La mia amica e collega L. ha un marito tedesco. Anzi, bavarese, come direbbe forse lui (i Bavaresi son così...)
Stasera mi hanno invitato nella loro meravigliosa, enorme casa per una cena tedesca. Incredibile botta di nostalgia con Weisswurst, Kartoffelsalat, Senf dolce e birra. Abbiamo parlato della Germania, di Berlino (a proposito…), di quanto è bello sciare e di tante altre cose. Lui fa il designer e la casa è piena di belle cose. E’ piena anche di due bimbi splendidi e di una ragazza au pair tedesca che piacerebbe a certi miei amici…
Come sempre, mi è preso un minimo di depressione di fronte all’evidente capacità di certi di costruirsi una vita dotata di scopo e senso, dai risultati tangibili e il mio perpetuo perdermi dietro mille cose. Ma non ho dato corso e non voglio darne ora, a questi pensieri. Son stato bene, e la Kartoffelsalat era perfetta.
Uscendo, camminando verso la macchina, l’orrido scontro con la realtà: il negozio proprio lì all’angolo si chiama Scarpe diem.