La vita istruzioni per l'uso - article - Va così

il blog di ubu

Va così

Arriviamo in piazza Duomo verso le nove e mezza. Nell’angolo verso palazzo Reale ci sono degli autobus, un sacco di poliziotti. Stanno facendo salire le persone sui bus per portarli via. Dalla parte della Galleria, restano per terra i resti fumanti di un fuoco, lattine, rifiuti. Tante coperte, carte. E poi i cartoni della protesta: “Vogliamo un letto.” “Vogliamo una casa.” “Abbiamo anche noi dei diritti”. Un italiano a volte stentato. E’ uno spettacolo strano, triste, più che altro. Giriamo intorno leggendo i cartelli senza dire niente, sentendo i commenti come sempre un po’ sprezzanti dei milanesi.

50 metri più in là, al suono di una musichina vagamente natalizia, la gente pattina sul ghiaccio artificiale. La voce dagli altoparlanti dice: “Per evitare disordini, siete pregati di non accalcarvi all’entrata, grazie!”

Scendiamo nella metro, e andiamo via.

Macubu -   - 30 dicembre 2005, 21:14
  1. che cuore grande che hai!

    31/12/2005 00:30
     

  2. sai mai che ‘sti cenciosi rovinino il capodanno della gente per bene

    31/12/2005 03:35
     

  3. gli amari contrasti della vita moderna…

    31/12/2005 04:32
     

  4. ..vorrei sapere quanti MILANESI, da due generazioni, erano presenti.. forse hai confuso un po’ di cose, i MILANESI sono tutti coloro che ahimè stanno a guardare e, alcune volte, a giudicare. Un po’ come te.. che hai guardato e giudicato gli altri… Quanto ti sei MILANESIZZATO?

    Vittorio
    31/12/2005 07:53
     

  5. Non ho poi troppo giudicato. Non troppissimo. E comunque mi sono milanesizzato molto. Anzi, troppissimo.

    31/12/2005 07:58
     

  6. Perché, il resto degli italiani avrebbe agito, anziché guardare e giudicare e basta?

    Non mi pare. Altro che MILANESI (tutto maiuscolo), il problema sono gli ITALIANI (tutto maiuscolo).

    Bello spirito capodannesco?

    31/12/2005 08:52
     

  7. Caro Gatto Nero, concordo, con profondo rammarico, su ciò che hai scritto. Cosa facciamo? Ciò che ha fatto UBU, ci limitiamo ad essere spettatori critici e cinici… bello spirito.. già già! Ma tu cosa intendi fare?

    Vittorio
    31/12/2005 09:15
     

  8. caro vittorio, la soluzione, permettimi, è la violenza. non intendo quella gratuita e fisica, da ritardati blasè. intendo la violenza nel non lasciar passare l’inciviltà mascherata da alterigia. di cosa si ha paura a recriminare come fascisti atteggiamenti di deliquio blasè.

    facciamo un esempio: da una costola di 2.0, la vetrina della nuova gioventù milanese, nasce un forum. leggi cosa c’è scritto:

    http://duepuntozero.mastertopforum.com/viewtopic.php?t=879

    ecco, questi sono i giovani milanesi. e meritano sberle, ma secche. le meritano perchè, se volevano fare dello humour cinico e irriverente, fanno schifo, per cui meritano sberle. se eran seri non ne parliamo.

    ecco, mi sono infervorato

    31/12/2005 09:41
     

  9. Eh sì Mauoshi,
    conosco bene il sito da te indicato, che del resto ha rinnovato la sua veste grafica qualche mese addietro. Non entro nei particolari sul contenuto del forum di 2.0 perchè ciò che scrivi sulla gioventù milanese è vero; è anche vero che poi diviene un modo di fare piuttosto tipico da queste parti: colpevolizzare sempre gli ALTRI.
    Non me ne voglia UBU, che prendo sempre di mira, però è troppo facile sparare sulla croce rossa. E’ troppo facile per chi nel benessere ci vive, e non ne ha colpa, dire cosa è giusto e cosa non lo è.
    L’amore (leggere 1° corinzi cap.13 per avere un’idea di cosa dovrebbe essere l’amore) è la risposta non la violenza. Se UBU avesse avuto un sentimento appena vicino all’amore non avrebbe scritto cio’ che ha poi fatto. La differenza tra il post di UBU ed il forum di 2.0 sta negli aggettivi e nei toni, per il resto condividono una falsità... che Milano regala ai suoi abitanti con tanto AMORE!!!

