Ho portato un’amica americana (mia ospite in questi giorni) a casa di amici a vedere la finale di Sanremo tutti insieme. Le ho detto: vedrai l’Italia nazionalpopolare al suo peggio.
Non avevo idea che lo spettacolo sarebbe stato molto peggio di quanto pensassi, grazie alla provvidenziale ed essenziale diretta dall’aeroporto, con tanto di picchetto d’onore, Presidente della Repubblica, imposizione delle mani, toni sommessi e facce addolorate. (Proprio quella stessa diretta che era stata negata alle dimostrazioni per la liberazione della giornalista in questione.)
Così la mia amica ha visto l’Italia della canzonetta, dell’ipocrisia, della demagogia plateale e soprattutto della noia. Almeno adesso si vergogna un po’ meno del suo Bush.
“Almeno adesso si vergognerà un po’ meno del suo Bush”
Mi sembra un po’ troppo.
il sito su 2001 è FAVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVV makki ti amo
Mi permetto di farle notare che quel molto peggio è stato causato da pallottole americane. Ma forse lei, la sua amica e Bush non ve ne eravate accorti.
Sig. pedraz guardi che qui non si discute della gravità dell’accaduto, né della qualità della persona che ci ha lasciato le penne (e del rispetto che gli è dovuto).
Si discute della decisione di mandare l’arrivo della bara in aereo in tv, per di più in diretta nazionale durante una competizione musicale seguita da 15 milioni di persone.
A me invece è sembrato giusto far sapere a quei 15 milioni di telespettatori, incollati davanti allo schermo per dilettarsi o per schernire con supponenza il così tanto chiacchierato Festival, che nel frattempo succedeva qualcosa di molto più triste e doloroso.
di tutte le cose per cui mi vergogno di essere italiana, sanremo mi par la meno peggio. e ci manca solo di dare ai nostri amici americani un’occasione in meno per cui vergognarsi. in ogni caso, la vergogna non è mai abbastanza.
Questa volta proprio proprio non ti seguo. In tutta amicizia trovo meno irritante, meno offensivo e anche meno scontato il nazionalpopulismo di sanremo dello snobismo di macubu. Ti ricordo che anche i 15 milioni di spettatori sanremesi, anche i 20000 che vanno a trovare Calipari sono una buona rappresentazione della cosiddetta “massa” con cui la sinistra dovrebbe cercare di comunicare, anziché limitarsi a questi sguardi di tenero, paternalistico e insopportabile compatimento radical chic.
“Che schifo il calcio! Che schifo Sanremo! Che schifo il nazionalpopolare! Che Schifo tutto ciò che fa più del 5% di share”. Così sì che si riperdono le elezioni, caro Macubu.
Ben detto Stan.
Certo certo certo. Bravi. Io sono anche snob e il mio tono di voce può essere irritante, ok concesso, chi dice di no?
Ma tanto per cambiare, caro Stan, sei fuori tema: il punto non è tanto il mio snobismo quanto il fatto che mostrare quelle immagini è stato un esercizio di pura retorica, di tremenda demagogia. Cara manu, chi seguiva il festival “con supponenza” era perfettamente informato della tragedia che si era svolta. E sarei stato d’accordissimo a mandare in diretta un servizio simile se la tragedia si fosse verificata durante il Festival. Ma così, quando tutto era successo, quando ormai il nostro agente era già morto, che senso aveva, quale valore aggiunto dava alla vicenda l’arrivo dell’aereo con il corpo a bordo? Era così urgente? Non era una notizia: era un esercizio di retorica: il patriottismo spiegato alle folle. Anzi imposto alle folle.
E la mia amica americana in questo momento è la persona più ferocemente anti-bush che conosco: lasciatemela stare.
Il popolo deve sapere. Il popolo non deve dimenticare. il popolo deve essere più cosciente e più responsabile. E allora che si compri i quotidiani sto popolo. e quando dico quotidiani non parlo ne della gazzetta ne dei famigerati free-press (argomento sul quale bisognerebbe riflettere di più). Il popolo stava seguendo sanremo, voleva cantare, spettegolare e attendere i risultati dei voti. Se al popolo interessa approfondire su quel bravuomo del sisme che è morto (pace e onore all’anima sua) per la sgrena finito san remo mette su rai tre con il tg24 e si guarda i servizi. o si compra un giornale. o lo ruba in metropolitana se non lo vuole comprare. A me sembra che 15 milioni di telespettatori da impietosire fanno comodo soprattutto perché il messaggio ben poco subliminale e molto fazioso è sempre lo stesso: un altro soldato morto per la pace e per la democrazia. Piangi popolo che il giorno della vittoria arriverà.
