Basta un pomeriggio con meno cose da fare per scoprire una città già oppressa dal caldo, dove pedalo lentamente, soffrendo pavé e schiena sudata. Ne approfitto però per l’acquisto del famoso zaino nuovo, che è semplicemente fantastico.
Poi mi rinchiudo alla FNAC dove mi prende la solita sindrome. Giro magari per un’ora raccogliendo oggetti come libri, dischi, minidisc vergini da registrare, e altre cose. E a ogni scaffale c‘è un libro che mi interessa, un disco che mi avevano consigliato, un film che mi ero riproposto di vedere. Così leggo mille risvolti di copertina, mi infratto a scavare nei cassetti dei cd, curioso fra i DVD e li prendo in mano uno a uno, e improvvisamente, senza niente che lo faccia presagire, mi assale la sensazione che sia tutto inutile, che questo accumulare conoscenza sia soltanto un futile tentativo di proteggermi da non so bene cosa, forse dalla solitudine, dalla morte, dall’ignoranza dei tempi, dalle rughe sulla fronte o dall’aumento dei prezzi del petrolio, non lo so, è una sensazione così.
“Perché lo fai?” mi chiedo. Tanto non riuscirai mai a leggere davvero tutto quello che vorresti leggere, e se anche lo facessi poi dimenticheresti tutto, così come oggi hai dimenticato i libri che hai letto solo due o tre anni fa e ogni tanto ti accorgi persino di aver comprato due volte lo stesso libro. Questi oggetti, queste cose, non ti faranno sentire migliore, non saranno un passo avanti significativo nella tua crescita, non sarai al sicuro. Quindi smettila, posa tutto quanto, risparmia due soldi per farci magari qualcosa di più utile, ed esci.
Ed è così che spesso mi capita di lasciare quel che ho in mano lì dove capita, per la sicura gioia dei commessi che mi devono aver già maledetto mille volte. Mi libero insomma delle cose lasciandole in disordine, e poi corro giù per le scale mobili e verso la porta, e varco le forche caudine elettroniche e spingo il vetro e sono di nuovo nel sole e nel mio dolce far niente, e il cielo è chiaro e l’aria mite e in qualche modo mi sembra di aver imparato qualcosa, di aver scampato un pericolo, di essermi scrollato di dosso una schiavitù.
non posso farne a meno. esco sempre dopo aver acquistato qualcosa, soprattutto libri.
poi maledico di non aver tempo di leggerli tutti. Finchè non capitano quei miei periodi terribili di insonnia che recupero il tempo perso e benedico il mio ‘vizio’.
Io proprio non ci riesco a resistere. E’ più forte di me. E pensare che sono una che ha smesso di fumare da un giorno all’altro, così, senza battere ciglio. Ma ai libri non resisto.