Insomma che stress! Ultimi due giorni isterici di lavoro con i pezzi che mancano da tutte le parti, le presentazioni che non funzionano, i colleghi che latitano, il capo che smoccola, la testa che svalvola.
Fatemi andare via. Stanotte parto con la Yaris (che continua a segnalare il suo impellente bisogno di essere portata al più vicino centro di assistenza) fino a Genova. E se mi lascia in mezzo a una bufera di neve fra le curve della Serravalle? Bah.
Poi domattina alle cinque partenza per Marsiglia. Da lì par avion verso Algeri, misteriosa città sulle rive di un mediterraneo lontano parente del nostro, medina e suq, labirinto ed esotica fascinazione. Uomini con “gli occhi di vetro scuro” come direbbe De Andrè: un genere che mi piace.
Non vedo l’ora di provare un cous cous, di comprare qualche oggetto, di vedere il teatro in cui canteremo. Mi han detto di non fotografare troppo le aree residenziali o i palazzi del potere perché la polizia s’insospettisce e può dare dei problemi, per il resto tutti quelli che ci son stati mi hanno tranquillizzato. Algeri non sembra essere davvero il luogo pericoloso che abbiamo un po’ tutti in mente. Speriamo bene.
A ogni modo sappiate che vi ho voluto bene. A quasi tutti, almeno.
probabilmente non ci mancherai più di tanto.
Fossi in te partirei con la canon e il ditino ben carichi. E sotto a far foto!
sennò vedrai, gli uomini con gli occhi di vetro…
Una Trenetta d’argento, al massimo.