Non è un dottore, ma una dottoressa minuta con forte accento siciliano quella che mi accoglie nella stanzetta. Stila la mia anamnesi. Le dico: guardi che ho la sindrome di Gilbert. “Ah. Beh, ma quella è una cosa ematica, qui non c’interessa. Proseguiamo con la visita per la paleshtra. Si spogli e resti con gli slip.”
C’è un che di disumano nel togliersi tutto davanti a una signora che potrebbe quasi essere tua nonna e restare in mutande. Ti senti come una cavia nella vetrina del negozio di animali.
Si fa la visita. Il responso è che: sono di sesso maschile (ah, toh!), sono alto 178,5, peso 69kg, ho il 52,4% di Acqua Corporea Totale, l’80,3% di Massa Magra e il 19,7% di Massa Grassa, un valore di 4167,80 meq di Potassio Scambiabile e 1567 kcal di Metabolismo Basale, qualunque cosa siano. Sono bradicardico e con la pressione nella norma.
“E’ perfetto, lei può fare quel che le pare e ppure mangiare i ddolci, se le va. Però mi deve bbere di ppiù, ah?”
Quando mi toglie tutti gli elettrodi e mi rivesto penso a tutto quello che il referto della macchinetta non dice: che ho un fisico molliccio à la mozzarella, che ho un tono muscolare da 90enne e, soprattutto in mutande, il sex appeal di una cozza marinata lasciata lì due giorni. Però pazienza.
In giro per la palestra c’è la solita gente che si incontra in palestra, credo. Signore di una certa età che non vogliono ammettere di esserlo, ragazzi dallo sguardo vacuo e perso, qualche bella ragazza giovanissima con le cuffiette e l’aria sfuggente, due bellocci sorridenti e sicuri di sé che salutano tutti e si sentono a casa: devono essere due istruttori. Cioè il nemico.
L’ultima volta che sono stato a un corso in palestra era una lezione di stretching, più di dieci anni fa. Ora dovete sapere che nonostante io risulti ufficialmente in forma l’esame della dottoressa non può mettere in evidenza lo stato agghiacciante della mia elasticità corporea. “Afferrate le caviglie!” diceva l’istruttrice dell’ora di stretching seduta per terra a gambe larghe, mentre si lanciava in avanti all’inseguimento delle sue lunghissime gambe. “Le caviglie?!” rispondevo io, paonazzo, aggrappandomi a fatica alle ginocchia. Il nobel per la pace, la presidenza degli Stati Uniti, il papato, Plutone! Son tutte cose che mi sembrano molto più raggiungibili di una presa salda sulle mie caviglie, da quella posizione. Lei mi guardava con simpatia, persino con un’aria di incoraggiamento. Poi una volta, mentre eravamo per terra sdraiati in una posizione da tortura cinese, di quelle dove devi portare la gamba in su sopra la testa, afferrarla con l’altra mano, farle fare due giri e annodarla intorno al collo, una di quelle robe lì, insomma, mentre trattenevo il fiato per non perdere la posizione, lei mi si affacciò sopra tenendosi la pancia e ridendo così forte che le scendevano le lacrime: “Ma macubu, cosa fai! Sembri caduto dal quarto piano!”
So che quando entrerò nella sala pesi, una sorta di Woody Allen in occhiali, pantaloncini e magliettina aderente, dovrò armarmi di coraggio e sopportare gli sguardi di tutti i palestratoni del quartiere. Oh, beh. Resisterò. E se in dodici mesi non migliorerò vorrà dire che farò un favore all’umanità presentandomi in sala pesi imbottito di tritolo. Troveranno bicipiti, pezzi di silicone e manubri fin dentro i palazzi di fronte, lo giuro.
Comincio sabato, forse.
Ma sarà sempre meglio l’oggi rispetto a domani, quando ti sarà indispensabile la carrozzella.
Poi però le cose migliorano.
2)Direi che in altri post ti sei “venduto” meglio, qui più che di promozione sembri parlare di sconti!
3) Ma non è meglio la piscina che il sudaticcio, l’appiccicaticcio, gli attrezzi unticci lì non ci sono, ma trovi solo acqua azzurra acqua chiara?...
Arrivare a prendere le ginocchia senza mugolare di dolore mi sembra già un notevole traguardo…
Un incoraggiamento
Chiara
è solo questione di costanza.
potrai diventare come costantino.
ehm
ho cambiato idea.
ti consiglio di non andarci.
O al limite correre e sudare di brutto. Correre lungo il Po a Torino..e guardare il mondo che mi passa davanti. C’è un piacere fisico ma soprattutto mentale…...la palestra la sento un po’ opprimente…..be’ ci dirai come va!
Ciao!
Giammario
in bocca al lupo!
O
fammi sapere se sei qua il finesettimana!
In piscina son 10 anni che ci vado, anche se saltuariamente. Rafforza e tonifica tutto il corpo anche se non ti fa venire quei bei muscolazzi da figo.
Per lo meno rilassa
Ora, dopo un anno di inattività, mi sono orientato alla piscina: al secondo tentativo ho fatto 1,2 km – ma in 50 minuti, divisi in ben 6 tranches!!! Insomma…
Tieni duro, penserò a te quando, per la mia incapacità a controllare il fiatone, starò per affogare. Io non mollo… (per ora). Tra un mese ti faccio sapere se sono ancora assiduo. Ciao