Trascinato a una tavola rotonda sul futuro della tv, tavola rotonda a cui avrei volentieri rinunciato, ascolto impassibile i vari relatori (fra cui il mio cliente) mentre imbastiscono lunghi discorsi su palinsesti, interattività, programmi on demand, pubblico, eccetera eccetera. L’ascolto è difficile perché fa caldo, e perché le seggioline di plastica disegnate da Philip Stark mi fanno scivolare lentamente in avanti, impedendomi di appisolarmi placidamente, come sarebbe giusto.
Di tutti i discorsi fatti (fra cui quelli terribilmente snob di Aldo Grasso) ci sono due cose che mi hanno colpito, e ora ve le snocciolo.
Innanzitutto è pacifico che nel futuro l’aspetto interattivo nella visione della tv sarà sempre più dominante, ovvero sempre di più la gente sceglierà cosa vedere e quando, non ci saranno più palinsesti, ma offerte di programmi, ventagli di possibilità. Sarà come avere in salotto lo scaffale di blockbuster da dove tirar giù quello che ti va di vedere. E fin qui niente di nuovo.
Ma non mi ricordo più quale relatore ha fatto una riflessione interessante: è vero che sarà così, però è difficile che la tv generalista in chiaro come la conosciamo oggi muoia in tempi brevi, e non solo per la resistenza alle nuove tecnologie, ma anche perché la gente guarda la tv per poi parlarne con altri, ovvero per vivere in diretta quello che vivono i vicini di casa, gli amici, e così via. Insomma, per sentirsi parte di: la tv come collante sociale.
Quando sono in macchina e ascolto la mia musica a volte tolgo il cd e accendo la radio per sapere quel che succede intorno a me, per sentirmi collegato con il mondo e non escluso, isolato nella mia bolla. Lo stesso fanno tante persone, soprattutto anziane, quando guardano la tv. Vedersi un film on demand non dà la stessa sensazione e ti toglie un argomento di conversazione, seppur triviale.
Era un aspetto a cui non avevo pensato.
L’altra riflessione è che guardare solo quello che ti piace esclude di per sé la possibilità di trovarsi di fronte a qualcosa che non sai cos’è ma che poi scopri che ti piace. No serendipity, come direbbero forse gli ammericani. Quante volte accendiamo la tv distrattamente per poi fermarci a guardare qualcosa che ci interessa e che altrimenti non avremmo visto mai? Se la tv diventasse solo un menù da cui scegliere, questa possibilità morirebbe. Ed è uno dei motivi che spingono le persone ad accendere la tv: il vediamo che c’è...
Una possibile soluzione sono quei motori di ricerca video (in sviluppo in varie parti del mondo e più avanzati di questo) che alla fine potrebbero ricreare lo stesso effetto, come fa Google quando ti spedisce su siti strani, trovati per caso in mezzo alle altre cose che stavi cercando.
Poi si sono fatte molte parole, si son detti molti numeri e anche qualche stronzata. Dopodiché si è passati finalmente al buffet e lì gli argomenti erano assai più interessanti.
Tanto per cominciare dei buonissimi straccetti di cavallo con rucola e mozzarelline, poi c’era un ottimo pesto alla genovese, una torta salata interessante, un budino al cioccolato con macedonia e poi… (si allontana ingozzandosi e parlando a bocca piena.)
Lei mangia carne di cavallo? Ma complimenti!
Immagino sappia macellarlo alla perfezione senza battere ciglio. Ma no, che dico? Nel suo cortile non ci sono cavalli macellati, solo buonissimi straccetti con rucola e mozzarelline. Tutt’altra cosa. Come non detto.
Non essendo vegetariano, non vedo che differenza ci sia fra un maiale, una vacca, un pollo o un cavallo ucciso e cucinato.
O tutti o nessuno. A proposito, lei è succulento, sig. Pedraz?
la tv generalista non morirà MAI.
Remember!
E’ vero, mal.
Nel bene e nel male, non ce ne libereremo mai.
O tutti o nessuno? Allora màgnate pure li sorci, a’ coso. S’è magnato Furia, s’è magnato
cos’è sta improvvisa difesa del cavallo?
La carne di cavallo fa benissimO. E viene macellata in maniera né più né meno cruenta di quella degli altri (buonissimi) animali.
***Forse le contesatrici qui sopra amano molto i film porno??
Sto gia’ roteando la borsetta.
Lo sapevo che, aprendo i commenti, avrei trovato qualcosa sulla carne di cavallo: quando dico che mio nonno era macellaio equino, di solito mi arriva uno sguardo tra la commiserazione e l’orrore (manco fossi la nipote di Pacciani).—-
L’immagine della TV come argomento di conversazione mi ha richiamato questo episodio.
Primavera 2003, allora vivevo in una casa di ringhiera (tutti gli appartamenti affacciati su un cortile, anziani a piede libero affaccendati a chiacchierare).
Si guasta l’antenna condominiale: dopo i primi momenti di panico, una volta rassicurati sui tempi di riparazione, gli anziani se ne stanno muti come pesci. Fino a quando l’antenna è stata sostituita, e con una più potente. Allora il silenzio è stato sostituito da manifestazioni di giubilo. E poi si è ritornati al cicaleccio di sempre.