ulteriore discussione che non ho voglia di affrontare. In rete le ho messe perché mi faceva piacere farlo, e questo non rende legale il fatto di impadronirsene e pubblicarle su giornali a pagamento. Ma vabbè.
Dai, lo confesso: non me ne frega poi granché dei soldi (non faccio il fotografo) e forse nemmeno della citazione (non ci tengo di vedere il mio nick o il mio blog sul giornale) ma alla fine da questo episodio quel che ne traggo è solo un po’ di amaro in bocca. Ossia la constatazione che certi giornalisti, da noi, il loro lavoro lo fanno in fretta e male. Non è mica disonestà: è qualcosa di più subdolo e più detestabile: è disattenzione, è sciatteria.

Sono un delinquente?

22. gennaio 2007, 16:18

Forse sono un caso grave ma anch’io appena ho visto quei container della MSC Napoli spiaggiati sulle coste della Manica ho pensato per prima cosa al fatto di correre e andare a vedere per primo che cosa c’era dentro e impossessarsene, come gli avvoltoi.
Ma mi sembra di capire che non sono l’unico e del resto guarda un po’: non era affatto una cattiva idea…

Macubu  -    - Commenti [2]

Homo homini lupus

9. ottobre 2006, 11:00

No, dico, ma un pochino più di attenzione, quando si scrivono i titoli dei quotidiani, no?
Letto così, sarò razzista io, avevo capito tutta un’altra cosa…

titolo corriere

Macubu  -    - Commenti [3]

Marcio su Roma

5. luglio 2006, 12:22

Che culo: leggo oggi sul giornale che i tassinari hanno proposto una marcia sulla capitale per metterla a ferro e fuoco (e gasolio?): “decine di migliaia di tassisti da tutta Italia che forse resteranno in città anche per quindici giorni.”
Che carini. La cosa divertente è che proprio domani io scendo a Roma per lavoro e sai l’albergo dove me l’hanno prenotato? In piazza Montecitorio.
Stacco: macubu inquadrato per un istante nella luce evanescente e sfuocata della tv, una smorfia di paura mentre si tampona con una mano il sopracciglio sanguinante, dentro l’immagine sballottata di una telecamera in balìa della folla, fra le urla, i lanci di improperi, bottiglie e leve del cambio in mezzo alle barricate e i copertoni dati alle fiamme. Poi l’immagine viene invasa da una faccia stravolta, la telecamera è strappata di mano e tutto diventa buio.

Macubu  -    - Commenti [4]

E' una parola sua, non mia

23. giugno 2006, 16:52

Auguro a tutti voi un weekend davvero indegno.

Macubu  -    - Commenti [4]

Vabbè, consoliamoci così

10. aprile 2006, 23:39

Il nano bastardo è ancora al suo posto, non siamo riusciti a liberarcene e io avrò una crisi di nervi.
Ma forse da questa sera siamo riusciti a toglierci dai coglioni per una buona volta un altro dei mali del secolo: gli stramaledetti sondaggi.
Sempre meglio che niente.

Macubu  -    - Commenti [7]

Finalmente

12. marzo 2006, 18:20

lucia annunziata
“A casa mia le domande le faccio io.”

Non è che provi grandissima simpatia per la signora. Ma sentirle dire finalmente la frase che da anni aspettiamo da ogni altro giornalista italiano, fa davvero piacere. Ve lo immaginate un Vespa che dice la stessa cosa?

Conclusione: l’unico giornalista italiano con le palle è una donna.

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中國

7. febbraio 2006, 22:13

Si legge: Zhong-guo (in italiano suona Ciong-uo), che vuol dire la terra che sta in mezzo, che significa il centro del mondo, che vuol dire Cina.

Leggere il libro di Rampini Il secolo cinese (qui un estratto) fa venire i brividi, perché ti dà l’idea di un paese pronto a farsi sentire in tutto il mondo. Se pronto a esplodere come un bubbone infetto o a sbocciare come un fiore profumato ancora non si sa. Ma pronto di sicuro.

E guardando a quello che succede in questo nostro stanco occidente alle prese con un vicino e lontano oriente in subbuglio uno non può non rendersi conto che i cinesi ci avranno tutti. Perché loro, almeno, non si sono complicati la vita con quelle farraginose, avvelenate sovrastrutture che sono le religioni.

