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La favola nera.

Se vi piacciono le storie dalle tinte fosche, dove sotto cieli corruschi gli eserciti del bene e del male si affrontano in scontri sanguinolenti, storie piene di apparizioni, di presagi, di vessilli portati su cavalli bianchi, dove i cattivi sono cattivi davvero e abitano castelli dalle segrete piene di sangue con i cadaveri appesi alle pareti, e il cui nome mette i brividi a chi lo pronuncia nella notte, mettete pure via Il signore degli anelli. Leggete una storia vera.
Non sono ancora arrivato ai capitoli con le nefandezze orrende che ne hanno reso celebre il nome, ma Barbablù, Gilles de Rais e il tramonto del Medioevo di Ernesto Ferrero mi ha già incollato alle sue pagine.
E’ la ‘favola nerissima’ dell’uomo che vien di notte e rapisce i bambini, e infligge loro orrori troppo crudi da raccontare. La storia di un uomo che dopo aver fatto forse centinaia di vittime, violentandole e uccidendole per puro piacere, fu condannato all’impiccagione ma si pentì e visse poi da santo per morire ‘nel compianto generale’. Una storia tremenda senza catarsi ambientata in un Quattrocento infestato di guerre, intrighi, veleni e angosciato sempre dallo spettro incombente della peste.
Nel quadro generale che Ferrero traccia dell’epoca, e comunque nella biografia di Gilles de Rais, ha tanta parte la Pulzella d’Orléans, di cui sapevo poco e che trovo invece interessantissima. A partire dagli interrogativi mai risolti sulla sua storia e sulla sua vera identità.
E’ una storia che farebbe la gioia di Thomas Pynchon: Jeanne D’arc era una figlia segreta della regina e del fratello del re? Ed è possibile che questa giovane “pastora inviata da dio” fosse in realtà una trovata della regina Yolande, moglie di Re Carlo, estratta abilmente dal cilindro per mettere tutti d’accordo nella lotta agli inglesi? E che fondamento hanno le teorie che vedono nell’ordine dei francescani il vero trait-d’union fra la ragazza e la corte? Secondo questa teoria le voci che la ragazza affermava di sentire e che attribuiva a dio sarebbero invece concretamente quelle dei consiglieri francescani che sempre l’accompagnavano nella sua vicenda. E poi ancora: Giovanna è stata davvero bruciata sul rogo, o non scampò invece alla pena capitale per condurre poi vita ritirata sotto il nome di Jeanne des Armoises?
Pynchon ha sempre amato questa idea dell’organizzazione segreta, onnipotente e tentacolare dalle finalità oscure come i gesuiti, la compagnia delle Indie, la IG Farben e così via. Nella storia di Giovanna D’Arco troverebbe i francescani, che da un lato avrebbero controllato la Pucelle secondo gli ordini della corte di Francia, dall’altro mosso sapientemente i fili dei loro adepti inglesi, proteggendo la loro ‘creatura’ anche dall’altra parte del fronte.
Vicino a questa finta pastora inviata da dio, pieno di ammirazione, si muove sempre Gilles de Rais. Ferrero ne racconta la storia davvero con sapienza, calibrando eventi e testimonianze in modo da mantenere vivo l’interesse.
Nell’attesa di arrivare alle pagine che raccontano le gesta più nere di Barbablù nel suo scannatoio al castello di Tiffauges, mi diletto con i piccoli dettagli di questa grande vicenda. Come per esempio la gustosa testimonianza di Jean d’Aulon, attendente di Giovanna d’Arco, che al processo di riabilitazione della fanciulla, tenutosi nel 1456, ossia 25 anni dopo il rogo, ebbe a dire:

“Nonostante ella fosse una fanciulla, bella e ben formata, e molte volte, sia aiutandola ad armarsi che altrimenti, egli le avesse visto le tettine, e qualche volta le gambe nude, facendola apparecchiare delle sue armi, e che egli fosse forte, giovane e di buon vigore, tuttavia mai, per qualche vista o toccamento che egli ebbe verso la detta Pulzella, non si turbò il suo corpo di alcun desiderio carnale verso di lei. Similmente accadde alle altre genti e agli scudieri, così com’egli sentì dire e riferire da loro molte altre volte.”

copertina barbablu

Macubu -   -  2 giugno 2004, 01:33
  1. Qui da te si trovano sempre libri belli.
    maddalena
    02/06/2004 02:47
     

  2. interessante…di genere simile anche i romanzi di valerio evangelisti ambientati ne medioevo con protagonista il diabolico inquisitore eymerich…bello, bello, ve lo consiglio
    03/06/2004 04:44