Lui sostiene: anche se dici stirèr la chemise in zona francofona alla fine la camicia te la stirano, giacchè in realtà si direbbe repasser. Già. Ma a lui gli è andata bene.
Poteva succedergli come a me quella volta in Val d’Isère. Son lì a sciare con amici e un giorno mi viene un po’ di raucedine, di infiammazione in gola. Dopo le piste vado con la mia amica Ale in farmacia. La farmacia è affollata. Pieno di gente così, ci sono solo due commesse e un dottore a servire tutti.
Quando finalmente arrivo al bancone e tocca a me, mi indico la gola e dico: Pardon: j’ai mal à la gueule.
Per un attimo la ragazza resta perfettamente immobile, forse trattiene il respiro. Poi – ma è un attimo – la mascella non le regge, le si sfalda il volto mentre le guance si riempiono d’aria ed esplodono in fuori: la risata, proprio perché compressa, le scuote tutto il busto. Si appoggia con la mano al bancone e mi fa cenno con l’altra di aspettare un secondo. Il fatto che cerchi di riacquistare compostezza le fa onore, ma è più forte di lei, non gliela fa… lentamente si accascia sul bancone con tutte e due le mani. Cerco di restare impassibile. Adesso è sdraiata sul bancone con tutta la pancia e sghignazza vergognosamente con le lacrime agli occhi.
Un minuto dopo ha rinunciato a cercare di darsi un tono: spiega alla collega l’accaduto, ma le riesce difficile per via dei singhiozzi. Due minuti dopo stanno ridendo con le lacrime agli occhi tutte e due, mentre la mia commessa fa dei gesti con la mano come a dire, scusa, scusa non voglio ridere di te ma non ce la faccio. Ha una risata trascinante, non c’è niente da fare, lentamente ogni conversazione in farmacia si spegne, tutti si voltano verso di noi.
Cinque minuti dopo stanno ridendo le due commesse, il dottore, e tutti, indistintamente tutti i clienti della farmacia, dietro e di fianco a me.
Io e la mia amica ci guardiamo. “Credo si dica gorge” sussurra lei, in colpevole ritardo.
E’ un po’ come se Macubu fosse entrato in farmacia e avesse detto “mi fa male il musoâ€, o “mi fa male il beccoâ€.
Però “mi fa male il muso†non rende ancora l’idea, perché gueule è comunque espressione piuttosto volgare e abbastanza ‘forte’. Ta gueule! poi è davvero volgare.
“Mi fa male la fognaccia†potrebbe dare l’idea? Ma comunque di sicuro il potenziale comico dev’essere scaturito dal contrasto fra l’espressione e la mia faccina timida. Fossi stato al posto della ragazza, sapendo il francese bene, credo che sarei morto dal ridere anch’io.
A me è capitato di andare a Brindisi e dire ad alta voce “HO VERAMENTE UNA GRAN VOGLIA DI PIZZA†e con aria piuttosto decisa. Peccato che a Brindisi la parola “Pizza†è utilizzata per indicare volgarmente il pene.
Non sarebbe poi così drastico o ingiusto, considerando che siamo nel 2005 e che Mac Ubu non è Fernandel.
Se non fosse per quel sottile disturbo, quel plafond sempre presente nei lavori di U.B., che ancora una volta cerca di condurci nelle pieghe di una psiche devastata, in questo caso quella di un uomo che vede vacillare ogni sua certezza di fronte alle risate di un farmacista.
Per una volta, il titolo italiano “Falsi amici†suona più coerente con la vicenda rispetto all’originale †La gorge en feuâ€.
Per amanti del genere, ma non indispensabile.
Non c’era nessuno intorno, per fortuna.
Un po’ difficile che fraintendesse, mettiamola così.
A’ ma’ perdonami, ma io ci rido ancora 40 anni dopo