Giornata al limite della nebbia: pensieri neri mi sorprendono, come corvi in silenzio sui cavi della luce.
“Chi di noi morirà per primo?” si chiedono ogni tanto marito e moglie in Rumore bianco di Don De Lillo. Una domanda come una staffilata, come gesso sulla lavagna, una rasoiata sull’arazzo della trama. Domanda impossibile e tremenda.
L’altroieri mi chiama mia madre per dirmi che mio padre s’è sentito male, è a letto con la febbre. Me lo passa, lo saluto.
Un giorno di antibiotici e s’è rimesso.
Ma oggi mentre cammino per la città la domanda mi aspetta dietro un angolo, come un brutto incontro, come un presentimento. Chi morirà per primo?
Chi dei due genitori, (sempre che non sia mio il filo che la parca taglierà per primo) resterà da solo, bisognoso di attenzioni? Prima ancora di rendermi conto di che sorta di cose sto pensando, le mente immagina le due diverse ipotesi, valuta gli scenari, osserva le possibili reazioni. Meglio A o B? E’ spaventoso pensare all’evento in sé, o è più spaventoso ancora il fatto di porsi questa domanda?
Eppure è una domanda legittima, perfino razionale. Quale delle due possibilità preferisco? Se preferire è un verbo ammissibile in un contesto simile.
Svolto l’angolo verso l’agenzia, mi risveglio da questa sorta di morbosa concentrazione, alzo lo sguardo e accelero il passo.
Inutile stare a rimuginare su questi argomenti: le cose succedono comunque quando uno meno se le aspetta.
Però, caro ubu, meglio che ti affretti a crescere, a irrobustirti. Preparati, rinforza le difese e le sicurezze interne, scava gli argini, alza la muraglia, impara l’arte della vera indipendenza e della forza, perché prima o poi il Tempo comincerà il suo assedio.
Ma che vai dicendo Ubu? Il tempo ti sta già assediando, ha già minato le tue mura e i suoi assalti saranno imparabili. L’ideale è esserti già arreso, gli darai meno soddisfazione ;^)
Ero qui pronto per lasciare un commento piagnucoloso. Ma il fidanzato di Mark mi ha distrutto. Quel bastardo.
;)
Non è spaventoso domandarsi questo, lo sarebbe se fosse espressa una preferenza. Porsi queste domande è già una crescita, eppure non penso che ilfidanzatodiMark abbia fatto una battuta fine a sé stessa, arrendersi al tempo per me significa accettarlo.
divertente, io una volta l’ho fatto ‘sto ragionamento. a tavola con tutta la famiglia.
Il tempo che assedia?mai essere così passivi!
e la forza della vita dove la metti!!bahh
spero sia stato solo un delirio momentaneo..
Antonio, a me ha distrutto il fatto che Mark abbia un ragazzo, ricordandomi che io no, non ce l’ho.
E il tempo passa.
‘cubu: se ci cominci a pensare da ora, non vivi più. Fattelo dire da uno che un genitore l’ha già perso. E’ la vita.
Fu proprio in quel momento che Macubu, assorto in tovi pensieri, e immemore degli scavi archeologici di Via Paleocapa, precipitò nel fossato fantumandosi la spina dorsale. Perì, sì, ma allo stesso tempo portò alla luce un’ antichissima ara votiva “Tribus Fatis Dicata”. Per altro, un reperto di valore trascurabile.
Certo che sei un menagramo. Io mi toccherei le palle, così per misura precauzionale. gia’ al solo leggerti