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Consigli di lettura

Non so com’è ma io d’estate più chilometri faccio in giro per posti vicini o lontani, e più pagine di libri macino. Come se la lettura e lo spostamento fisico, il viaggio concreto e quello di fantasia fossero collegati; come se la mente invidiosa del corpo gli corresse davanti a dirgli: “Tsè: mica viaggi solo tu!”
Così anche in questo agosto thailandese pieno di autobus presi e di posti visitati, ho divorato la mia bella parte di libri. Alcuni, come The Accidental di Ali Smith o Lunar Park di Bret Easton Ellis non mi hanno granché convinto. Un po’ impalpabile il primo, un po’ pretenzioso e alla fine inconcludente il secondo.
On Beauty di Zadie Smith mi ha abbastanza coinvolto lì per lì, ma se ci ripenso a mente più fredda mi rendo conto che si tratta di un libro dalla trama un po’ flebile, che sta in piedi con poco. Un soffio di vento, un piccolo diaframma di tempo, e già non te ne ricordi più.
Per l’angolo non fiction ho letto Krakatoa. The day the world exploded di Simon Winchester che invece è un gran bel racconto avvincente e consigliatissimo. (Sì, li ho letti in inglese perché non avevo portato libri con me: pesano assai. Li ho comprati in aeroporto o nelle bancarelle.)
Ci sono stati, ma hanno lasciato poca traccia: Man and Boy di Tony Parson, carino, furbino, prevedibilino, e The five people you meet in heaven di Mitch Albon, favolina consolatoria molto corretta e americana. Entrambi libri che si leggono bene e volentieri, ma che poi alla fine insomma.

Ma la vera rivelazione è stata Special topics in Calamity Physics di Marisha Pessl, un romanzone vecchio stile in cui al piacere di una scrittura davvero ricca (a volte fin troppo), intelligente e piena di metafore originali si unisce la suspence di una trama piuttosto ben congegnata. Era da un bel po’ di tempo che non mi capitava di aver voglia di tornare a casa per vedere come va a finire un libro. E soprattutto erano anni che non mi sorprendevo a pensare alla vita successiva del protagonista, dopo aver finito di leggerlo. In questo caso posso dire che Blue van Meer è una voce narrante che non si scorda facilmente.
Ora sono invece immerso, causa corso di shiatsu, nel Tomo-mattone, nella Summa della Medicina Tradizionale Cinese: il Suwen, un librone che incute tre parti di rispetto e una parte di cauta curiosità.

Macubu -   - 12. settembre 2006, 02:54
  1. stan
    set 13, 01:06
     

    Insomma! A me piace di più quando dici cose tipo “devi averlo”, “se non lo leggi sei un poveretto” o “correte a comprarlo”. Qui ci sono 8 libri 8 praticamente di tutti dici “bello ma…”! Uffa! Proprio adesso che per la prima volta un tuo consiglio (Il Cacciatore di Aquiloni) mi aveva trovato d’accordo e avevo deciso di darti un po’ più retta. Giusto per non fare la figura dell’illetterato, mi sono piaciuti gli ultimissimi di Philip Roth e John Updike, “Everyman” e “Terrorist” ma il meglio di quest’anno nella mia personale classifica -forse alla pari con il “Cacciatore”-rimane il potentissimo, affilato, rivelatorio, asciuttissimo, dirompente, perfetto “No Country For Old Man” di Cormac McCarthy. Léggitelo subito! Tra l’altro i fratellini Coen ci hanno già fatto il loro bravo film in uscita nel 2007.

  2. set 13, 01:12
     

    Tsè. Caro stan, i miei consigli di lettura se ben ricordo ti hanno trovato d’accordo ben più di una volta. Screanzato.
    Comunque se non s’era capito Special topics e Krakatoa vanno comprati e letti subito. Il primo magari appena esce in italiano…