Non me ne vogliano gli amici fumatori, ma bisogna dare atto alla legge Sirchia di averci reso la vita assai più piacevole, a noi che non fumiamo. Sono rimasto sconvolto recentemente da certi locali milanesi letteralmente irriconoscibili, da quando è scattato il divieto: si vedono le pareti! Non c’è la nebbia dentro! I vestiti non puzzano più quando si esce! La fine del mondo è vicina.
Un altro effetto collaterale del superdivieto è che sono diventato molto più intollerante. O meglio, molto più sensibile al fumo: non sentendo più così spesso il puzzo delle sigarette, quando lo avverto adesso mi colpisce con più forza, mi dà ancora più fastidio e sono meno disposto a tollerarlo.
Insomma, amici fumatori, non solo la legge Sirchia vi ha reso la vita più difficile, ma sta trasformando tutti i non fumatori in stracciamaroni ancora più insopportabili di prima.
Però sappiatelo: noi, almeno noi, si sta molto meglio.
e camperete anche di più. insomma, un disastro completo. :P
Non c’è più religione.
Eppure a una festa di un’amica, quanche giorno fa è successo questo: a un certo la musica dei subsonica è andata affievolendosi e la voce di Dani ha gridato “Questa è una casa di fumatori! Tutti quelli che non fumano, per favore, sono pregati di uscire sul terrazzo; il loro alito è troppo leggero”
Con questo post ti sei guadagnato la coccarda della nonna papera, a quando i pratici consigli sulle conserve e sui famosi treni in orario?
Non riesco a capire tutti questi fans del salutismo, non vorrete arrivare sani a ottant’anni? è una perversione, per far cosa poi ? footing nel reparto geriatrico? Bah.
Ha, qualcosa nel tuo tono di voce mi dice che sei fumatore, eh? Dai, su non fare così.
Io penso che si dovrebbero adeguare i locali pubblici, installando aspiratori più potenti. Adesso come adesso questa legge non ha fatto altro che ghettizzare i fumatori che, non dimentichiamolo, contribuiscono ampiamente al refill delle casse di stato.
Sono d’accordo con Macubu. E’ il triste paradosso del proibizionismo: che è odioso ma funziona. Si vive meglio. In un paese nel quale – incazzatevi pure ma era così – si fumava nei corridoi degli ospedali, con la scusa che era fuori dalle stanze dei malati… (a Roma, a Napoli, in tutto il sud)
Eppure c’è chi fuma ancora. In ufficio io sento continuamente l’odore del fumo.
Ma i fumatori più intelligenti ammettono che il divieto li sta costringendo a fumare di meno.
Sì, si vive meglio. Io però vorrei che i bevitori di alcool andassero a bere fuori dai locali quando devono bere, che i mangiatori di pizze con la cipolla se la mangiassero a casa loro, che quelli che parlano ad alta voce al cellulare uscissero dalla finestra, che quelli che indossano dei pantaloni color cachi se li coprissero con un velo pietoso: non se ne può davvero più. Dovrebbero vietare anche di fumare per strada, all’aria aperta, così non potrebbero più circolare nemmeno le automobili. Allora sarebbe davvero un mondo perfetto.
a casa mia si può fumare e sta diventando un circolo molto esclusivo, dove, per ritorsione, non entreranno mai i sostenitori di questa legge.
Mi de-lurko (anche se in ritardo di qualche giorno) per l’occasione,Macubu, per confermarti che mi è successa la stessa cosa: anni e anni di fumo passivo peso accettato senza un briciolo di carattere…e ora sono diventato intollerante, ma soprattutto, sfotto gli amici tabagisti che poveretti lo vedo che ‘gnaafanno proprio..lo so, sono spregevole.
Buongiorno, sono un fumatore intelligente.
Sì, ammetto, da quando c’è il divieto fumo meno. Sono troppo intelligente.
A proposito, macubu, mi spieghi cosa c’è da vedere sulle pareti dei locali milanesi?
Nascita di una categoria: il fumatore intelligente
MarquanTroll, tu sei certamente una persona educata e senza alcun dubbio intelligente. Perciò cerca di vedere il mondo con gli occhi delle vittime: quando ero piccolo, mio padre gettava la cenere nel piatto in cui aveva appena mangiato o nella tazza del caffè. In seguito amici, amanti e conoscenti hanno continuato a farlo per decenni (mi veniva letteralmente il vomito).
