La storia di Repubblica che ruba una foto da flickr è finita così:

Cioè è finita bene.
Com‘è andata? E’ andata come doveva andare: un paio di persone che conosco lavorano a Repubblica e leggono questo blog. Ho segnalato il post e lo stesso giorno – o forse il giorno dopo – mi è arrivato un sms che diceva: ho chiamato la tal persona a Genova, ho fatto notare la cosa, si sono resi conto e pubblicheranno una nota. E così è stato.
Ed è così che dovrebbe sempre essere: uno fa un errore, lo riconosce e chiede scusa.
Però confesso che in effetti per un attimo ho pensato seriamente di mandare una lettera scritta da un avvocato, e forse ci sarebbero pure state le basi legali per aprire una causa. Ma ora io dico: una causa? Davvero? Per una cosa così? A parte la menata di doverla gestire, una causa, ma quanto avrei potuto ricavarci? Valeva lo sbattimento? Per chi vive per principi forse sì; per me che sono conciliante di natura no, e tutto sommato sono contento di come è andata a finire.
Ma non è solo questione di sbattimento. Io per natura sono portato spesso a riconoscere quel po’ di verità che c‘è anche nelle posizioni delle persone che dovrei ‘combattere’. E questo mi porta a essere franco con me stesso. Per cui se è vero che le foto che io posto su flickr sono protette da diritti e nessuno ha il permesso di farci dei soldi, e che il copyright va rispettato, così è anche vero che io stesso spesso scarico musica online, o scarico serie americane, o uso a casa mia software per il quale non ho pagato la licenza. E sfido qualunque blogger a trovarsi del tutto scevro da simili mancanze.
Allora con quale faccia posso io andare a piangere dall’avvocato per un copyright infranto a mio danno, quando io stesso lo infrango a danno di altri? Non è un po’ comodo?
Lascia stare che io non ci faccio dei soldi, con le opere altrui, (mentre Repubblica il giornale lo vende): la legge è pur sempre la stessa legge per tutti.
Per cui niente: se volevate la storiaccia con lo scontro faccia a faccia e il “Ora gli faccio vedere”, mi spiace di deludervi. Confesso che è una cosa, questa, che mi capita spesso: io per natura tendo a ricomporre gli scontri invece di esasperarli.
Ma in fondo mi vado anche bene così.
[Poi certo, uno si chiede: ma se il blog non fosse stato conosciuto da nessun giornalista, sarebbe stato tutto così facile…?]