A quanto pare mia madre è riuscita nell’arduo (per lei) compito di portare le olive a far spremere. Nota bene: lei ha solo condotto l’auto caricata da mio padre fino al frantoio, mica ha maneggiato i pesanti sacchi, figurarsi.
Oggi mi chiama durante una riunione tutta contenta: adesso vuole un nome, le etichette, la registrazione D.O.P. e piccole bottiglie da regalare in giro.
Mi terrorizza.
Ne abbiamo fatto meno di 20 litri: quando le piante saranno davvero a regime cosa vorrà fare? Chi la fermerà ? L’impero oleoso della Signora macubu si estenderà lento, inesorabile e cotonato su tutto il continente?
Nel suo entusiasmo irritante (si comporta come se le avesse raccolte lei, le olive, come se avesse curato lei il terreno. Lei che viene in mezzo al fango coi tacchi e se si china a raccogliere un fiore poi fa il fiatone e crolla esausta sulla chaise longue, guarda caso proprio al sole) mia madre insomma propone come nome Olio d’oro. E’ un nome che mi fa cagare.
Ma lì per lì non me n’è venuto un altro migliore al telefono. Adesso vivo nel terrore che l’abbia fatto stampare in quadricromia in 2 milioni di copie e che aspetti me per attaccarle tutte alle quattro o cinque bottigliette che riusciremo a farne. Mah.
ricordo le alzate alle 5 di mattina con nonno e nonna e via al pilucco gelato di dicembre.
ora tutto matura prima ma l’olio non è più lo stesso. frutta poco. e tutti sanno fare tutto. comunque un paio di dritte telematiche che migliorino il prodotto e non solo l’immagine. ciao. ... e dire che dovrebbero essere le mamme ad insegnare ….
Presentazione_02
International olive oil
Sarà il richiamo delle radici liguri che ci fa scrivere d’oli vari?
Un saluto
un nome migliore. Anche lì per lì.