Ha aperto MUJI. L’amico nemmeno c’è stato, dice che è carino. Peccato solo per le altre 6245 persone presenti nel negozio che gli hanno impedito di vedere i prodotti. Torneremo. Intanto apro il catalogo e ammiro: gli oggetti sembrano tutti splendidi. Poi leggo i testi che sono sparsi qua e là . Cito a casaccio:
MUJI è nata nel 1980. Il concetto base e’ nella produzione di oggetti semplici e poco costosi per la vita quotidiana, attraverso l’utilizzo di un metodo di produzione semplice.
Oppure:
La qualità del divano letto in microfibra con il tappeto di pelo e un cuscino in cotone di organza, portano la morbidezza nuova e la calorosità e la tranquillità all’interno del Vostro soggiorno.
O anche:
I nostri scaffali in metallo, gli accessori e gli scaffali di colore grigio pallido “invisibile”, con un effetto di scomparire sullo sfondo.
Ma dico, il testo dovevano per forza farlo redigere dal traduttore automatico di Google?
E poi lungo tutto il catalogo la lettera è viene scritta sia così, com’è giusto, sia con l’apostrofo: e’ e ci sono un sacco di errorini qua e là . Il risultato è un lavoro alquanto approssimativo.
Potevano darlo a me: veniva approssimativo uguale, ma di sicuro gli costavo un terzo. E come minimo gli evitavo frasi tipo: Lo stuoino per arrotolare il sushi è una nuova aggiunta alla collezione ed è stato un suggerimento ‘kaizen’ di un cliente.
Kaizen?! A chi?
Sicuramente in Italia i prezzi saranno molto più alti rispetto a quelli giapponesi. Come a Parigi o Londra. Qui Muji è considerato come l’Ikea in Europa: cheap and not chic.
Conosco la responsabile della traduzione. Sono abbastanza sicuro che non abbia ricevuto molti soldi per le sue fatiche.
QUALCUNO mercoledì andrà in un CERTO POSTO e non mi ha detto ne crepa né sciopa. mbé???????????? :
Suvvia, non si butti giù in questo modo!
Come sempre, lei è troppo modesto.
Oserei dire che la sua modestia è pari alla freschezza del suo scrivere, ma sicuramente lei giudicherà immodesto darmi ragione.