Saranno anni ormai che succede. Incontro qualcuno per strada che non vedo da tempo, ci si saluta, ci si scambia qualche bacio, si fanno due chiacchiere. E inevitabilmente mi sento dire: ma come sei dimagrito, però.
Ho sempre negato: la mia pancia sta ormai sfuggendo a ogni tentativo di controllo. Ma il fatto è che loro si riferiscono alla faccia. In genere nicchio, mi metto a ridere. Però ora stavo giusto mettendo ordine nei file .jpg del computer e ho trovato qualche mio primo piano di due o tre anni fa.
Ho avuto i brividi: è verissimo. La mia faccia sta inevitabilmente dimagrendo.
La cosa mi inquieta e mi fa sentire impotente come quando leggo che il Mar d’Aral si ritrae progressivamente da decenni stravolgendo il clima della zona, come quando mi dicono che i ghiacciai si ritirano e non c‘è niente da fare. Ragazzi, mi sta sparendo la faccia: aiuto! Lanciamo una campagna WWF!
Convinto come sono che dietro ogni fenomeno fisico umano ci sia sempre l’aspetto psicologico, mi chiedo cosa questo possa significare. Infelicità ? Inaridimento emotivo? Sto diventando magro, affilato e cinico come uno di quegli arcivescovi scolpiti a mo’ di capitello di una cattedrale gotica? Oppure è un semplice segno di invecchiamento tout-court, il raggiungimento di uno stato di maturità personale che mi distacca dal bamboccio dalla faccia tonda che sono stato per tanto tempo?
Incapace di darmi una spiegazione, o di trovare una soluzione (una dieta? un rito propiziatorio? il pilates?) mi osservo perplesso, immaginando il giorno in cui avrò un volto perfettamente bidimensionale, perfetto per dare un’occhiata sotto le porte, pronto da fotocopiare per le fototessere, ottimo da ripiegare e mettere via quando sarò di cattivo umore.