Vabbe’ così si va avanti all’infinito. Perché a premesse diverse corrispondono diverse conclusioni. L’arrivo della Sgrena, evento di portata e significato nazionali, è stato trasmesso in diretta: è’ arrivata la mattina e hanno interrotto la trasmissione della mattina. L’arrivo di Calipari, evento di portata e significato altrettanto nazionali, è stato trasmesso in diretta: è arrivato la sera e hanno interrotto Sanremo. Qualcuno sennò avrebbe detto: per la TV di Stato è più importante la Sgrena del suo salvatore. Facciamo finta che fosse capitato il contrario: il morto durante “La prova del Cuoco” e la Sgrena durante Sanremo. Qualcuno si sarebbe scandalizzato? Qualcuno si sarebbe opposto all’interruzione della manifestazione canora? Ma forse i più fanatici tra di voi ora sosterranno che l’arrivo della bara è stato programmato in prime time apposta per fare più audience. Così vi fate del male, cari dietrologi. Per me “se è bianco, se è in bottiglia e se in frigorifero, allora è latte”. Non c’è per forza un orco sotto ogni letto.
Qualunquismo? Ok, qualunquismo.
Mi stupisce il tuo stupore, macchino. La televisione a sanremo – spettacolo che io adoro e che ho goduto secondo per secondo – era al suo best di mezzo divoratore. La morte, l’amore, la musica, il sesso, la su mamma maiala? Tutto entra nell’impastatrice ma tu che sei un comunicatore professionale dovresti saperlo, è logica ferrea. E la logica produttiva della tv è quella. Può non piacere, ma è quella. Del resto la frase The Show Must Go On è stata creata nella lingua della tua amica, per dire che il mondo mica comincia da Bonolis. E poi, dai, che c’è di osceno in sanremo? Voglio dire, piu’ osceno del nazionalpopulismo che c’eì da loro o che c’è in germania e dovunque ci sia una tv?
Uomo Bastardo
Dico subito che sono di sinistra, cioè uno di quei radical-chic che perdono le elezioni perchè sputazzano sul popolino morbosetto. Epperò adoro Sanremo e so già Renga a memoria, così, tanto per sbarellare un pò i luoghi comuni di Stan, che così fanno pari e patta con i miei luoghi comuni e non se ne parla più.
Tra uno sputazzo e l’altro, spero di beccare in fronte i due ripugnanti giornalisti che, durante la diretta da Ciampino, hanno ricamato sulla giovane età dei due figli di Calipari con vocetta compunta.
Lo so, lo so, non me lo dite. Perdo le elezioni.
Un conato di vomito m’è preso
quando zappando sul telecomando
a onor del vero, Del Noce contorceva
la splendida Volare di Modugno
Da dietro con un un blues un po’ sfocato
la Zanicchi riportava in la maggiore
l’intera strofa dal vento rapita
Spallucce, Bonolis rimava che “questa è la vita”
Ora ditemi, tanta è la confusione:
era il festival della canzone
o una seduta dell’europarlamento?
L’ho già detto e lo ripeto: guardare Sanremo è come succhiare del vomito caldo con una cannuccia corta. E c’è una linea sottile ma precisa tra il diritto/dovere di cronaca e lo scappellamento demagogico: la maggior parte dei giornalisti italiani, purtroppo, non l’ha mai imparato.
E sì, lo so, perderò le elezioni.
“Il popolo stava seguendo Sanremo, voleva cantare, spettegolare e attendere i risultati dei voti.”
E allora io alle 11 di mattina volevo seguire la ricetta della lepre salmistrata e gli scappellamenti demagogici sull’eroismo del giornalisti d’inchiesta me l’hanno interrotta. Quello che non si capisce è perché se 2 milioni di persone scendono in piazza a manifestare per la pace, allora sono la società civile che fa una scelta responsabile. Se invece 15 milioni di italiani scelgono di guardare Sanremo e non cambiano canale durante l’arrivo di Calipari (ne hanno la facoltà e l’intelligenza, soprattutto se, come dice Holaf “ll messaggio è ben poco subliminale e molto fazioso”) diventano immediatamente popolino morboso sul quale sputazzare. O una massa indefinita, passiva, spugnosa e priva di qualsiasi sensibilità critica, pronta ad assorbire qualunque cosa. Scusate l’insistenza ma quello che mi dà un po’ fastidio è la mancanza di rispetto, di fiducia, di affettuosa curiosità che tanti hanno per le persone. Per quelle della porta accanto, non solo per quelle che vivono a migliaia di chilometri, subendo l’orribile minaccia neocolonial-imperialistic-gendarm-americana.
Stan, ho capito: sei uno di quelli che quando ammirano “le magnifiche sorti e progressive”, e guardano il popolo che avanza gli viene subito la lacrimuccia d’emozione.
Che dire? Sono io a essere tremendamente cinico e sputazzante, o magari sei tu a essere mostruosamente ingenuo?
E comunque finiamola di annoiare tutti: ora attraverso il corridoio e vengo di lì a spaccarti la faccia.
Stan, se ti servono due mani non fare complimenti.
Esistono servizi giornalistici che vengono chiamti “coccodrilli”, altri che battezzerei “carogne”.
E mi sorge anche una domanda: ma se siamo così tanti a perdere le elezioni, perchè poi le perdiamo?
dai macubu, cosa ti costa ammettere che ‘sto giro hai toppato?
non si è vista la rissa in cam. non si vede più niente in cam.
