Strano come la mancanza di concentrazione sul lavoro si trasformi spesso in mancanza di ‘focus’ anche sul blog. Manca la voglia di scrivere, la capacità di concentrarsi sugli argomenti, di affrontarli con uno stile brillante. Le dita scivolano sulla tastiera senza davvero tracciare dei percorsi netti e definiti. Anziché dare forma a un discorso mi lascio trascinare dalle parole di qua e di là, alla come viene viene. Ma anche non avere stile in fondo è uno stile. Sarà lo stile di questi giorni, in cui sento la mente scapparmi da ogni lato, come un gregge impazzito, come tutti i mali dal vaso di pandora. Un bel da fare a tenerla. E sul lavoro poi, non riesco a trovare stimoli, nonostante sappia benissimo che alla fine un creativo lavora per s, mica per il datore di lavoro. Ogni cosa interessante fatta porta valore a me, oltre che ai prodotti. Mi fermo a pensarci, mi metto lì di buzzo buono, poi di nuovo mi distraggo, ci sono piccole incombenze da sbrigare, perdo il filo, lo riacciuffo venti volte, lo riperdo altrettante. E alla fine della giornata non ho concluso nulla e mi sento in colpa, mi sento roba da nulla, perdo stima e fiducia. E il bello è che tutto questo lo faccio da solo, ho dentro un coro di mille voci che m’incalzano, a cui rispondono quelle che cercano di tranquillizzarmi, poi ci sono voci che danno fiato al senso di colpa, voci che ribadiscono la sostanziale fiducia in me stesso e voci che dicono di queste ultime che sono menzognere, che di nulla posso essere davvero fiero.
E in questo continuo dialogo interiore si sprecano le energie migliori. Quando mi succede così, so che devo semplicemente fare silenzio, ascoltare, ascoltarmi. Respirare profondo, svuotare questa mente che alla fine è il mio peggior ostacolo. Io credo che la mente sia in fondo il peggior ostacolo di chiunque, solo che non tutti ne sono consapevoli.
Ecco, mi è ricapitato: da cosa ero partito, cosa stavo dicendo?
Ah, sì: che anche qui sul blog la mia mancanza di concentrazione si fa sentire in un deficit di interesse, di interventi, di scrittura. Pazienza, anche questo è parte di me.
Breve programmino dei prossimi giorni: sabato, concerto a Genova, alla biblioteca Berio, ore 17. Domenica si replica a Torino, non so bene a che ora, non so nemmeno dove esattamente. Speriamo lo sappiano gli altri. Il programma è tutto di musica contemporanea: che dio ce la mandi buona.
Nel frattempo mi lascio cullare dall’ultimo suadente CD degli Arab Strap. Adoro.