Vabbè vi ho risparmiato un post lacrimevole su quanto fosse bella la neve sotto il sole, quindi questo invece ve lo beccate: l’elogio della lampada a basso consumo.
Le avete presenti, vero? Son quelle lampadone complicate, grandi e grosse che pesano molto, costano più delle lampadine a incandescenza e a quanto pare durano dieci volte tanto.
Chiunque vi dirà che il bello delle lampadine a basso consumo sta nel fatto che fanno risparmiare, sono buone per l’ambiente e compagnia bella. E’ tutto vero. Ma quello che piace a me è un’altra loro caratteristica.
Quello che mi piace di loro è la loro lenta accensione. Avete mai provato?
A casa mia gli amici più impazienti quando accendono la lampadina della cucina premono l’interruttore e non vedendo subito la luce lo rispengono, provano due o tre volte: tac! – tac! “S’è fulminata!”.
Magari ce lo vedo solo io, ma qui c’è un pezzetto di quella mentalità da tutto e subito così tipica dell’occidente.
La lampada a incandescenza: calda, sprecona, fuoco di paglia, è occidentale. La lampada a basso consumo, più fredda, riflessiva e risparmiatrice è decisamente orientale.
Tutto! Ora! M’innervosisco, quando mi dicono che la lampada s’è fulminata. “Non è fulminata!” dico subito io, protettivo, “Ha solo bisogno dei suoi tempi.”
E in questa lampadina che ci pensa un po’ su e ha bisogno della rincorsa prima di dare il meglio di sé finisco sempre per riconoscermi.
Così quando rientro in casa, la sera, cammino nel buio fino al lavello e schiaccio l’interruttore e mentre metto giù lo zaino mi godo – con calma – il lento sopraggiungere della luce: la mia piccola alba domestica.
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Sai, la gente è strana prima si odia e poi si ama
cambia idea improvvisamente, prima la verità poi mentirà lui
senza serietà, come fosse niente
sai la gente è matta forse è troppo insoddisfatta
segue il mondo ciecamente
quando la moda cambia, lei pure cambia
continuamente e scioccamente.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo!
non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.
Sai, la gente è sola, come può lei si consola
per non far sì che la mia mente
si perda in congetture, in paure
inutilmente e poi per niente.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
Un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
Non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.
E’ un po’ come accendere la vecchia, romantica candela di cera!
ops! questo commento ha un qualcosa di vagamente…ero.. dicevo elettrizzante