Non posso non citare dal Blog di Lia Celi:
“La dolorosa conclusione del sequestro di Giuliana Sgrena ha pesato sulla chiusura del Festival. Si era perfino ipotizzato di sospendere la manifestazione, ma poi ha prevalso la linea Gasparri, “the show must go An”. Il fatto che il superospite venuto dall’estero fosse la salma di Nicola Calipari non è sembrato affatto di cattivo gusto, “Dopo Hugh Grant – ha confessato Bonolis – anche un cadavere sembra più sciolto”. ”
http://www.liaceli.com/
penso che bisognerebbe trombare di più.
Come si dice in inglese: “vedrai l’Italia nazionalpopolare al suo peggio”?
“You will admire the worst side of folk Italy”
Potrebbe andare come traduzione o è troppo nazional-popolare?
vienimi a trovare :-))
http://kekkamannara.splinder.com
Adorato Macubu,
mi spiace dirlo ma la tua amica americana ha ben poco da rallegrarsi perché, per quanto governato da opportunistiche creature simili a muffe e a licheni, disposte a qualsiasi compromesso pur di mantenere le loro tristi poltroncine, questo paese (e te lo dice uno che è tutto tranne che patriottico) è storicamente e socialmente un milione di volte più evoluto degli stati uniti (durerà poco, visto che l’attuale presidente del consiglio si è fatto ribattezzare gorge berlusbush jr) e mi stupisce che proprio tu, che hai visitato gli states, possa esprimere un giudizio così infondato e qualunquista su questo argomento. L’Italia (e la televisione italiana) della canzonetta, dell’ipocrisia, della demagogia plateale e soprattutto della noia, è un Italia con una storia di democrazia impensabile per l’edonismo americano e quando, quest’estate, una mia amica americana mi disse che gli statunitensi pensano che l’Italia sia un po’ come il terzo mondo, io le risposi che bastava fare un giro per le strade di san Francisco dopo le 18.00 di sera per capire quale fosse il reale livello d’evoluzione dei figli di Colombo. Detto ciò, che l’arrivo del feretro su reti unificate fosse un’orrenda manipolazione mediatica, è indubbio. Ma ti invito a fare un giro sul satellite e guardare un paio di trasmissioni d’oltreoceano e di fare il paragone. PS: io mi sono goduto spassionatamente quest’edizione di Sanremo
Mistotroll, Sieg Heil!
Signor mistotroll, per una volta sono un po’ in disaccordo con lei: gli Stati Uniti hanno le loro belle magagne, ma la loro democrazia data dalla fine del settecento, quando noi ancora stavamo con lo stato della chiesa fra i piedi, i borboni e tutto il resto. E’ la nostra storia di democrazia che è davvero molto recente, e semmai siamo noi che abbiamo da imparare. Negli USA, per quanto sia marcia l’amministrazione Bush, un Presidente che controlla direttamente il 50% delle tv e indirettamente il resto, come sta succedendo da noi, credo sia impensabile. Poi si sa, il governo perfetto non esiste.
tesoro ribadisco, fatti un giro per le strade di san francisco o di los angeles o nelle periferie urbane di sperduti stati del centro. Poi ne riparliamo. Non dico che berluscao sia meglio, jammais, ma ti assicuro che per nulla al mondo farei cambio. Mi tengo il papocchio e l’albertina, ché con la presunta superiorità americana la gente muore di fame o di crack.
o di guerra, o di agguati
adoro essere il tuo troll e la prossima volta che apri bocca giuro che dico a tutti che sei omosessuale
questa cosa dell’omosessualità è così démodé. non è più a la page parlarne.
chissenefrega
Trovo così poco fine parlare di ciò che accade nelle mutande. Una cosa degna di un Ruini.
A prescindere dall’orientamento: ma accade qualcosa nelle mutande? E’ passato del tempo… non ricordo più.
Ecco fatto: si parte dalla politica e si finisce nelle mutande. Oh beh. Domani ci vuole un altro post…
E’ domani: dov’è il nuovo post?
Mi auguro qualcosa di più tradizionale, tipo concerto a Napoli o recensione di un nuovo indispensabile gadget tecnologico.
Gadget? La mutanda elettronica. Presentata al cebit.
Quanta attesa…
Toto-post: il prossimo post sarà
1) Una recensione
2) Un sentimentalismo
3) Un’invettiva
4) La cronaca di un concerto
5) Un’osservazione dell’amica americana
6) Un ripensamento…
Vorrei solo dirvi che io ho trovato decisamente piu’ agghiacciante l’amica americana di Macubu, rispetto per esempio alla greve diretta o al look polpaccio-tricipite-tetta ostentato dalla Zanicchi :-)
Scusa stella, ma te la dovevo proprio dire!
In tutto questo, sono a Pechino e si muore di freddo, con un vento a trenta gradi sotto zero che sembra di essere sulla Corazzata Potemkin…
bacio
Dovremo vergognarci tutti un po per tutto.. non stiamo a ragionare con il paraocchi, o meglio, seguendo degli stereotipi: se sei di sinistra devi fare o dire quello, se sei di destra non andrai di sicuro lì.. Facciamo un po quel che ci pare. Consideriamo la libertà dei mezzi di comunicazione una fortuna così come una fortuna il poter spegnere la tv o cambiare canale