La vita istruzioni per l'uso - article - Falsi amici

il blog di ubu

Falsi amici

Lui sostiene: anche se dici stirèr la chemise in zona francofona alla fine la camicia te la stirano, giacchè in realtà si direbbe repasser. Già. Ma a lui gli è andata bene.
Poteva succedergli come a me quella volta in Val d’Isère. Son lì a sciare con amici e un giorno mi viene un po’ di raucedine, di infiammazione in gola. Dopo le piste vado con la mia amica Ale in farmacia. La farmacia è affollata. Pieno di gente così, ci sono solo due commesse e un dottore a servire tutti.
Quando finalmente arrivo al bancone e tocca a me, mi indico la gola e dico: Pardon: j’ai mal à la gueule.
Per un attimo la ragazza resta perfettamente immobile, forse trattiene il respiro. Poi – ma è un attimo – la mascella non le regge, le si sfalda il volto mentre le guance si riempiono d’aria ed esplodono in fuori: la risata, proprio perché compressa, le scuote tutto il busto. Si appoggia con la mano al bancone e mi fa cenno con l’altra di aspettare un secondo. Il fatto che cerchi di riacquistare compostezza le fa onore, ma è più forte di lei, non gliela fa… lentamente si accascia sul bancone con tutte e due le mani. Cerco di restare impassibile. Adesso è sdraiata sul bancone con tutta la pancia e sghignazza vergognosamente con le lacrime agli occhi.
Un minuto dopo ha rinunciato a cercare di darsi un tono: spiega alla collega l’accaduto, ma le riesce difficile per via dei singhiozzi. Due minuti dopo stanno ridendo con le lacrime agli occhi tutte e due, mentre la mia commessa fa dei gesti con la mano come a dire, scusa, scusa non voglio ridere di te ma non ce la faccio. Ha una risata trascinante, non c’è niente da fare, lentamente ogni conversazione in farmacia si spegne, tutti si voltano verso di noi.
Cinque minuti dopo stanno ridendo le due commesse, il dottore, e tutti, indistintamente tutti i clienti della farmacia, dietro e di fianco a me.
Io e la mia amica ci guardiamo. “Credo si dica gorge” sussurra lei, in colpevole ritardo.

Macubu -   - 24 maggio 2005, 01:06
  1. 24/05/2005 10:02
     

    ho riso meno perché non capisco una mazza di francese: il dizionario a cui hai linkato per me è incomprensibile. che roba è sta gueule?

  2. 24/05/2005 11:08
     

    già, che cos’è?

  3. 24/05/2005 11:26
     

    Gueule è sia la bocca degli animali (carnivori) sia la bocca umana ma in forma gergale. Con gueule vengono infatti costruite molte espressioni gergali, la più frequente delle quali è “ta gueule!”, ovvero “chiudi il becco!”.
    E’ un po’ come se Macubu fosse entrato in farmacia e avesse detto “mi fa male il muso”, o “mi fa male il becco”.

  4. 24/05/2005 11:33
     

    Sapevo che languefranche mi sarebbe venuto in aiuto.
    Però “mi fa male il muso” non rende ancora l’idea, perché gueule è comunque espressione piuttosto volgare e abbastanza ‘forte’. Ta gueule! poi è davvero volgare.
    “Mi fa male la fognaccia” potrebbe dare l’idea? Ma comunque di sicuro il potenziale comico dev’essere scaturito dal contrasto fra l’espressione e la mia faccina timida. Fossi stato al posto della ragazza, sapendo il francese bene, credo che sarei morto dal ridere anch’io.

  5. 24/05/2005 11:50
     

    E poi scusa MacUbu, non capisco. Sicuramente sapevi cos’era una gorgiera. Proprio non credo che tu non abbia mai desiderato indossarne una. (volevo linkare questo quadro ma non ci riesco) UPDATE: corretto da macubu!

  6. 24/05/2005 11:58
     

    Dalla definizione del dizionario ho immaginato volesse dire “muso” o “becco”, però credo che sia anche legato a qualche espressione idiomatica o qualche equivoco.
    A me è capitato di andare a Brindisi e dire ad alta voce “HO VERAMENTE UNA GRAN VOGLIA DI PIZZA” e con aria piuttosto decisa. Peccato che a Brindisi la parola “Pizza” è utilizzata per indicare volgarmente il pene.

  7. 24/05/2005 13:54
     

    Per la cronaca, io il francese mica lo so.

  8. pedraz
    24/05/2005 16:00
     

    Si sarebbe tentati dal liquidare questa pellicola come l’ennesimo esempio (neanche tanto riuscito) della tipica commedia degli equivoci francese.
    Non sarebbe poi così drastico o ingiusto, considerando che siamo nel 2005 e che Mac Ubu non è Fernandel.
    Se non fosse per quel sottile disturbo, quel plafond sempre presente nei lavori di U.B., che ancora una volta cerca di condurci nelle pieghe di una psiche devastata, in questo caso quella di un uomo che vede vacillare ogni sua certezza di fronte alle risate di un farmacista.
    Per una volta, il titolo italiano “Falsi amici” suona più coerente con la vicenda rispetto all’originale ” La gorge en feu”.
    Per amanti del genere, ma non indispensabile.

  9. 24/05/2005 16:08
     

    ho riso anch’io: la risata della ragazza è contagiosa anche qui, raccontata così bene.

  10. 25/05/2005 01:51
     

    A me capitò una volta a Londra, di dover prendere aspirine e pastiglie per la gola in una farmacia su Oxford Street. Convinto com’ero che tutti i malanni si indicassero con il suffisso -”ache”, come headache, chiesi “something for a throatache”. La commessa inarcò un sopracciglio, mi squadrò con un’espressione che poteva benissimo significare “il solito turista ‘gnurant”, e rispose, acida: “a sorethroat”. E mise sul banco l’equivalente inglese delle Benagol.

    Non c’era nessuno intorno, per fortuna.

  11. 25/05/2005 19:23
     

    Io, da bravo meridionale, ero lì che mimavo la scena alla tipa della reception, con tanto di camicia ammappeciata (that’s in immonde condizioni dopo un viaggio disastroso for you, folks) sbandierata davanti alla tipa..
    Un po’ difficile che fraintendesse, mettiamola così.

  12. Bulimix
    26/05/2005 11:09
     

    Beh va be’, posso trovare nei miei ricordi mia madre che dice agli ospiti francesi, proponendo un piatto di arrosto: “Voulez-vous de la cairne?”
    A’ ma’ perdonami, ma io ci rido ancora 40 anni dopo

  13. 26/05/2005 12:26
     

    La cairne non è male, devo ammettere…