Sto soltando digerendo.
Digerendo queste strambe elezioni che dovrebbero essere finite e invece sembra di essere solo a metà di un cabaret di provincia che non vuol finire mai, con un’atmosfera di interregno alla “Il Crepuscolo degli Dei meets Gianni e Pinotto”.
Digerendo pochi giorni di vacanza pieni di famiglia e di mucchi di cibo, come sempre.
Digerendo le solite letture da vacanza: lo splendido Sorgo Rosso di Mo Yan e l’incontro fulminante con Paul Valéry, che non è mai troppo tardi per scoprire e che credo mi accompagnerà – magari in modo intermittente – per tanto, tanto tempo.
Oh e poi sto valutando il modo migliore per candidarmi al Quirinale.
Perché ve lo dico: io sarei perfetto per il ruolo. Me la cavo con le lingue straniere, amo le cerimonie, i protocolli, le cene di gala, sono amabile con le vecchie baronesse e so mettere a proprio agio i consoli onorari dalla pressione troppo alta. Apprezzerei quel bel palazzone, pieno di stanze, non mi perderei un solo cambio della guardia e darei cene e ricevimenti ogni mercoledì, come minimo.
Saprei anche mettere da parte l’astio per mister B, pur di raggiungere l’imparzialità richiesta dal ruolo.
Insomma, lasciatevi convincere: a me, il Queerinale(TM), mi vestirebbe da dio.
pensi di poter sopravvivere alla signorafranca? ti entrerebbe in casa con mille pretesti, dalle tende da lavare a quel geranio un po’ così.
ma quando lo chiudi sto blog?
C’è tempo, c’è tempo, Olona. Non te la do questa soddisfazione!
Forse è un po’ tardi ma con una campagna ben fatta potresti essere messo tra i papabili, ops scusa, tra i queerinabili ;-PPP
Io ti voto, contaci.