Toh, pare che ci sarà un cambiamento di programma. Invece di restarmene qui nel mio buen retiro fra gli ulivi, domani se il tempo non peggiora partirò per tre o quattro giorni di barca a vela con gli amici. In otto su una barchetta da otto persone, ovvero in otto su una barca in cui stanno comodi in tre.
Sono stato spesso in barca a vela, tanti anni fa, e già immagino quella strana atmosfera che si crea: la convivenza forzata nel piccolissimo spazio, il disordine, quella patina di umido e salmastro che in breve si forma su ogni cosa e che detesti i primi due giorni per poi abituartici e non farci più caso, il beccheggiare continuo che ti fa star male quando poi scendi, il sole, il sale, il vento, gli sbalzi di umore improvvisi, gli scazzi, le insofferenze, la spensieratezza, le creme solari imprestate e perse per sempre, i turni per cucinare, e i bagni in rada la sera, per lavare via ogni cosa.
Nonostante un leggero rumore di fondo di apprensione, tipico di quando mi affido a un mezzo che mi lascia in balia degli elementi (aereo, nave, ma in fondo anche l’auto guidata da altri) non vedo l’ora di partire.