Ok, ok, premesso che io di vite vere non ne ho nemmeno una, me ne sono fatta una seconda virtuale. Ovvero sono caduto (anche un po’ in ritardo, in fondo), nella rete tremenda di Second Life che è una sorta di megaevento sociale, in america, un vero e proprio caso.
Girano voci pazzesche: di gente che ormai lavora solo lì, in questo mondo che non c’è, che ci si paga la pagnotta vera. E a curiosare in rete ti rendi conto che là fuori è pieno di persone che si affacciano al mondo virtuale per far soldi in quello reale. Qualche tempo fa la Leo Burnett ha addirittura aperto la prima agenzia di pubblicità di Second Life. Ed è un’idea fantastica.
Però io vi consiglio: se non volete ritrovarvi alle tre di notte a postare sul blog, statene lontani. E’ una droga tremenda!

Ma ci riesco a sublimare la mancanza di sesso?
uscire a fare un giretto no, eh?
chessò: un gelatino, una passeggiata, un locale simpatico…
;)
ge
Fammi capire: tu saresti questo figaccione con il pizzetto biondo?
Miss caroline, ovvio! Però se lei mi vedesse da vicino, si renderebbe conto che non mi sono venuto troppo bene, sa…
In second life ci sono entrato per curiosità e devo dire che è estremamente interessante . Dopo però tre giorni ininterrotti che ci sto dentro comincio a realizzare che il gioco ti risucchia completamente. Consiglio : se decidete di entrarci:
fissatevi degli orari.