Signora mia, mi creda: uno non direbbe mai quante cose si possono imparare in una sola giornata.
Per esempio oggi ho imparato che i tortelli di zucca stanno bene con l’amaretto. Anzi è la morte loro. E chi l’avrebbe mai detto?
Poi ho imparato che quella strana striscia bianca che mi hanno dato per abbellire (abbellire?) l’auto nel tragitto dalla chiesa al ricevimento nasconde un sacco di segreti. E cioè che se tiri i due fili all’interno si trasforma in un fiocco. Io volevo arrotolarla così com’era intorno all’antenna: chi l’avrebbe immaginato?
Poi ho scoperto che le tigelle van mangiate tagliate a metà col lardo dentro, mica così a morsi come facevo io, che m’han detto di tutto. E chi lo sapeva?
Poi ho scoperto una stramba luce rossa che lampeggiava sul mio cruscotto.
Io: guarda ‘sta cosa qui. Lampeggia, che vuol dire?
Lei (fruga nel cassetto, tira fuori il manuale dell’auto e sfoglia): Portare l’auto alla più vicina officina autorizzata toyota.
Io: è sabato, siamo in mezzo al nulla e magari verrà la nebbia.
Lei: non c’è da preoccuparsi.
Comunque la sposa era bellissima. Lo sposo invece era un tipo; e questo sì, l’avrei detto.
Oh, dimenticavo: in bocca al lupo ai poveri splinderiani.

bacio, Auro (ps. per il solerte pubblico: anche Macubu era bellissimo…)
E poi, giusto per essere precisi, le tigelle sono modenesi e il ripieno andrebbe fatto con il battuto di lardo ed un cucchiaio di parmiggiamo reggiano… se [ri]capiti da queste parti conosco un posto che è nà favola! :o)