La vita istruzioni per l'uso - article - Pupi

il blog di ubu

Pupi

Dov’eravamo rimasti?
Ah, già: le vacanze.
E’ vacanza quando non sai più che ore sono, quando a stento ti ricordi che giorno è, quando alla domanda “programma di oggi?” si voltano a guardarti come se fossi impazzito. Il programma è: non c’è programma. E ci mancherebbe altro.
Così mi sono appena lasciato alle spalle una settimana di musica (il solito nostro concerto) e di giorni ultrarilassanti con amici che non vedevo da tempo e piacevolmente ritrovati. Ho fatto amicizia con una pupa di due mesi esatti, e ho letto tutto il Don Chisciotte. Del resto ho mangiato e dormito come un Sancho Panza.
Che poi non è vero che ho fatto amicizia con la pupa, diciamo che lei mi ha sopportato.
Scena madre: papà e mammà vanno a farsi il bagno. Macubu con compare di sventura viene lasciato in compagnia dell’esserino: Datele un’occhiata, torniamo subito.
L’essere che fa? Si mette naturalmente a frignare. All’inizio è solo un mugolare sommesso, un dimenarsi e fare strane facce. Gesticola, scalcia, tende le mani in avanti. Sta per esplodere. Io e P. ci guardiamo, a un passo dal panico. Macubu ha l’illuminazione risolutiva: Vuole essere presa in braccio!
Così allunga le mani e la tira su. Illuminazione risolutiva sto cazzo: la bimba mi esplode in braccio a pieno volume. E’ un boato a seimila decibel! Come fa una cosa così piccola a contenere tanto suono? Qua e là due o tre signore (mamme?) si alzano a guardare. Io cullo disperatamente la sirena antiatomica che tengo fra le mani: e mi abbandono al panico. Aiuto!! Aiuto! dice anche P. saltando di qua e di là: E adesso? Tutto lo stabilimento ci guarda con sospetto evidente o con altrettanto evidente divertimento: siamo Scemo & Più scemo alle prese con un neonato. Proviamo le faccine ridicole, le vocine pacioccose, le coccoline, i buffetti, tutto il repertorio patetico degli adulti in questi casi senza risultato: ho in mano tre chili scarsi di totale, irredimibile, terrificante insoddisfazione. Che cazzo facciamo!?
Fortuna che il pianto dei bimbi viaggia su frequenze acutissime: da oltre gli scogli i genitori hanno sentito il richiamo e stanno tornando. La bimba si calma, e soprattutto ci calmiamo noi.
Torno al mio asciugamano scornato e insoddisfatto: non tanto per le urla e la figuraccia, ma perché una bimba che ti piange in braccio esprime, in fondo, un rifiuto. E i rifiuti fanno male, anche quelli minimi come questo.
Uff. Lasciatemi al mio Don Chisciotte che è meglio. Le avventure grottesche preferisco leggerle, mica viverle in prima persona.

[Oh, e poi, detto fra noi: ma che scena divertente sarebbe stata fare interagire Don Chisciotte con un gruppo di bambini? Mettere a confronto la lucida follia del cavaliere errante con l’altrettanto lucida disponibilità dei bimbi al gioco. Soprattutto sapendo quanto i bambini hanno perfettamente dentro di sé l’idea di cosa sia normale e accettabile e cosa no. Quanto sarebbero stati disposti a seguirlo nelle sue idee balzane e quando invece avrebbero cominciato a prenderlo a sassate? Mi sembra una scena gustosa, ricca di spunti. Pronto, señor dottor Cervantes? Mi sente? Guardi che è un suggerimento niente male, mi creda. Vabbè, non mi ringrazi, glielo cedo gratis, via. Faccia sapere poi se le è piaciuto.]

Macubu -   -  9 agosto 2005, 08:45
  1. ben tornato!
    09/08/2005 21:32