Mi sono spuntati due o tre baffetti bianchi.
La loro vista mi ha spaventato, lì per lì. Ma ripensandoci, mentre stamattina pedalavo nel traffico assassino del centro, stringendo i denti per il freddo, ho pensato che tutto sommato sto cambiando.
Credo che da fuori non si percepisca molto, ma recentemente mi sento meno propenso alla risata immediata, alla chiacchiera espansiva e coinvolgente, all’intimità da happy hour tutta sorrisi e “come stai?” Sento una resistenza crescente al mostrarmi immediatamente amichevole verso chi mi circonda. Non che rifiuti l’interessamento del mio prossimo, quando mi viene dal di fuori, anzi. Semplicemente sento che ho meno voglia di ‘aprire la porta’ a tutti.
Sto lentamente diventando la persona che alle cene di gruppo resta un po’ silenzioso e in disparte, osservando tutti senza mai perdersi una parola e intervenendo raramente, ma con il motto di spirito giusto.
Beh, diciamo che spero sia così, e che questa mia sensazione non significhi solo che mi sto chiudendo nel mio mondo. Ma penso di no.
E’ come se, in un qualche incomprensibile modo, io stia lentamente acquisendo una mia personale, alquanto autoironica forma di gravitas.
Oddio, ma sta diventando come me! Non so se consigliarle di continuare così...
Vogliamo parlare di uno che di recente si e’ dovuto tagliare la barba che portava da 20 anni, perche’ era ormai TUTTA bianca? Ma porca troia….
vogliamo parlare del mio capo che ha tutti i capelli brizzolati e da quest’anno ha deciso di tingerli nero corvino? peccato che quest’estate quando portava la camicia un po’ più slacciata uscivano fuori certi tappetini bianco pecora…
perchè certi uomini non si rassegnano? a me l’uomo un po’ canuto piace. ecco.
mi sa di maturo. e la maturità non è una brutta cosa. soprattutto se la si accetta.
As the people here grow colder
I turn to my computer
And spend my evenings with it
Like a friend.
I was loading a new program
I had ordered from a magazine:
“Are you lonely, are you lost?
This voice console is a must.”
I press Execute.
“Hello, I know that you’ve been feeling tired.
I bring you love and deeper understanding.
Hello, I know that you’re unhappy.
I bring you love and deeper understanding.”
Well I’ve never felt such pleasure.
Nothing else seemed to matter.
I neglected my bodily needs.
I did not eat, I did not sleep,
The intensity increasing,
‘Til my family found me and intervened.
But I was lonely, I was lost,
Without my little black box.
I pick up the phone and go, Execute.
“Hello, I know that you’ve been feeling tired.
I bring you love and deeper understanding.
Hello, I know that you’re unhappy.
I bring you love and deeper understanding.”
I turn to my computer like a friend.
I need deeper understanding.
Give me deeper understanding.
Deeper Understanding, Kate Bush, 1989
Forse è solo quello strano passaggio nel quale ti rendi conto di quanto è importante “essere” pittosto che “apparire”.
”...Sleep in a deep deep sleep
Beauty is skin deep”
Youth – Soft Cell 1981
(si canta in questi commenti eh?)
stai diventando un bel tenebroso!
“e c’è qualcosa di grande tra di noi
che non può cambiare mai
nemmeno se lo vuoi”
Lunapop
Paolo sei una iena
colonna ti adoro; macubu esci di casa e vai a farti un giro in fossa, vedrai che dei peletti bianchi ti scorderai presto
Colonna è stato davvero cattivo. Sigh.
Misto mi ci porti tu a fare un giro in Fossa?
E poi, vorrei ribadire, il pelo bianco tira. Come la patata.
Infatti guarda quanti spasimanti ha il tuo amico Acquarello.
Perché cattivo, Ubu? Semplicemente empatizzo. Lo sai che sono un misantropo patentato e che ormai non ho praticamente più contatti sociali, a parte quelli in rete. Sono messo molto peggio di te. Su quell’altro genere di contatti è meglio sorvolare.
Due o tre peletti bianchi? Tutta salute. Magari averceli. Io a 35 anni mi faccio ancora la barba ogni cinque giorni. Non un pelo a cercarlo con il lanternino. Per ora fortunatamente reggo ancora bene, oltre ogni aspettativa, grazie ai geni materni, ma inutile illudersi. Sono destinato a diventare come Martelli, con quel viso glabro e liscio da pupazzo di Profondo Rosso, o tipo Joel Grey di Cabaret. E beffa delle beffe, ho pure la bocca a cuore che, se a vent’anni è attraente, a quaranta fa ridere i polli e fa tanto Mirigliani. A differenza di altri che invecchiando migliorano io so di poter solo peggiorare. Diventerò una sorta di Tadzio sfiorito miseramente. Come tutti i Tadzi, del resto. Magari avere una barba, anche bianca, dietro la quale nascondere l’inclemenza del tempo. Un pizzetto da coltivare. Nulla di nulla. E poi che sexy gli uomini pelosi e brizzolati, tipo Jeff Chandler (che poi amava travestirsi da donna, ma questo è un altro discorso). Il mio partner ha quarant’anni ed è brizzolato, mille volte meglio oggi di quando l’ho conosciuto e ne aveva 29, con tutti i capelli neri. Se va bene, io mi trasformerò in un Gil Cagné o in un Renato Balestra, ma a differenza loro non so neppure tenere un ago o un rossetto in mano. Quindi goditi quei peletti canuti, carissimo. Sono solo attraenti. Una carezza affettuosa
Ma che cos’è questa fossa?
Però anche tu: ti incontro di persona, scruto avidamente nel tuo pizzetto e tu mi dici candidamente che i peletti bianchi li hai tagliati. Uffa, mi avevi incuriosito! A parte gli scherzi, sono molto lieto di averti conosciuto.