    Vittorio
    31/12/2005 10:34
     

  10. Ma, caro Vittorio, fammi un po’ capire: cos’è che ho fatto io, e che poi ho scritto? No, perché non sto capendo…

    31/12/2005 10:36
     

  11. ma no, il sciur ubu mi pare alpiù affetto da una visione ipercritica, un insieme di se e ma da depauperare per avere un giudizio.
    ma non è il sciur ubu il fulcro, l’attenzione è su altro: che milano è popolata di fantasmi paurosi e paranoici, che non si impadronisce di sè stessa, dei suoi spazi. non parlo da equo e solidale, chè di vedere i pauperisti figli di papà che si dedicano al loro personale fascismo estetizzante, piuttosto la morte. parlo di riappropriazione di sè, di un livello successivo alla paranoia, un solipsismo nella visione della società che, francamente, preoccupa. ma ce ne sarebbe da dire.

    31/12/2005 10:41
     

  12. Bella risposta mr Mauoshi.
    Ho visitato il tuo blog che mi è parso interessante e meritevole di una seconda e più approfondita lettura.
    Essenzialmente rimprovero al caro (si fa per dire) UBU la scelta di una tematica delicata, subito dopo una bellissima tavola imbadita, e dello svolgimento della stessa.
    Non ho amato il modo in cui chiude il post che esprime, secondo me, il vero modo di “essere”: guardando come se il mondo circostante fosse una vetrina.
    E’ anche vero che il blog è suo e ci scrive ciò che gli passa nella mente.
    Mi domando quando ci spoglieremo del “sè” per non essere solo spettatori. Perchè da spettatore non si cambiano le cose e non cambiandole involontariamente accettiamo la modalità di cui UBU ha espresso un opinione.
    Se poi ai lettori piace questa modalità, affar loro. Ma smettiamola di dire… Che animo dolce hai UBU etc.. Perchè non scriviamo, invece, come siamo tanto buoni?

    Vittorio
    31/12/2005 11:06
     

  13. Vorrei mettere bene in chiaro (ma lo farà anche lui) che il commento di Olona è sarcastico, naturalmente.
    Caro Vittorio mi sorprende sentirmi dire da te che sono stato giudicante. Ti invito a riflettere su Matteo 7:1-5. Chi di versetto ferisce…
    Dopodiché io non ho altro da dire, le polemiche online sono ancora più sterili di quelle live.

    31/12/2005 11:18
     

  14. Dicasi “altresì” biblico.
    Per come la penso io le risposte che si possono leggere possono essere oggetto di discussione, nel bene e nel male. Certo non fa piacere leggere rimproveri e mi scuso se casomai ho urtato la tua sensibilità, UBU; l’intento, purtroppo, era da parte mia una contestazione che sicuramente in pochi hanno capito appieno. In fondo è bello scrivere tra le righe, per evitare di essere compresi da chi non ha ben chiaro alcune cose evitando così la poca attenzione di molti.
    Spiace vedere-leggere quando si cerca di difendersi evitando di compromettersi troppo.
    Per tutta risposta, dico, che già leggo ben poco del tuo blog e limito gli interventi che seppur all’apparenza possono sembrare distruttivi, leggendo tra le righe, non lo sono nelle intenzioni.
    Sulle polemiche non so cosa dire, ne prendo atto ed emigrerò altrove.
    Cullatevi pure nelle vostre acclamazioni reciproche. La realtà dei fatti è ben altra cosa.
    Buon divertimento!!!

    Vittorio
    31/12/2005 20:50
     

  15. opperbacco.
    mr. vittorio, non sarà un po’ uno da “o tutto bianco o tutto nero” lei?
    perchè voglio dire, se ne parli male, è prché ne parli male, se non ne parli sei indifferente, se dai una qualche forma di giudizio elementare (nel senso che è impulsivo e spontaneo dire che certi commenti sprezzanti non siano proprio un bello spettacolo) non va bene perché sei uno che giudica e poi sta fermo.
    mi pare la critica fine a se stessa, la sua.
    non vedo suggerimento alcuno su quale sarebbe un comportamento consono alla circostanza, non vedo cosa ci sia di male nel dire la propria in modo tutto sommato autocritico.
    lo sappiamo tutti, egregio, che parlare senza fare serve forse a poco. ma mi permetta di dire che parlare significa anche sensibilizzare e la mancata sensibilizzazione porta anche ad aberrazioni come quelle di quel forum.
    ubu non ha bisogno di difese perché ha semplicemente dipinto il panorama medio della città media di questo Paese medio: noi (milanesi, fiorentini, romani, tutti stessa gente…) con le pance piene a commentare sprezzanti, a porre questioni di lana caprina (anche noi qui, mi si permetta), loro lì senza casa.
    io c’ho voluto vedere pure dell’autocritica.
    e tutto quello che ci ha voluto vedere lei, in quelle parole, io non l’ho visto.
    mi ritiro, mi scuso per la solita lungaggine e acclamo (reciprocamente, ovvio).

