ho il sospetto che somigli molto ad una torta che ho assaggiato tempo fa e di cui vado cercando la ricetta. quasi quasi monto sul treno e vado a verificare di persona. livorno, che città ;-)
Non voglio diventare offensivo ;-), ma ‘cecìna’ lo dicono a pisa e in campagna. A Livorno si chiama ‘torta’ oppure ‘5 e 5’ (dal costo che aveva nel dopoguerra: 5 lire di torta e 5 di pane).
anche da queste parti ci si è dati da fare, con antipasti di varia natura (degno di nota il carpaccio di tonno, freschissimo!), risotto con i frutti di mare, tortellini, astici, arrosto ripieno, dolci vari triestini.
di romana a casa ci son solo io e son pure imbastardita da 9 anni di nord.
mia nonna un tempo per natale faceva il coniglio con la cioccolata, per dire. gente strana, insomma.
però la tua tavola era davvero molto ma molto bella e si sa, anche l’occhio vuole la sua parte.
acc, è vero, la cecina è pisana! chiedo venia…scusa, ma ricordo di aver mangiato diversi anni fa dei panini enormi e strepitosi in via Ricasoli, ma l’anno scorso non mi ci sono ritrovata: come si chiamava il posto? che fine ha fatto? o faccio confusione anche qui? :-)
Ormai qui stiamo trasformando il blog di Macubu in una guida enogastronomica livornese. Cmq, se il padrone di casa non si arrabbia… ;-)
Erano di sicuro i panini di Giovanni (strabuoni). Peccato che lui non ci sia più. Mentre la famiglia ha trasferito il locale al mercato in piazza Cavallotti.
Caro McUbu, sembrava tutto delizioso dalle foto. Anche la tavola apparecchiata con cura. Due commenti perç: innanzitutto come Zetavu ha osservato il buffet per il pranzo di natale è assolutamente fuori luogo, anche se si tratta di servirsi solo dell’antipasto e poi, e qui do bacchettate sulle mani, non puoi servire il caffè con le tazze senza i piattini. Bacini
incantata dalle foto del pranzo. mi dici per piacere come è fatto il meringato?
Non lo so. L’ho mangiato ma non ti saprei dire: c’erano meringhe, cioccolato e una crema strepitosa. So solo che veniva da qui.
ho il sospetto che somigli molto ad una torta che ho assaggiato tempo fa e di cui vado cercando la ricetta. quasi quasi monto sul treno e vado a verificare di persona. livorno, che città ;-)
alla faccia della miseria eh? :)
BASTA LAVORARE!!!
Io ho mangiato:
risate gioiose per antipasto
sorrisi tirati per primo
noia e astio per secondo
e veleno ed insulti per dolce
il più classico climax discendente natalizio!
Il caffè ce lo siamo risparmiato se no volavano i ceffoni!
Ma una cena di Natale in piedi?
E perche’ non sei andato al Mac Donalds piu’ vicino, gia’ che c’eri?
Ma non era in piedi, signor Zetavu! Ci si serviva degli antipasti e poi ci si sedeva a tavola. E che non l’ha vista la tavola imbandita?
Confermo sulla bontà del dolce :-) Eh sì celliot, a Livorno oltre alla meringata di Vito c’è pure il millefoglie di Gnesi… che si vuole di +? ;-D
uhm, a livorno c’è pure il cacciucco e la cecina. e iodoppio, che non è poco.
Non voglio diventare offensivo ;-), ma ‘cecìna’ lo dicono a pisa e in campagna. A Livorno si chiama ‘torta’ oppure ‘5 e 5’ (dal costo che aveva nel dopoguerra: 5 lire di torta e 5 di pane).
che meraviglia.
davvero. e i colori!
invitante.
anche da queste parti ci si è dati da fare, con antipasti di varia natura (degno di nota il carpaccio di tonno, freschissimo!), risotto con i frutti di mare, tortellini, astici, arrosto ripieno, dolci vari triestini.
di romana a casa ci son solo io e son pure imbastardita da 9 anni di nord.
mia nonna un tempo per natale faceva il coniglio con la cioccolata, per dire. gente strana, insomma.
però la tua tavola era davvero molto ma molto bella e si sa, anche l’occhio vuole la sua parte.
acc, è vero, la cecina è pisana! chiedo venia…scusa, ma ricordo di aver mangiato diversi anni fa dei panini enormi e strepitosi in via Ricasoli, ma l’anno scorso non mi ci sono ritrovata: come si chiamava il posto? che fine ha fatto? o faccio confusione anche qui? :-)
Ormai qui stiamo trasformando il blog di Macubu in una guida enogastronomica livornese. Cmq, se il padrone di casa non si arrabbia… ;-)
Erano di sicuro i panini di Giovanni (strabuoni). Peccato che lui non ci sia più. Mentre la famiglia ha trasferito il locale al mercato in piazza Cavallotti.
Caro McUbu,
sembrava tutto delizioso dalle foto. Anche la tavola apparecchiata con cura. Due commenti perç: innanzitutto come Zetavu ha osservato il buffet per il pranzo di natale è assolutamente fuori luogo, anche se si tratta di servirsi solo dell’antipasto e poi, e qui do bacchettate sulle mani, non puoi servire il caffè con le tazze senza i piattini. Bacini