Architettura
Nelle città – disordinati labirinti di strade senza un centro apparente – la moda impone cuboni, improvvisazioni di cemento armato, grossi bunkeroni senza personalità con una fila di serrande al piano terra. Meglio se pieni di botteghe o di caotici ristoranti che sembrano garage con tavolini dentro. Le banche si portano tutte uguali: quadrate con un buco sotto per le auto, una scala sul lato che finisce davanti a una porta a vetri scuri, al primo piano. Sono fatte così quella della Bank of Siam, ma tutte le altre banche devono aver copiato lo schizzo. Decisamente out l’antica architettura in teak a tetti spioventi, su palafitte come gambe di gru: leggere, eleganti e fresche dimore che non sapevano niente di aria condizionata, grovigli di cavi, muri che si scrostano, finestre spaccate, rifiuti, antenne paraboliche.
Nelle campagne: sempre vetrocemento vs. teak, ma qui le case vanno tutte su palafitte. Quelle in legno alte abbastanza da metterci sotto gli animali, quelle in cemento da parcheggiarci il SUV.
Pericoli
La parola ‘Antinfortunistica’ non si traduce in thailandese, tranne che per farsi due risate con gli amici.
Il casco non si usa mai a meno che non sia tutto decorato da zarro per fare colpo sulla tipa. Sullo scooter devono trovare posto minimo tre persone. Chi guida siede in mezzo agli altri due e a volte non vede granché perché chi gli siede davanti è una donna dai lunghi capelli che sventolano, o è molto alto, o sta dormendo o – in città – legge una rivista ingombrante. Non è per questo necessario rallentare, s’intende.
In autostrada, se capita di viaggiare su un camion, meglio godersi la brezza sdraiandosi sul telone che copre il carico. Anche di notte, anche senza tenersi a niente. E’ così fresco. Di giorno invece, siccome c’è più caldo, meglio ammassarsi insieme nel retro di un pick-up, sporgendosi in avanti per vedere la strada. Proteggersi dal sole, però: l’abbronzatura fa cafone.
Sulle strade a due corsie si può superare in piena curva, se la macchina che sta due camion più avanti fa segno con la freccia. La regola è fidarsi ciecamente, scalare e buttarsi sull’altra corsia. Tenersi agli appositi sostegni non è un consiglio, è istinto di sopravvivenza.
Nei luoghi turistici ma poco abitati è carino vendere la benzina ai farà ng (gli occidentali) che hanno affittato un motorino. Va messa in bella evidenza ai bordi delle strade, sulle bancarelle sotto il sole, dentro bottiglie di vetro. Non agitare prima dell’uso.
I cavi elettrici non si mettono sotto terra. Si legano ai pali alla bell’e meglio, creando intrecci il più possibile creativi, ingarbugliati, indistricabili. Cavi scoperti si lasciano pendere dai lampioni per mettere alla prova i distratti.
Se possiedi una bancarella che vende cibo appena cotto per la strada (e se sei thailandese c’è una grossa probabilità che tu la possieda) meglio piazzare il lato con il wok pieno di olio bollente dalla parte del marciapiede, in modo da intralciare il passaggio e far sì che tutti finiscano per metterci le mani dentro. Stuzzica l’appetito, e invita all’acquisto. Se non hai il wok va bene anche il barbecue con i carboni ardenti.
Finita la bombola del gas? Niente paura: sta passando proprio ora il ragazzo col suo motorino scassato e tre bombole legate con lo spago dietro la sella. Fermalo con un fischio che te la cambia lui. Se arriva vivo.
Comunicazione
Agli occidentali si sorride sempre. Soprattutto quando devi dirgli che non sai come risolvere il loro problema, e puoi così restare a giocare a campo minato su Windows ‘95 per il resto del pomeriggio. Se non hai capito niente di quello che ti hanno detto in inglese rispondi una cosa qualunque sorridendo di più: apprezzeranno. Se ti fanno una domanda “o… o” rispondi sempre sì. “Devo andare a destra? O a sinistra?” Risposta: “Sì!” E’ una regola facile e dai risultati sorprendenti. Se poi l’occidentale viene dall’Europa del nord i risultati sulla sua sudorazione saranno impressionanti. Diventano anche tutti rossi.
Altro esempio per tenerti in esercizio: dialogo in albergo fra farà ng e concierge modello:
– Hi! Listen: what number do I have to dial to place an external call from my room?
– Ten o’ clock!
– Right. Thank you very much…
Visto? E’ facile, l’inglese!
Ma il massimo è un trucchetto che farà impazzire qualunque turista, e garantisce divertimento per ore: la risposta a una negazione. Gli occidentali se si sentono dire no, per assicurarsi di aver capito bene lo ripeteranno: “Ah. Non si può fare.” A quel punto per confermare digli ‘Sì’ e non ‘No’ come fanno loro. Esempio? Internet point:
– Hi… Can I download my pictures here and burn them on a DVD?
– Solly! No! (sorridi molto mentre dici questo)
– Oh. No, eh?
– Yes!
– Ah… so can I do it?
– No…
– No.
– Yes! (sorridi di più!)
– I don’t get it… yes or no?
– No.
– No.
– Yes!
Le matte risate. Tienti a distanza di sicurezza, comunque, soprattutto in caso di tedeschi grossi.
Freddo
In Thailandia non fa mai freddo. Mai. Le stazioni dello Skytrain (la metropolitana sopraelevata) a Bangkok non hanno nemmeno le pareti, è tutto all’aria aperta. Questo significa che il fresco e il freddo sono un lusso, una cosa preziosa. E’ giusto quindi farne dono agli occidentali in visita nel modo più copioso possibile. Ti ordinano un milk shake? Riempilo di ghiaccio fino all’orlo! Sarà imbevibile per mezz’ora e il bicchiere andrà tenuto coi guanti ma vuoi mettere lo chic? Entrano nel tuo locale? Prendi il primo ventilatore che trovi e piazzaglielo in faccia alla massima velocità : è una cosa che adorano.
Se possiedi un taxi assicurati che la temperatura interna non superi i 19° C e punta tutte le bocchette dell’aria verso i passeggeri appena salgono tutti sudati. Li aiuta ad ambientarsi. Poi vedrai come ti ringrazieranno, fra un colpo di tosse e l’altro.
Che bellezza! Io morirei dopo un paio di giorni schiacciato dall’imbarazzo.
Insomma, non è stato un granchè...
Mi hai fatto cambiare idea con queste poche righe: prima ci avrei fatto un pensierino per la thailandia. Le foto, belle, non mostrano niente di così affascinante. Eppure qualcosa di positivo deve esserci!
Cosa ti fa pensare che non sia stato bello? Io ne parlo in modo distaccato e un po’ divertito, ma il paese – almeno per me – è assolutamente affascinante. E le mie povere foto non gli rendono giustizia…
Vedi , Macubu: tu hai fatto il tuo lavoro di regia su queste immagini, ma io come in tutti i film mi ci sono proiettato dentro, mi son guardato intorno e ho immaginato la miseria di quel popolo, costretto al turismo per campare. Come dev’essere sentirsi in vetrina esposti allo sguardo divertito e distaccato dei molti privilegiati? Ecco, io in queste situazioni mi sento a disagio. E forse per questa mancanza di obiettività tutto mi è sembrato “non granchè” :-)