Sto leggendo un’interessante storia della notte nell’età moderna, ovvero fino alla rivoluzione industriale quando la notte smise di essere quel pozzo di oscurità nera che terrorizzava i nostri antenati europei.
Ironicamente mi capita di leggerlo alle cinque di mattina, forzatamente sveglio per via del caldo, del rumore della strada di fuori (dovendo tenere la finestra aperta) e della luce dell’alba o dei lampioni. Altro che buio e silenzio.
Una volta la notte faceva paura davvero: fosse ancora così! Invece ‘sti stronzi di motociclisti mi sgasano con la marmitta rotta proprio sotto la finestra alle tre del mattino. Ho i nervi a pezzi.
Povero, povero Marcel. Forse una madeleinette lenirebbe il suo dolore.
è per quello che la notte fa ancora paura…
Pazza, genovese, avara. Con un condizionatore dormiresti, invece di farci il Braudel di quart’ordine dalla finestra aperta.