Mercoledì notte la terra ha tremato.
Mavà ? Io non mi sono accorto di nulla, intento com’ero a strafogarmi di goulash con canederli. Si era seduti in buona compagnia alla birreria Forst di Trento, chiacchierando piacevolmente, rilassandoci dopo il concerto. Mai stati a Trento? Andateci, dovreste: è bellissima.
Tornati in albergo abbiam trovato la reception affollata di americani e vari altri stranieri che cercavano rassicurazione con aria apprensiva. Cosa può dire un povero receptionist di albergo per calmare l’ansia di chi ha vissuto un terremoto? Questo imbastiva teorie interessanti sulla distanza fra Trento e la faglia più vicina: “Siamo a più di 40 chilometri di distanza” diceva con aria professionale. In realtà se la rideva sotto i baffi, si vedeva benissimo. Anzi avrebbe voluto che fossero ancora più spaventati.
Per noi invece è stata una trasferta tranquilla senza grandi cose da raccontare, se non che i trentini sembrano essere persone molto molto beneducate. E’ divertente constatare come ogni teatro e ogni pubblico abbiano un carattere, manco fossero un’unica persona.
Alla stazione di Milano sto un’ora ad aspettare al freddo causa ritardo e constato che l’esasperazione è comune a molti.
