Egregio direttore della Metropolitana di Milano,
posso dire la mia?
Vorrei sapere chi è il deficiente, con rispetto parlando, che ha progettato le nuove segnalazioni di direzione all’interno della Stazione Duomo.
Siccome non credo di essere del tutto rimbambito, e siccome insieme a me hanno vagato per un po’ altre tre o quattro persone, incerte sulla strada da farsi, ritengo di aver diritto a una sana lamentela.
Il problema è, caro direttore, che provenendo dalla linea 3 e dovendo prendere la linea 1 se non si conosce la stazione è inevitabile perdersi. Inevitabile, perché non c‘è nulla che segnali all’ignaro passeggero la direzione da prendere per raggiungere la linea 1.
Lassù nel suo ufficio lussuoso all’ultimo piano del grattacielo (ma sarebbe così anche se il suo ufficio fosse, cosa anzi assai più probabile, un angolo polveroso e incasinato nel seminterrato di un deposito di tram) nel suo ufficio, dicevo, lei si ricorda mai di come vengono chiamate rispettivamente la linea 3 e la linea 1 dalla gente?
Se lo ricorda? Su faccia uno sforzo.
La gialla e la rossa, ecco come vengono chiamate.
Venendo dalla gialla, non siamo riusciti a capire come diavolo arrivare alla rossa. Siamo, io e altri tre o quattro a me sconosciuti passeggeri, risaliti fino all’uscita, per trovarci di fronte i girelli. A quel punto abbiamo dovuto chiedere aiuto. Tornati al livello sotterraneo, un bel cartello indicava la direzione SESTO. E io che dovevo andare in direzione Bisceglie son rimasto lì, nell’incrocio fra la gente finché non ho incontrato un’amica che mi ha dato una mano: mi ha indicato la scritta.
E allora ho capito.
Non è che le indicazioni non ci siano, alla stazione. E’ che sono mimetizzate.
Linea 1 è scritto in giallo. In giallo, capisce, signor direttore?
Il fatto che sia scritto in giallo e che a nessuno sembri strano è assolutamente delirante. E mi fa incazzare da morire.
Come mai a Parigi è facilissimo districarsi fra le decine e decine di linee della metro senza perdersi mai?
Perché usano il codice colore. Perché la gente chiama le linee col nome del colore? Perché è l’unico modo per sapere sempre dove si è e non perdersi mai. Perché tutti i corridoi sotterranei si assomigliano e il colore funge da punto di riferimento, da bussola obbligatoria.
Scrivere linea 1 in giallo significa confondere volontariamente i passeggeri. E’ criminale. Peggio: è stupido.
Mi chiedo: e gli stranieri come fanno? E un turista russo che non sappia nemmeno decifrare i caratteri? Se non altro con il codice colore saprà individuare la linea giusta, per poi chiedere informazioni sulla direzione da prendere.
Invece no. Alla stazione Duomo, (ma magari succede anche altrove) la linea uno con le sue direzioni è segnalata con il codice colore della linea 3. E succede che queste indicazioni non entrano proprio nel campo visivo di chi cerca un segnale per la linea rossa. Diventano invisibili. Ed è normale e giusto che sia così.
In conclusione, caro direttore della metropolitana di Milano, chiedo che venga fatto un controllo affinché la “navigazione” all’interno della rete metropolitana sia sempre coerentemente segnalata e chiedo l’immediato licenziamento del responsabile di una simile bestialità .
Con ormai sfogato sdegno, suo
macubu
e cmq il presidente della MM non sarà sicuramente in uffucio, bensì in giro a festeggiare qualche evento, tipo i 40 anni della linea rossa – peraltro portati malissimo…
baci
Un bacio.
Ottimo lavoro.
Per la metropolitana concordo con marquant. Soprattutto sul “minchia”.