Ultimamente tengo in macchina un CD con le variazioni Goldberg suonate da Glenn Gould. E’ un caso che sia lì, non è nemmeno mio, l’ho praticamente rubato a un’amica. Fatto sta che adesso risiede nel cassetto della mia auto.
Qualche giorno fa mi trovo nel traffico peggiore: quello della sera a Milano, andando verso l’IKEA. Un incubo: clacson impazziti, incazzature continue, marcia a passo d’uomo, la frizione che non stacca mai.
Così metto su le variazioni Goldberg. E’ incredibile l’effetto che ha l’interazione di questa musica con quel contesto. Avete presente la scena di Arancia Meccanica quando si menano a sangue e intanto in sottofondo c‘è Rossini? Quello straniamento totale tanto caro a Kubrik? Ecco, lo potete provare anche voi, semplicemente, in auto.
Improvvisamente tutto mi è sembrato distante, poco importante, quasi ridicolo. Tutto il mondo, al di là del vetro, andava al rallentatore, sembrava la scena di un film proiettato sul parabrezza. Mi ha disteso e rilassato istantaneamente. Vi consiglio di provare.
Questo conferma una mia convinzione di sempre, e cioè che il vero beneficio che i classici della musica, della letteratura e di ogni arte ci apportano non è tanto il piacere di fruirne, quanto la nuova prospettiva che ci donano sul mondo in cui viviamo.