Che poi è un titolo che si presta subito a scurrili giochi di parole, ovviamente assai fuori luogo su questo blog…
No, è solo che a quest’ora sono ancora al lavoro, essendo inciampato nell’ennesima sòla. Così resto qui aggrappato alla tastiera del portatile, mente la mente fantastica di dimissioni sbattute sul tavolo e fughe verso luoghi meravigliosi che non possono esistere.
A proposito di posti meravigliosi però, questo weekend sono stato dalle parti della Val di Taro, una di quelle zone dall’aspetto ancora quasi selvaggio. Particolarmente bella la strada che porta verso il mare e che si arrampica su per l’Appennino verso il passo del Bocco. Da lì, dove l’aria è frizzantina, si spalanca il panorama sul mare, luminoso laggiù lontano, e si scende verso Chiavari attraverso paesini aggrappati alla costa dei monti come le patelle allo scoglio.
Un weekend di ottime mangiate vegetariane, grandi prati verdi, e le mie solite prove musicali.
Tutte le cose belle, però, finiscono con un’autostrada per Milano.
belle zone si… :)
mi sento di consigliarti anche l’adiacente val di vara, che si inerpica sopra sestri levante fino al passo di cento croci, valico di frontiera con l’emilia.
la vallata vanta un borgo medioevale (varese ligure), un paesino abbandonato in cui vive una singola vecchietta con mucca (porciorasco), cavalli (ovunque), falchi, volpi e cinghiali (qua e là).
insomma un luogo ameno, che si fregia tra l’altro del titolo di “valle del biologico” (cosa di cui, diciamocelo, non ci fregherebbe granché se non fosse per la rassicurante sensazione che colà ci si possa abbuffare senza ritegno di formaggette, salumi, pansoti e torte salate senza prendere un etto e anzi facendo solo del gran bene al proprio organismo metropolitano. senzazione, ho detto sensazione…)
maccome, eri dalle mie parti!!!