(ANSA) – MILANO, 15 SET – Segnali incoraggianti nell’economia del nordovest italiano. Dopo il lungo periodo di ristrettezze dovuto in larga parte all’entrata in vigore dell’Euro, finalmente le famiglie italiane rialzano la testa. Molteplici i segnali di una ritrovata fiducia dei piccoli risparmiatori. Il noto blogger macubu ha richiamato, ad esempio, la signora filippina che era usa prestare servizio presso casa sua. L’interessato non ha rilasciato dichiarazioni, limitandosi a confermare la riassunzione della collaboratrice domestica e precisando che alla suddetta sarà richiesto anche un servizio aggiuntivo: il ferro da stiro. Sono piccoli episodi, naturalmente, che vanno però visti nella prospettiva di un’economia faticosamente in ripresa, e che segnalano la ritrovata fiducia in un futuro meno nero e più disteso. Un futuro, diciamolo pure, senza pieghe. /writer
15/09/2004 15:30
Smonta la prima!
??
LOL
Ab fab!
SMONTA LA PRIMA
A gentile richiesta incollo questo messaggio inviato al titolare di questo blog.
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Smonta la prima: espressione gergale del giornalismo ai tempi della lavorazione a piombo. La prima è la prima pagina, la leggenda vuole che fosse questo il grido del direttore che riceve una notizia importante subito dopo aver licenziato l’apertura del giornale.
“Smonta” perche’ ai tempi del piombo le pagine, che si chiamavano anche telaio (ho fatto in tempo a “fare la tipografia” negli ultimi anni di quella lavorazione), erano letteralmente montate su una struttura in legno rettangolare (la pagina) nella quale gli articoli erano colonne di striscioline metalliche messe una sull’altra. I titoli erano strisce piu’ grandi, contenute a loro volta in subgabbiette di legno. La correzione delle bozze si faceva passando un foglio tipo A3 sulla pagina, di fatto stampandola.
Su uno dei lati lunghi della strisciolina metallica rettangolare e per l’altezza data dal suo spessore, non piu’ di un mezzo centimetro, anche meno, c’era il testo, che era stato inciso nel piombo fuso, poi raffreddato, dal “linotipista” sulla Linotype, una macchina mitica e grandissima che faceva passare le striscioline nel piombo caldo e fuso e che poi incideva le parole sul bordo della striscia attraverso una matrice a pressione. Le parole erano “entrate” attraverso una tastiera che, vista oggi, sembra una locomotiva a vapore, i tasti erano grandi come leve del cambio di un’auto.
Le strisce con i caratteri scendevano da una cappa posta in alto sulla macchina con un rumore clangoso,che mi e’ rimasto nelle orecchie (somiglia un po’ al rumore che fanno le monete quando una macchina automatica per i parcheggi ti da’ il resto). La cappa cambiava a seconda del “corpo” e del carattere, se volevi il permanent 8 c’era la cappa del permanent 8, se volevi il 10 dovevi cambiare cappa, perche’ era diverso lo spessore delle strisce.
Il piombo fuso era in un secchio a lato della tastiera,una roba spaventosa e pericolosa. Gli operai erano tutti comunisti e coltissimi, gente che leggendo un articolo, guardando al contrario sul piombo, beccava gli errori nelle citazioni di Gramsci (visto con questi miei occhi).
La lavorazione a piombo e’ stata definitivamente eliminata agli inizi degli anni ‘80, fine settanta forse. Scusa, mi sono lasciato andare, ai vecchi succede, ma ti ho detto notizie esatte.
Fantastico! Grazie Bulimix! Leggere è stato come essere lì, nella frenesia di una redazione “d’altri tempi”...
negli extra di rko281 o qualcosa del genere c’è un bellissimo documentario su come si faceva un giornale nell’epoca fascista. a un certo punto del documentario, quando il giornale ormai è chiuso e pronto per la stampa, il cronista dice “ma attenzione! l’intrepido inviato ce l’ha fatta! grazie a questo modernissimo telegrafo l’articolo e la fotografia che ritrae l’esercito italiano vittorioso in pochi secondi sorvolano il mare e arrivano in redazione! l’atmosfera è concitata, il tempo è pochissimo! tutti dovranno dare il massimo per riuscire ad informare il popolo d’Italia dell’importante vittoria!”. così si mettono tutti al lavoro per produrre questa lastra di piombo e alla fine, quando il giornale va in stampa, la notizia è in prima pagina. ecco, questa cosa m’ha fatto ridere.
Uei, pianooo :-)
Epoca fascista… io mica c’ho cent’anni, parlavo degli anni ‘70-’80 del secolo scorso, non della terza guerra di indipendenza.
Gesu’, che scostumate
Mac….sono felice per te. E’ piacevole immaginarti accomodato in un futuro senza grinze.
baci apprettati
andrea