    01/01/2006 01:18
     

  16. E’ bello vedere che vi difendete e ciò rientra nelle aspettative, ovvio.
    Se invece devo scriverlo per esteso, cosa che mi sembra necessaria, spiego subito che ho voluto semplicemente replicare che “i commenti sprezzanti dei milanesi” ci appartengono e che questi non sono distanti da noi perchè, come cantava Tozzi, gli altri siamo noi (non centra niente a prima lettura lo so).
    Il titolare di questo blog ha utilizzato la stessa modalità incautamente, descrivendo le emozioni e lamentele dei presenti a quell’accaduto. Sembra sia diventato un reato sottolineare ciò.

    SE VOLETE LE MIE SCUSE, SONO PRONTO A FARLE PERCHE’ NON E’ NELLE INTENZIONI DI NESSUNO FERIRE GRATUITAMENTE L’ALTRO.

    Il mio giudizio elementare (ma non aveva neanche pretese accademiche) non aveva lo scopo di suggerire delle soluzioni a problematiche troppo delicate che vengono continuamente “violentate” proprio da me e te che ne stiamo dibattendo senza averle d’avanti agli occhi, con la necessità egoistica di voler essere protagonisti.
    Mi ritiro, da questo dibattito che ho purtroppo causato non salvaguardando le mie buone intenzioni di far capire al titolare del blog che uno dei suoi i lettori ha recepito male il suo animo buono ed altruistico (non sono ironico) nel voler condividere le proprie emozioni con una fotografia istantanea che ci lascia tutti perplessi.
    Mi spiace, davvero ;-(

    ps
    Concetti: La vista è il senso più protetto. La vista è il senso più protetto contro il sensibile. Non come il fragile orecchio o le narici, o il palato. Il chiasso assorda le orecchie, il puzzo dà il capogiro, la vampa ustiona il palato. Ma l’occhio non si squarcia alla vista del corpo massacrato. Sorvola sull’orrore come una mano che accarezza un gatto distrattamente.(Da Meir Wieseltier, Lontano dall’alzabandiera)

    Vittorio
    01/01/2006 03:15
     

  17. Buon anno, Umby.
    Ieri sera mi son fatto pulire le scarpe. Non l’avevo mai fatto in vita mia, anche se sono nato nella citta’ dove la parola “sciuscia’” è stata creata (da shoe-shining). A Roma esiste un negozio proprio dietro la Camera dei deputati, che per otto euro ti mette a disposizione questo servizio che a volte serve. E io che mi ero impiastricciato le scarpe, dovevo andare in un posto molto ufficiale ed ero in crisi, ne avevo bisogno assai. A lavorare c’era una ragazza bella, bionda, slovacca, di 26 anni (ha detto). Sulla panca accanto a lei Internazionale. “Lo legge lei?” ” Lo leggo io, sa altrimenti prendo troppo l’italiano parlato e non quelle colto”. La ragazza parlava un italiano mitico. A un certo punto mi fa: “Per questa scarpa qui ho faticato”. Ho faticato? I miei figli non saprebbero dirlo, hanno la licenza liceale. Il mio disagio cresceva sempre più, rigiravo il piede nella scarpa come una salsiccia sulla griglia. E’ arrivato al massimo quando la ragazza mi ha raccontato di come la trattavano in questura prima che la Slovacchia entrasse nell’Unione Europea: “Ore di attesa, scortesia, qualche insulto”. Era la questura di Verona. Le chiedo: a Roma e’ meglio? “Un po’ meglio”. Chiedo alla signorina quante lingue parla: “Slovacco, italiano, inglese e un po’di tedesco”. A me mancano lo Slovacco e di certo il mio tedesco è peggiore del suo. Come un vero idiota me la sono cavata coi soldi. Le ho datto sette euro di mancia.

    zetavu
    01/01/2006 03:18