Quante ce ne saranno di riunioni così, in giro per il mondo? Dico riunioni come questa, gente adulta e vaccinata che parla di ‘ste cose come se ci credesse davvero?
Metti che hai un prodotto da vendere. Metti che lo stesso prodotto la tua agenzia l’ha già venduto anni fa con uno spot. Metti che in quello spot ci fosse una comparsa che, per strane ragioni, è rimasto nella testa della gente. Metti che quella comparsa sia un animale. Sentite le porte dell’inferno che si schiudono sinistramente? Sentite le urla della geenna? Perché è in un inferno che state entrando. Metti che l’animale sia una talpa. Non è una talpa, ma facciamo finta che sia una talpa. Ovvio, a un anno di distanza si dovrebbe cambiare, proporre qualcosa di nuovo, ma no: siamo in tempi di crisi. Quindi si torna dal cliente vendendo ancora lo stesso animale. Anche se il prodotto è cambiato, anche se non c’entra un cazzo con quello che devi dire, ma tant‘è.
Siamo intorno a un tavolo della sala riunioni del piano più alto dell’agenzia, stiamo presentando all’amministratore delegato le varie strade. E lui che fa? A un certo punto interrompe e dice: ma perché in queste storie non c‘è la talpa? E’ la talpa che ci deve essere: io vado là a vendere la talpa, dannazione! Basta con le cose senza talpa, raccontatemi solo storie talpamunite!
E giù tutti a raccontare le avventure della talpa che fa questo e quest’altro, e una protagonista donna che interagisce con lei in tutti i modi possibili immaginabili. L’AD gode: sì così va bene. Abbiamo preso il 15% del mercato con la talpa e quindi [testuale] la talpa è la nostra salvezza, dobbiamo andare dritti sulla talpa, senza incertezze, cazzo!
Dritti sulla talpa? E’ in quel momento che mi sono visto da fuori, a raccontare alla famiglia che lavoro faccio. Dovevo saltare sul tavolo, prendere l’AD per la cravatta (che non ha, perché così è più casual) e sbattendogli la faccia sul tavolo dire: La talpa? Dritti sulla talpa? Ma che cazzo stai dicendo?! MA COSA CAZZO STIAMO DICENDO TUTTI, qui dentro?!? Aiuto, voglio uscire, sono prigioniero di un incubo pieno di talpe!
E poi più tardi siamo lì rinchiusi nell’ufficetto a pensare alla stramaledetta bestia:
– Allora la talpa è sui pattini e volteggia leggera sul ghiaccio, no, e poi arriva lei e…
– No no, non va: la talpa esce da un buco nel ghiaccio e allora arriva lei, e poi…
E più tardi ancora viene quello dell’ufficio cinema e ti dice: Siete voi che avete fatto la talpa che si paracaduta in Messico e mixa i dischi sulla spiaggia? No, perché dico siete matti, l’avete visto il budget? Sai quanto mi costa una talpa che fa il dj? Ce li metti tu i due milioni di euro in postproduzione?
Ma insomma, mondo cane, una talpa è una talpa è una talpa, cazzo di uno stracazzo boia!
Cosa posso farci io se una talpa non sa fare assolutamente niente? Avessimo da vendere degli occhiali, ma qui si parla di pannolini per bambini. Che non sono pannolini per bambini, ma facciamo finta.
Niente non va bene. Rilavorare.
E così rieccoci qui, sdraiati sulle sedie, con la faccia che esce appena dalle scrivanie, le luci basse…
– Ok, allora la talpa in realtà è un agente del KGB, no, che in realtà è una talpa donna, solo che non lo sappiamo, e allora sbuca fuori in mezzo alla piazza rossa…
– No no no, la piazza rossa l’hanno già usata per un altro spot, facciamo che la talpa rossa è un agente della CIA e insomma sbuca a baghdad nel magazzino dell’ONU pieno di pannolini, no, e in realtà è Lilly Gruber, che…
– No, la Lilly costa troppo, facciamo che la talpa…
E così via. Per anni, forse.