La vita istruzioni per l'uso - article - Acqua e fuoco

il blog di ubu

Acqua e fuoco

Non soffro per niente il mare, l’ho scoperto in questi giorni. Anche con grandi onde lunghe yours truly si trova perfettamente a suo agio sulle barche e può anche starsene sottocoperta a leggere mentre tutti hanno mal di testa o ‘il vomitino’ e si accasciano sdraiati sulla tolda a prendere il sole sperando di arrivare il più in fretta possibile. Meno male.
Meno piacevole invece scoprire che il mal di terra, a cui non avevo mai creduto, esiste eccome. Anche adesso, a oltre 24 ore dallo sbarco, il cervello mi tira brutti scherzi: sembra che il tavolo si muova, che le pareti ondeggino. Bah.
Rotta: da La Spezia, dove mare e vento ci hanno costretti ad aspettare qualche giorno in più, siamo partiti un pomeriggio verso la Capraia, da lì il giorno dopo abbiamo raggiunto l’Elba, dove poi sono sbarcato.
Era tanto che non salivo su una barca a vela, e ho riscoperto quanto mi piaccia, quanto la lunga, infinita distesa del mare abbia un fascino irresistibile. Il momento più bello è stato durante la traversata verso la Capraia. Partiti all’una del pomeriggio, la notte è calata mentre eravamo ancora in viaggio. Stavamo naso all’aria a guardare le stelle cadenti e una luminosissima via lattea, mentre lentamente si avvicinavano le luci lontane dell’isoletta, finché un urlo di sorpresa si è levato da tutti noi insieme: nel buio della notte, all’orizzonte, proprio davanti al porticciolo della Capraia, un enorme fiore rosso è esploso nel cielo, subito seguito da altri di ogni colore. A distanza di interi minuti arrivava, attutito come un ricordo, il rombo dello scoppio. Erano i fuochi d’artificio di ferragosto, in onore della Madonna del luogo, che noi, nel nostro narcisismo, abbiamo preferito interpretare come un piacevole benvenuto sparato nel cielo solo per noi.
Miracolosamente non ho avuto nessuna insofferenza, nessun problema di convivenza, nessun senso di fastidio per lo spazio ristretto. Ho fatto un po’ il pagliaccio e sono andato d’accordo con tutti. Bene no?

Macubu -   - 19 agosto 2004, 04:06
  1. mmmhhh McUbu
    beato te… io tendo al mal di mare… al mal di montagna… al mal d’africa… al maltolto… al malleolo e al malleabile. sic.
    19/08/2004 09:10
     

  2. L’insofferenza evapora quando ci si rilassa come si deve e gli spazi stretti a volte sono… comodi… :P
    Insomma una bella ricarica, non c’è che dire.
    Anto
    20/08/2004 01:42
     

  3. ahahahahahahaahh sciuocca!
    20/08/2004 18:49