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il blog di ubu

La vita a Venezia

Mi dicono che sono un pazzo, che è scomodissimo, che spenderei un miliardo al mese in deumidificatori, che farei strage di turisti dopo 10 giorni, e io dico sì lo so ma non me ne frega niente, e non sto più a sentirli e insisto nella mia idea: io a Venezia ci vivrei.
Non solo perché è bella, di una bellezza che ti aggredisce come un mal di testa troppo intenso appena sbarchi dall’Eurostar e ti trovi lì, ancora un po’ incredulo, sulla riva del Canal Grande. Non è solo questo. E’ anche per tutto ciò che Venezia ti costringe a essere. E’ l’unica città che conosco che ti obbliga a vivere al suo ritmo. Non si può avere fretta a Venezia: è una follia. Non puoi nemmeno correre, con tutti quei ponti che ti costringono a un saliscendi continuo (è una città crudele con gli anziani). E’ il silenzio che ti sorprende improvviso appena abbandoni Rialto e tutte le zone invase dai turisti: l’atmosfera acustica della città prima dell’avvento del motore a scoppio. E’ perché a Venezia in fondo, oggi come oggi non si produce nulla e si ha l’impressione che vi si faccia solo del lavoro puramente intellettuale. Mi ha stupito il grandissimo numero di librerie, in tutti i sestieri. E’ la città ideale per studiare. Ho guardato i ragazzi della Cà Foscari con invidia profondissima: erano tutti belli, con un tremendo e delizioso accento veneziano, quasi inconsapevoli del privilegio assoluto di vivere e studiare in una città che sembra la Disneyland dell’estetica, la Gardaland della sindrome di Stendhal.

Tutti che dicono ‘decadente’ come se fosse un aggettivo in grado di descriverla, Venezia. E invece a me, nonostante l’abbandono, continua a sembrare una città a suo modo viva, ricca di cose da imparare, di possibilità, di piacevolezze da scoprire.
Mi chiedo se il mio entusiasmo resisterebbe alle prime difficoltà concrete, al primo trasloco fatto coi barconi, all’acqua alta, ai miasmi estivi, alle mandrie di americani caciaroni, a tutto quell’umido. Non sono del tutto privo di dubbi, ma forse sì.
Credo che a Venezia saprei come essere felice. Credo.

Macubu -   -  3 marzo 2005, 10:15
  1. E’ poi una delle città più sicure (a parte i borseggiatori, tutti locali): non incontri mai brutte facce, solo coppie, gruppi di amici, ragazze sole. Nonostante le calli buie e isolate, mi sentirei più sicura lì di notte, che nella stazione della mia città, comunque affollata. Ed è senza tempo: a parte qualche lampione, nulla ti ricorda che sei nel 2005…I love VE
    03/03/2005 18:57
     

  2. >> Mi dicono che sono un pazzo

    Non lo dicono solo a te ;)
    03/03/2005 20:34
     

  3. Il fatto è che ogni volta che visito una città l’entusiasmo della novità mi spinge a dire “vorrei trasferirmici”. Mi è successo sempre, sempre, sempre, sempre. Quasi sempre (nelle città tedesche, ad esempio, non è successo).

    Il fatto è che visitiamo questi luoghi per pochi giorni proprio in cerca della loro bellezza e… naturalmente la troviamo. Aggiungi il disagio della inevitabile monotonia della città in cui trascorri tutti i tuoi minuti…

    Ma la storia che la città condiziona il tuo ritmo è vera e interessante. Quando il finesettimana da Roma rientro a Siena mi sembra di passare il muro di un’altra dimensione: dal caos al silenzio. E mi stupisce sempre, sempre, sempre, sempre. Ed è una sensazione a cui ripenso sempre ogni volta che mi viene in mente di lasciare Siena: ma questa pace chi mai me la darà?
    03/03/2005 21:46
     

  4. anima salva che bello abiti a siena… e io che l’ho lasciata per vivere in una cittá tedesca. è proprio vero gli scherzi del destino
    betty
    04/03/2005 09:07
     

  5. Tutti i miei amici che hanno studiato a Ca’ Foscari sono scappati via da Venezia appena hanno potuto. Le loro motivazioni? Città triste, noiosa, provinciale, culturalmente morta, costosa e gremita dai turisti.
    Peccato: io penso che sia così bella!
    radical
    04/03/2005 14:29
     

  6. Io ti ci vedo vivere a Venezia. Suonare il pianoforte in una soffitta umida, le note che attraversano la nebbia sui canali. E poi ammalarti di tisi… dio, che romantico.
    04/03/2005 21:58
     

  7. La decadenza di Venezia è un’invenzione ottocentesca, tanto quanto la sua tristezza è un’invenzione di Aznavour. E’ però vero che, come osservava Manlio Brusatin, è una città che architettonicamente si è fermata al Settecento. Il che le conferisce quel carattere di miraggio nostalgico, che appare e scompare dietro la bruma della laguna, e che è parte del suo fascino. Quando ci lavoravo come ricercatore, pur vivendo a Vicenza, ne venivo catturato ogni mattina. Dopo un po’ impari le scorciatoie, le calli nascoste non segnate dai percorsi turistici, le osterie dove il quartino di bianco ti costa cinquanta centesimi, e la gente non vede l’ora di attaccare bottone. E’ una città che da’ le vertigini: perennemente in bilico su secoli di storia e arte come i suoi isolotti sulla laguna. E la sera, l’unico rumore che senti è la tv del vicino, e a volte qualche motoscafo in lontananza.

    Non sei l’unico che saprebbe come essere felice, lì. Io non vedo l’ora di tornarci a lavorare – e magari, chissà, a vivere.
    05/03/2005 09:12
     

  8. Io son veneziano e ti dico che quando torno a casa, ci resisto al massimo tre giorni e poi devo scappare. È una città che a chi ci deve vivere non offre quasi nulla: niente cinema (uno solo, un buco), niente bar o locali aperti dopo le otto di sera, nemmeno d’estate (con qualche rara eccezione che proprio per questo diventa sovraffollata e impraticabile), prezzi alle stelle, turisti e mezzi pubblici intasati dodici mesi all’anno, una mentalità sempre più chiusa. È una città a misura di turista e di pensionato, bella quanto vuoi ma di una noia micidiale.
    07/03/2005 20:17
     

  9. Che bello poter vivere a Venezia! Io ci vado spesso come turista del fine settimana, ho trovato un piccolo albergo delizioso, a forza di girare conosco locali economici e simpatici, da un po’ di tempo affitto per tre giorni un appartamento ammobiliato in una piazzetta lontana dal giro dei turisti e sto benissimo! si e’ vero sara’ scomoda ma la perfezione dov’e’? io sono romana e da qualche anno vivo a Firenze, ho vissuto in molte citta’ a causa del lavoro di mio padre ed in ognuna c’era qualcoosa che non andava….ma vivere a Venezia!!..........
    Paola
    15/03/2005 02:24
     

  10. Paola, spara il nome dei locali. E non preoccuparti: se a seguito di una richiesta esplicita come questa, non si può parlare di pubblicità! O sì?
    15/03/2005 03:08