Inutile far finta di niente.
Sono a Milano, sembra ottobre inoltrato, fa freddino quando addirittura non piove, e domattina vado di nuovo a lavorare.
Come se questo non bastasse, la mia povera piccola Canon, la mia preziosa e soprattutto unica macchina fotografica digitale s’è rotta. Cioè, non è che si è rotta.
Semplicemente, sono andato a sedermi sul letto, e distrattamente ho preso i quattro stracci che c’erano lì su un lato e li ho buttati da parte. E’ stato in quel momento che, come in una sequenza rallentata, ho visto la povera macchina fotografica volare dal letto verso il muro, scontrarvisi e rimbalzare un paio di volte sul pavimento.
Non dico altro. Ma perché anziché bellissimo non sono nato intelligente? Non capisco proprio.
Non è colpa tua. Secondo la legge di Murphy (quella che stabilisce che viene tirato sempre per primo il filo sbagliato della tenda) la macchina ha urtato il muro e il pavimento secondo un’angolatura studiata per ottenere il maggior danno possibile.
è vero: la legge di Murphy ha innumerevoli campi di applicazione, tutti legati a doppio filo alla sfortuna ;-PP
ho sentito fin da qui – sui monti con annette – l’urlo della macchinetta, a cui è seguito il volo impaurito degli uccellini che mi scagazzarono la macchina.

ho visto anche te…
rivivere quegli istanti non ha prezzo, per tutto il resto…