Domani ho un treno da prendere per Venezia. Vado a trovare Noriko, un’amica giapponese conosciuta in america mille anni fa. Adesso lei studia italiano a Venezia, ha una casa lì e vuole ricambiare la mia ospitalità di tanti anni addietro, quando venne a trovarmi.
Frastornato come sono dalle urgenze del lavoro non ho assolutamente realizzato che domani sono in vacanza. Che non ho nemmeno un impegno di quartetto, come di solito capita nelle mie vacanze. Che non ho niente da fare. Tre giorni tutti per me. Non ho realizzato che salirò su quel treno. (Anche se per fare lo sborone ho preso un posto in prima classe.)
Tra l’altro ho anche comprato la guida di Venezia, quella rossa della Repubblica: eccola qui, poderosa, a fianco al portatile. Ma ho voglia di leggerla, secondo te? No, non ne ho. Insomma sarò un turista svogliato, stanco e senza aspettative.
Magari è la disposizione d’animo migliore per farsi sorprendere da una città così.
bentornato, il lupetto ti dona :)