In ufficio, negli uffici in cui ho lavorato, c’è stato chi ha fumato per decenni sulle mie camicie e sui miei vestiti. Ad ogni piccola rimostranza, mi sentivo rispondere che ero una checca isterica. Il che è possibile, ma non per quel motivo là. Ad ogni estate mi chiedo perché le sabbia ddelle spiagge italian debba rigurgitare di cicche spente.
Allora delle due l’una: il fumatore o è un sopraffattore o è scemo. Per cui io creo la categoria del fumatore intelligente. Poi in quanto a Sirchia si prepara a muovere guerra a me personalmente, con la sua campagna contro gli obesi. Il punto però è che io non faccio mangiare gli altri.
Sono contento anche io. Un altro aspetto positivo è che il maggior risparmio dei cittadini (derivato dal minore acquisto di sigarette) contribuisca di + allo sviluppo dell’economia (spenderanno per altre cose!!!)
e comunque questo “noi si sta” impersonale…fa molto “toscano”! :-)
AS
A me viene sempre in mente una frase del mio vecchio barista (tradotta dal dialetto reggiano): “smettere di bere? smettere di fumare? smettere di mangiare salumi? E per cosa? Vorrai micca che diventi il morto più sano del cimitero di Coviolo eh?”.
:)
e comunque sono un non fumatore trifolamaroni pure io :P
Caro Signor Bulimix, non se la prenda. Ho solo preso a prestito la sua definizione per prendere in giro il paziente macubu (sto cercando di fargli avere una crisi isterica, una cosuccia tra di noi).
Peraltro, guardi che pur da fumatore le sue osservazioni le condivido, a malincuore ma le condivido. Anche se, a dirla tutta, al di là dell’educazione del buon senso, non mi sento troppo intelligente nell’accorgermi di fumare meno solo perché c’è un divieto.
Allora emaniamo anche una legge contro il sudore. Così poi i vestiti non puzzeranno più davvero.
:)
sono un non fumatore (anzi, ancora piu’ odioso, un ex-fumatore) e penso che con questa legge proibizionista ho perso qualcosa in piu’ di quello che ho guadagnato: un pochino di liberta’ contro un pochino di puzza di fumo sul maglione.
@ bulimix: spiacente di contraddirti, il proibizionismo non ha storicamente mai funzionato, ti sfido a trovare dimostrazioni del contrario
Non sono un fumatore. Avevo benedetto la legge Sirchia. Adesso ho un po’ di dubbi. Nel pub che frequento c’è più luce che a mezzogiorno a Riccione. L’odore acre tipico dei pub è stato sostituito da aromi floreali. Almeno ad inizio serata. Poi è stato sostituito da ogni odore corporale. Passi per i deodoranti uccidiodori da palestra, ma altri olezzi non li gradisco molto…
Fabio
il proibizionismo sule sigarette funziona. Basta guardare all’esperienza ventennale degli USA e a quella nascente italiana. Il punto è che si confonde il proibizionismo totale su una sostanza – le droghe qui o l’alcol negli Usa ai tempi – con il proibizionismo selettivo, quale quello sul tabacco. Questo funziona. Perché in realtà non lede alcun diritto di libertà. Lo sposta nello spazio, da qui al terrazzo. Per Dio :-)
Il problema con il proibizionismo – ciòè, legittimare le maggioranze ad imporre le loro teorie morali o salutiste alle minoranze – è che le dittature del bene tendono a perdere il filo strada facendo.
Quel probizionismo antifumo americano citato con favore qui è arrivato ormai al fenomeno – non raro – delle aziende che licenziano i dipendenti che insistono per fumare solo nel tempo libero, a casa loro.
Il link porta ad una sintesi in italiano e poi alla fonte originale relativi ad un caso recente, ma ce n’è a decine:
http://essentialnews.net/index.php?id=272
Purtroppo, facili maggioranze di benpensanti non ce l’hanno solo con i fumatori. Si “sa” che fa male farsi le seghe, leggere il porno, bere alcool e forse anche caffè. Lo zucchero bianco sarebbe quasi un veleno e la pizza un attentato alla pubblica salute, per non dire delle conseguenze nefaste dell’arte moderna.
Del tema dei “varianti morali” non parliamone neanche. Ragazzi, per un’ottima causa avete chiesto una mano al diavolo.
Lascio con la domandina retorica: I miei connazionali ancora fumatori… Avranno votato per Bush o per Kerry? Pensateci bene prima di rispondere.