La vita istruzioni per l'uso - article - Libresco

il blog di ubu

Libresco

Siamo lì sullo scoglio e dice: ma leggi sempre!
Rispondo: è vero, sono andato in vacanza con un libro e avevo dietro anche un amico. Che poi non ho cagato.
E' che quando vi capitano romanzi come Middlesex nemmeno il mare cristallino e i panorami mozzafiato riescono del tutto a farvi dimenticare che avete lasciato da soli i vostri personaggi preferiti e che avete voglia di leggere le loro storie ancora, dovunque e possibilmente subito.
Macubu -   -  7. giugno 2005, 01:08
  1. giu 7, 01:12
     

    Sono un ansioso, è accertato. “Posted 3 minuti fa” mi tranquillizza molto rispetto a quel “Posted 6 giorni fa” di prima.

  2. giu 7, 10:13
     

    Vero! Libro bellissimo. L’ho scoperto al Festivaletteratura nel 2003, quando Eugenides (che lui stesso ha spiegato si pronuncia “iuginidis”, mica con la pronuncia da liceo classico che ci aspetteremmo noi) lo ha presentato. E lui è pure simpatico. Un resoconto dell’incontro e delle sue parole lo si trova qui http://mindstylemagazine.com/it/update2.htm, alla voce “Jeffrey Eugenides” in basso a sinistra.

  3. giu 7, 17:46
     

    Oh se mi piace. Che poi io iuginidis l’ho “conosciuto” con “The Virgin suicides”, rimanendo molto colpita dalla sua capacità narrativa. Da tutte le domande che alla fine ti si disegnano davanti, senza risposta. Per questo ho comprato Middlesex. Ora che so del tuo gradimento, non mi resta che leggerlo.

  4. Bulimix
    giu 7, 18:23
     

    Ho letto anch’io, bello. Anche se c’è qualcosa che si inceppa, un granello di sabbia nelle ali, che fa si’ che non me lo ricordi come una gran lettura. Te comunque sei una rinomata merda. Voglio dire, per forza che quello poi si scatena nei commenti. Lo porti in Croazia (che gia’, dico, almeno un paese civile, niente), non ci trombi e lo lasci su uno scoglio al sole e ti metti a leggere.
    Gesu’
    E becchi recensioni doppie sui blog di ambigui personaggi

  5. Bulimix
    giu 7, 18:32
     

    Pero’ poi dicono, la letteratura non conta un cazzo. Mi han proposto un viaggio in Turchia l’anno scorso, e io, fresco di Eugenidis, gli fo: sei pazzo?

  6. stan
    giu 8, 10:32
     

    Giusto un paio di chiarimenti per salvare quel briciolino di amor proprio che – ahimè – non sono ancora riuscito a barattere con fama, successo e gloria. Macubu non mi ha “portato” in Croazia. Al limite, ma proprio al limite, il contrario. Per cui se c’era qualcuno che “aveva dietro” un amico, quello era il sottoscritto (anche se in effetti a volte mi è sembrato di “avere dietro” un libro). Se poi davvero il mio buon amico Ubu, dopo un viaggio di 5 giorni e 1500 chilometri, si portasse a casa soltanto il ricordo di una buona lettura, lo compiangerei sinceramente per i 200-300 euro scioccamente spesi. Preferisco pensare che, per il nostro, rinchiudere la recensione di un viaggio nella recensione di un libro sia semplicemente una tentazione snob-chic troppo forte per subordinarla al cameratismo, che pure non gli manca. Se così non fosse, e Macubu perseguisse realmente l’utopia titanica di una vita che imita l’arte, gli ricordo con Woody Allen che, spesso, la vita si trova poi a imitare la cattiva televisione. Quanto all’uso per me misterioso della parola “trombare”, faccio presente che Macubu esercita il suo talento musicale in un quartetto vocale, non in un ensemble di fiati.

  7. giu 8, 10:43
     

    Ma che commentino in punta di forchetta… A Stàn, mavvaff…
    (Sappiate che ogni volta che ci vedono insieme tutti dicono a me e a quest’altro che sembriamo Sandra e Raimondo.)

  8. giu 8, 19:34
     

    Secondo me Middlesex è un libro furbetto e almeno 150 pagine troppo lungo. Sacrificargli il godimento del mare (istriano o dalmata che fosse) dovrebbe essere passibile di punizione severa per cui invito Stan a provvedere secondo suo giudizio. Sacrificargli poi un viaggio in Turchia…no comment

    Il fidanzato di Mark

  9. pedraz
    giu 9, 12:54
     

    “Aveva fallito, punto e basta. Era giusto riconoscerlo.
    Così Pedraz s’attaccò a caso all’ultimo post, che stranamente proponeva come fosse una novità un libro vecchio come il cucco,
    e parlando in terza persona senza un particolare motivo si dichiarò battuto.
    Malgrado l’impegno quasi quotidiano, non era
    riuscito nel suo intento: la fatidica domanda
    “ma perché ce l’hai tanto con me?”, non era mai uscita dalla tastiera del bloggaro.
    Mai, anche quando gli era sembrata imminente.
    Stanco e sconfitto, se ne andò per sempre.
    La vita era la vita, e le sue istruzioni erano sempre troppo complicate.”

  10. giu 9, 16:26
     

    No dai pedraz. Niente di più triste di un troll (sia detto con affetto) che dice addio…

  11. giu 9, 18:59
     

    “Sono nato due volte: bambina, la prima, un giorno di gennaio del 1960 in una Detroit straordinariamente priva di smog, e maschio adolescente, la seconda, nell’agosto del 1974, al pronto soccorso di Petoskey, nel Michigan”

    Bello. Bello. Bello. :)

    Consiglio per riappacificarti con Stan?
    Passaglielo.

    (Spero solo di non esserti sembrata invadente..)

    Un saluto a Sandra e Raimondo.. ;)

  12. giu 10, 01:10
     

    Sarà, ma a me è venuta voglia di leggerlo…

  13. tato
    giu 10, 16:22
     

    I love Pedrazz…

  14. pedraz
    giu 10, 17:05
     

    Ennò, perdìo. Malgrado tutto, uscire dal gioco così non era da lui. Sì, va bene, non era ancora riuscito a farsi fare la Domanda e il bloggaro scivolava via come una saponetta, ma non poteva mollare così, facendosi dare del troll con un affetto tra parentesi di cui non sapeva che farsene. “Niente di più triste di un troll che dice addio..” aveva scritto l’indecente, dimenticandosi che di ancor più triste c’è un new troll che dice addio a sanremo, oppure uno che gira con un diapason in tasca.
    No, avrebbe continuato la sua missione con ancora più determinazione e più cattiveria, anche a costo di deviare il big torrent con le sue mani. Perdìo.