Il profilo nitidissimo dei monti stagliato contro un cielo perfetto, l’aria tagliente, il fiume, il verde vivo: mi ero dimenticato di quanto mi piacesse la montagna d’estate. E’ bastato un giorno e mezzo in val d’Aosta perché l’olfatto mi catapultasse nel cervello milioni di ricordi di quando andavo in giro coi calzoni corti e un fazzoletto colorato attorno al collo. (E no, non ero un papaboy, grazie a dio.) M’è presa una gran nostalgia e una gran voglia di scarponcini e camminate.
L’occasione è stata un altro concerto, tutto racchiuso in una chiesetta appena restaurata, bella come uno scrigno, raccolta e silenziosa e musicale che più non si potrebbe. E nonostante la pioggia, persino stipata di pubblico partecipe.
Alla fine siamo lì davanti alla porta per salutare il pubblico che esce, fare due chiacchiere e, diciamolo, anche vendere i ciddì quando un signore coi capelli bianchi dice a suo figlio (25enne?) che indugia lì un momento prima uscire: E diglielo dài, che lo segui sul blog.
Ora voi dovete sapere che quando si parla in pubblico del mio blog (a meno di non essere fra blogger dichiarati) io faccio finta di non esserci, mi guardo le scarpe, cincischio le mani, sudo. Come nei campeggi per nudisti, dove se si è tutti nudi non c’è problema, ma se entra uno che i vestiti non se li è tolti ci si sente subito in reciproco imbarazzo: una cosa così. – Tu sei quello della vitaistruzioniperl’uso? – No no non sono io! Quello è il mio fratello scemo, poverino…
Insomma mi vergogno, mi sento come il porcospino che attraversa la strada e vede i fanali della macchina e resta di sasso e si chiude a riccio.
Così il ragazzo dall’aria simpatica si mette a ridere e fa: Sì io tutti i giorni leggo lavitaistruzioniperluso! Poi ho curiosato su internet e sapevo dei vostri concerti e pensavo che questo era il più vicino. Così siamo venuti, sai, da Pinerolo…
Beh, ragazzo di Pinerolo, sappi che ho sudato molto in quel momento.
Ma mi ha fatto anche un gran piacere: grazie! Spero il concerto sia valso il viaggio. Se ti facevi conoscere prima ti facevo anche lo sconto sul ciddì. Cioè, intendiamoci: due o tre euro, cos’hai capito? Siam pur sempre genovesi. E basta là, neh?
[Ancora qualche giorno di mare pigro e lettura e poi Milano. Lunedì torno al lavoro, damn!]