Beh, stavolta mia madre non c’entra. Stavolta sono proprio io che ho esagerato.
Dev’essere stata colpa delle fragoline essiccate. Le avete presenti? Sono come i fichi secchi o le albicocche secche. Sono buonissime. Hanno quest’aspetto molliccio che fa un po’ impressione, ma poi a mangiarle sono fantastiche ed è difficile fermarsi.
Sono così buone che vedendole passare, sparate via a ritroso mentre vomitavo abbracciato al water, un po’ m’è dispiaciuto. E’ che non dovevo mangiarne mezzo vassoio, io da solo.
Avrei fatto meglio a non esagerare con nessuno dei piatti messi in tavola ieri dalle frenetiche zie, dopotutto, visto che abbracciato o seduto sul water ci son stato tutta la notte.
Oggi, il 26, sono pallido come un cencio e completamente a pezzi. Per evitare di restare del tutto disidratato mi faccio qualche tè, ma alla sola idea di ingerire del cibo mi sento male di nuovo.
A tirarmi su il morale ci sono le puntate scaricate da internet di Desperate housewives, il serial americano che vi piacerà da matti, e Marescialle e libertini, il nuovo libro di Alberto Arbasino che vi piacerà da matti se siete patiti di opera lirica e di prosa brillante (e spesso tanto straripante di ricordi e associazioni di idee da rasentare quasi l’incomprensibile).
Oh, essere gay naturalmente favorisce l’apprezzamento di entrambe le cose.
Burp.