Io ho votato.
Domani comincerà il solito carosello delle interviste, dei pareri, delle interpretazioni del voto, del suo significato, di che cosa vogliano gli elettori, eccetera eccetera.
Diranno che pur senza aver raggiunto il quorum non si può comunque non tener conto del voto di milioni di italiani e via così, come tutti possiamo immaginare.
Sul significato del voto altrui io, che sto alla politica come una patella sta all’oceano, non faccio commenti. Ma sul significato del mio voto (a prescindere da quello letterale della risposta al quesito referendario) non ho dubbi.
E’ un messaggio rivolto ai vari Benedetti e Camilli et similia: Alla larga! Giù le mani dalla mia vita e dallo Stato e perdio imparate a farvi gli stramaledetti cazzi vostri.
direi di sicuro che lo spirito del tuo post non mi sia alieno… tuttavia non sono così sicuro che sia ragionevole lasciar gridare ai quattro venti la propria opinione ad una fazione soltanto… Benedetto, Giovanni e gli altri hanno in effetti anche loro un tono di voce non proprio sussurrato, ma mi pare che, se non altro, a loro si possa accordare – in genere – una certa indipendenza di pensiero (almeno dalle multinazionali farmaceutiche e dalle “cose terrene”). Io li lascerei gridare, voce tra le voci… chissà che poi in tutto quel frastuono ciascuno non finisca per ascoltare la propria intelligenza invece che quella altrui!
E poi, letteralmente, non sono ancora del tutto convinto che si tratti solo della MIA vita… ma ho tempo fino alle 3, no?
un abbraccio!
proprio un gran menefreghismo.
io ero a messa e non ho votato, mi perdonerà la scienza?
E comunque, il riassunto migliore l’ha fatto Labranca: non avrei potuto dirlo meglio.
Paese di merda.
Avevi anche questa giornata di tempo per votare, Klaus.
Io cattolico, oggi mi vergogno.
ti dò un bel 10 e lode.
ciao.
Ma temo che la situazione non potrà che peggiorare…