Moltissimi commentatori delle elezioni americane appena svolte affermano che il tema della religione ha avuto grande peso sulla scelta dell’elettorato. Questo fatto della destra religiosa che si trasforma in motore politico mi sembra terribilmente speculare all’estremismo religioso dei paesi arabi che diventa engagement politico tout-court con l’annebbiamento dei cervelli verso una presa di posizione aprioristica e indiscutibile, oggetto di fede, non dimostrabile né riducibile a ragione.
Di sicuro saranno in tanti ad averlo notato, ma il fanatismo religioso non sembra un fenomeno dei soli paesi arabi. Forse il burqa è più visibile di un tailleur ma francamente la fanatica che approva i suicidi che si fanno saltare in aria per la causa non mi scandalizza molto più della fanatica convinta che la sua decisione di voto discenda dalla volontà del cielo e sicura che gli Stati Uniti abbiano la sacra missione (e la capacità ) di portare la luce democratica in tutto il mondo.
In God we trust. Sarà .
Io invece, dopo una giovinezza passata negli scout cattolici, dopo anni e anni di messe e persino di ritiri spirituali e menate varie, ho raggiunto in modo piuttosto naturale un tranquillo agnosticismo. Non so se ci sia un dio o meno. Non ci credo, o meglio: non m’importa proprio. Vivo come se non ci fosse.
E la cosa che mi diverte e di cui sono assolutamente convinto è che questo faccia di me paradossalmente un cristiano migliore.
Così come sono assolutamente convinto, e ne faccio oggetto di fede aprioristica e indiscutibile, che se Gesù si trovasse davanti uno di questi neocoglioni tutto fervore religioso e integrità morale lo piglierebbe a sputi in faccia.
scambio tuo medulla (mi fa abb. cagare ma devo averlo)con serie tv (di cui hai letto) in divx se ti garba, in caso lo avessi già omaggiato beh te la do lo stesso.God save the peers.