Ero lì, zona Cadorna, che andavo con due colleghi a pranzo e ti vedo uno, non troppo alto, ben fisicato, che arriva davanti a un portone e suona al citofono. E dico ai miei colleghi: “quello lì non l’ho nemmeno visto in faccia, ma già so che è il mio tipo”. Loro come sempre hanno alzato gli occhi al cielo: tanto ti piacciono tutti avranno pensato, come al solito. Giusto il tempo di avvicinarsi un attimo, e il tizio si gira verso di noi. Lo riconosciamo proprio mentre lui ci guarda, e capisce che sappiamo chi è. Si nasconde dentro il portone.
Si dà dunque il caso che ‘il mio tipo’ comprenda quindi anche un bel calciatore decisamente famoso. Mi è parso proprio un bel ragazzone con la testa a posto.
Il fugace contatto con la celebrità deve avermi dato alla testa perché questa notte ho sognato che ero al cinema, seduto fra la Venier e la Ventura.
E il fatto drammatico è che non si trattava di un incubo, no: io mi divertivo... Devo cambiare psicofarmaco.