Beh, io l’ho aggiustata e adesso è di nuovo in pista.
Avere una bicicletta a Milano e sentire l’aria calda sulla maglietta è bello, rende tutto più sopportabile. Non so come ho fatto a privarmene per tanti mesi.
Poi tempo fa mi hanno convinto a comprarmi una borsa a tracolla dicendo che insomma basta con lo zaino, che è ora di crescere, che stavo meglio. Così l’ho presa. A me piace molto, nonostante le critiche feroci di tanti amici. E’ anche bella capiente, ben fatta. Però.
Però insomma non c’è paragone con la comodità di uno zaino. Specialmente se vai in bicicletta, specialmente se quando esci per una giornata di lavoro che sarà massacrante e piena di impegni non resisti e metti comunque dentro due libri che non si sa mai, nemmeno fossero la coperta di Linus. Specialmente se sei disordinato e lo butti per terra da tutte le parti, e la borsa in cuoio ci soffre, mentre allo zaino gli fa un baffo.
E così basta oggi ho deciso che la faccio finita e torno al vecchio zaino, marchio distintivo del personaggio un po’ infantilotto, un po’ cattoclericale e sportivo (almeno a genova), che se ne frega dell’eleganza.
Cara borsa a tracolla che mi ballonzoli addosso a ogni passo, buona fortuna.
con cattoclericale (uh ?) affetto
carter