Altro che tuonare contro i musulmani, date retta a me. Dimenticate gli impulsi alla Fallaci, e imparate il cinese.

Macubu  -    - Commenti [8]

Altro che Standard & Poor's

22. novembre 2005, 17:44

Mi chiedo: ma il sequestro di latte della Nestlé che sta avvenendo in Italia oggi non sarà per caso il segnale, anzi la prova evidente del fatto che ormai ci considerano terzo mondo?

Macubu  -    - Commenti [6]

"Sparso le piume morbide sull'affannoso petto..."

28. ottobre 2005, 10:06

Capisci che il paese non è tanto in salute quando il sito di uno dei quotidiani principali del paese spara come primo titolo a caratteri cubitali:

INFLUENZA AVIARIA
MORTO DI H5N1 AIRONE IN ROMANIA

Macubu  -    - Commenti [2]

Io? Mai!

12. ottobre 2005, 11:11

Dopo la vicenda del nipotino Agnelli uno legge il giornale e vede che tutti confermano: la cocaina è ovunque, si drogano tutti.
Sarà.
Stavo per scrivere: Ah io cocainomani non ne conosco, non la frequento, io, quella gente lì!

Poi però mi sono venuti in mente tutti quegli eterosessuali che ti dicono con aria sprezzante: Mai conosciuto un omosessuale, io!
Come se non avessero intorno un barbiere, un fruttivendolo, un collega, un compagno di palestra e magari di bevute che li guardano con un occhio un po’ diverso. Che carini quando dicono così: mi fanno tenerezza. Vivono nel loro mondo e non sanno niente di quel che li circonda.

Così adesso mi trattengo: magari di gente che passa il naso su quelle esclusivissime strisce bianche ne conosco anch’io.
Anzi, sto diventando paranoico: guarda come si tocca il naso il mio collega: sarà per quei 100 euro che s’è sniffato ieri sera! Guarda che occhi spiritati la ragazza qui sul tram: t’ha sfiancato il festino con la polverina, eh?

Forse hanno ragione i giornali: sono ovunque, ce li ho intorno. E’ che non ho aperto gli occhi sul problema: devo ancora accendere il mio cocadar.

Macubu  -    - Commenti [12]

Il parco obitorio

21. settembre 2005, 16:08

Dice l’elegantone (è il nomigliolo del cassiere del bar sotto l’agenzia): Venerdì non si capisce niente! Son qui che chiedo a vigili e poliziotti e nessuno sa darmi informazioni… Devo chiudere o no? Con tutta la gente che ci sarà, con le comparse truccate da feriti e da morti, io cosa faccio?

E’ fuori di sé. A due giorni dalla mega esercitazione anti-attentato, qui nel quartiere ancora nessuno sa cosa succederà. I negozi chiuderanno, o meglio, saranno costretti a chiudere? E la gente degli uffici? Sono arrivate circolari che dicono che probabilmente all’ora di pranzo non potremo uscire, così ci stiamo organizzando per restare a casa tout-court. Un po’ mi dispiace perché sono curioso, un po’ fa piacere: me ne vado a Genova e tanti saluti.

L’elegantone poi mi spiega: Coi tavolini fuori non so cosa fare! Se nessuno si può muovere non verrà nessuno nemmeno qui a pranzo. E poi hanno deciso che l’obitorio temporaneo sarà al parco Sempione. Te l’immagini la gente che sta lì a mangiare mentre passano le barelle con morti e feriti?

L’obitorio? – penso io un po’ sotto choc mentre mi allontano coi panini in mano. E’ normale, se ci sono dei morti qualcuno dovrà pure aver pensato a cosa farne, a dove ricomporli, dove raccoglierli. Eppure la cosa, nella sua brutale praticità, mi sconvolge un po’. L’obitorio, qui a due passi, dove di solito andiamo a sdraiarci per prendere il sole con il panino o a giocare a freesbee. Arriveranno con le tende e i container refrigerati?
Che brutti presentimenti.

Update: Niente stasera scendo a Genova. La diretta minuto per minuto dell’esercitazione, con tanto di foto dall’alto, dovrà farla qualcun altro…

Macubu  -    - Commenti [11]