Sono gradini che si salgono e scendono, sono tutto il fiato che si spreca e prima e dopo, sono tutte le ore e gli anni passati insieme, sono tutti gli oggetti che ti servono allo scopo, sono tutto quell’essere quando non pensi a come sei, sono chilometri in macchina, asfalto e autostrade e posti e stanze sempre diverse e sono tutti i volti che ti guardano ora incuriositi, ora divertiti, ora annoiati, ora stanchi. Sono il fiato che ti manca e la paura che ti prende, sono la stanchezza e la fatica, l’esaltazione e il divertimento, sono il conoscere persone preziose e rare, sono la sfiducia e la frustrazione nello scontro coi tuoi limiti, sono la gioia poi, di essere lì in quel momento, uno vicino agli altri, insieme con, voce fra le voci, parte di un accordo.
Tutto questo sono il mio sporadico far musica, il mio salire in scena, il mio cantare storie. E se a volte dico Sì, ma tanto mica siamo professionisti, oppure, Mah, sai, è da dodici anni che canticchiamo così, o Sì, sì siamo bravini, insomma facciamo tante cose diverse, o Mah, non so che fine faremo, magari alla fine mollo tutto. Ecco quando dico queste cose è solo perché come sempre non ho il coraggio di abbracciare la vita fino in fondo, non ho il coraggio di ammettere che tengo a tutto questo più che all’aria che respiro, non ho il coraggio di dire che tutto questo è bellissimo, dio, è bellissimo, è bello come la neve quando non ha nemmeno un’impronta, è bello come l’alba sul mare, è bello come volare, è bello perché è gi mio, perché è qualcosa che ho, e non ho il coraggio di ammettere che ho paura che possa finire, che possa essermi tolto.
Se tu solo lo capissi, se tu solo lo accettassi:
Hai già quello che stai cercando.