Oggi è il mio onomastico. E chi se lo ricordava?
Soltanto la mia vecchissima prozia mi faceva gli auguri per l’onomastico: da quando è morta lei nessuno se lo ricorda più, tantomeno io.
Poi stamattina è arrivato un collega un po’ devoto ex scout e mi ha fatto gli auguri. Che carino: quando i cattolici saranno scomparsi dal pianeta dovremo inventarci nuove feste.
Nacque nel sec. VII da Evrardo e Popita, fu educato da alcuni monaci a cui era stato affidato. Fece due pellegrinaggi a Roma, un impresa per quell’epoca, di sicuro si sa che con l’aiuto del conte Radoberto, fondò un monastero a Maroilles nell’Hainant sulle rive dell’Helpe.
Si possiede ancora il testo della carta datata 675 con cui cedette la sua villa di Mezieres-sur-Oise alla chiesa di Maroilles. Dopo aver retto questo monastero per alcuni anni, morì il 25 marzo 680 o 681, fu sepolto nella cappella che aveva costruito e nell’833 i suoi resti furono trasferiti nella chiesa dell’abbazia. Ma dal 1020 fino al 1733 le sue reliquie girarono per varie zone trasportate dai vari Ordini di monaci succedutosi.
Negli antichi Martirologi di Francia, Paesi Bassi e Germania la sua festa era fissata al 25 marzo. Attualmente nella Diocesi di Cambrai essa figura al 6 settembre, anniversario di una traslazione.
Il nome Umberto deriva dall’antico alto tedesco Humbert e significa “splendido giganteâ€, fu il nome di tre conti di Casa Savoia: Umberto Biancamano, Umberto il Rinforzato e Umberto il Santo e del re Umberto I°
Sgargarozzami tutto, sono il tuo Lolito!
(Sì, ok… e io che volevo fare solo gli auguri)
A quel punto il mio collega mi sbatte il calendario in faccia e gli credo. Poi aggiungo: “Ma a cosa serve l’onomastico se non devo aprire dei pacchettini?”
e lui attacca con una filippica sul senso dell’onomastico…
non l’avessi mai fatto…
:-)