La vita istruzioni per l'uso - article - Personal tv

il blog di ubu

Personal tv

Ormai non passa giorno senza che il Corriere, il Sole24ore, la Repubblica non intervistino qualche politico mostrandone il video online e permettendo agli spettatori di intervenire.
Oggi per esempio, guarda qua: il Corriere ci sfoggia Tremonti, il Sole tira in ballo Gentiloni e Repubblica ci ha Fini.
E tutto nella nostra sonnolenta Italia, periferia dell’impero mediatico e internettiano… a me non sembra una cosa da poco.

I conduttori di queste trasmissioni fanno domande che a volte pescano da quelle inviate al sito dai lettori: un dettaglio significativo, per un’intervista. E il fatto che gran parte di questi incontri avvenga in orario di lavoro non sembra essere un ostacolo: io non ho il tempo di guardarli, ma evidentemente tante altre persone no.

Insomma, oggi fra YouTube e i suoi concorrenti, fra servizi video dei grandi siti d’informazione (vedi CNN e BBC) e fra queste iniziative nostrane, il rapporto col video sta cambiando. E ci sono pure i videofonini, gli iPod video, le Sony PSP con i film, eccetera.
E’ chiaro quello che sta succedendo: quello che successe con i primi walkman: la personalizzazione della radio. O meglio la sostituzione della radio come fornitrice di intrattenimento musicale con una serie di playlist personali da portarsi in giro e ascoltare ogni momento. Un concetto che nacque con il Walkman ed è stato rivitalizzato dagli iPod.
Ora la stessa cosa sta succedendo con la TV. La nostra fonte di intrattenimento visivo sta diventando internet, e questo ci permette anche di portare con noi i nostri show e i nostri video preferiti e di farne uno strumento altamente personale.

E’ una rivoluzione vera e propria, che si rifletterà inevitabilmente sul modo in cui guarderemo la tv anche a casa.

Ma c‘è un dettaglio che non può essere cambiato: la sensazione di coralità, di simultaneità che si ha guardando la Tv live… A volte in auto metto su l’iPod e lo ascolto. Ma dopo un po’, specie se sono in autostrada verso genova e devo passare in macchina un paio d’ore, mi sento isolato dal resto del mondo. Ho voglia di sapere cosa succede intorno a me e allora riaccendo la radio. Hanno questo, di insostituibile, i grandi mezzi di comunicazione: che sono in tempo reale, che non parlano solo a me, che altri stanno ascoltando o guardando la stessa stazione o lo stesso canale e che in questo modo io e loro siamo per così dire collegati alla realtà, o anche più banalmente all’attualità.

E siccome questo è un aspetto che sono in tanti a vedere e a non sottovalutare, la cosa che più mi incuriosisce, in tutta questa evoluzione dei media, è vedere come internet saprà reagire a questo bisogno. Chissà cosa inventeranno… perché è innegabile che il bisogno di non sentirsi isolati è grande. La stessa enorme evoluzione di Second Life di cui parlo spesso, secondo me va proprio in questa direzione.

E come potremmo chiamarlo questo bisogno? Voglia di “contemporaneità condivisa”, di “simultaneità emozionale”? O semplicemente “Paura della solitudine?”

Macubu -   - 20. ottobre 2006, 11:36
  1. luca
    ott 20, 14:15
     

    A proposito di personalizzazione della radio: se ricordo bene i tuoi gusti, penso che non potrai fare a meno di ascoltare i podcast di Fabio e Fiamma dal tuo adorato (e non amato!) Mac . Nel caso ti lascio il link , oppure vai nella relativa sezione podcast di i-Tunes. Io li metto in sottofondo mentre preparo la tesi. Ma saranno molto più gustosi affrontando le curve della Serravalle-Scrivia, no?!?

  2. stan
    ott 23, 09:36
     

    “io non ho il tempo di guardarli, ma evidentemente tante altre persone no.” E questo come potrmmo chiamarlo? “Sbadataggine condivisa”? “Refuso emozionale”? O semplicemente “Madornale strafalcione”?

  3. ott 23, 13:26
     

    Stan, ti odio. E adesso non corrreggo, tiè.

  4. par7133
    ott 23, 14:50
     

    Io inviterei tutti a rimare delle ore davanti alla televisione senza parlare con alcun familiare o amico.. Credo che il problema possa essere come rendere disponibili, convergenti e anche come sfruttare intelligentemente i mezzi di comunicazione di cui disponiamo. Se la radio e la televisione diventano interattive, se l’informazione diventa comunicazione, se grazie al cielo esiste SKY e non solo RAI e Mediaset, se posso vederti e scriverti oltre che usare la sola voce.. c‘è anche qualche beneficio? I problemi sociali e la madre dei cretini non nascono pianeta delle nuove tecnologie..
    Forse è facile guardare al “mondo tecnologico” o al “mondo della competizione” e parlare del “mondo della globalizzazione” ma purtroppo questi mondi li facciamo noi singoli.